Processo per il naufragio di Cutro: un'opportunità per l’Italia di garantire verità e giustizia
Il 30 gennaio, a Crotone ha avuto inizio il processo a carico di sei ufficiali italiani per un naufragio avvenuto nel 2023 in cui hanno perso la vita almeno 94 persone, tra cui 25 minori, dopo un rinvio e un'indagine durata più di due anni.
Le parti in causa includono 65 sopravvissuti e 6 organizzazioni di ricerca e soccorso (EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE).
Il caso riguarda il ritardo nelle operazioni di soccorso del 23 febbraio 2023 per un'imbarcazione di migranti affondata al largo della costa di Steccato di Cutro in Calabria, nel sud Italia. I 6 ufficiali italiani coinvolti sono 2 ufficiali della Guardia Costiera italiana e 4 ufficiali della Guardia di Finanza, accusati di negligenza con conseguente naufragio e omicidio colposo plurimo. Si ritiene che l'imbarcazione trasportasse tra le 180 e le 250 persone, provenienti per lo più dall'Afghanistan, dalla Siria e dal Pakistan, di cui solo 80 sono sopravvissute.
L'agenzia europea per le frontiere Frontex aveva allertato le autorità italiane ore prima che la nave affondasse. Tuttavia, nonostante le indicazioni di pericolo e le prove visibili dell'affondamento della nave, le autorità italiane non hanno attivato un'operazione di ricerca e soccorso.
Judith Sunderland, vicedirettrice ad interim per l'Europa e l'Asia centrale di Human Rights Watch, ha dichiarato: “Il processo per il naufragio di Cutro è un'occasione fondamentale per garantire verità e giustizia ai sopravvissuti e alle famiglie delle vittime e per contribuire a evitare ulteriori morti in futuro” e “Non sono solo i singoli ufficiali a essere sotto processo, ma anche le politiche dello Stato italiano che danno priorità alla deterrenza e alla criminalizzazione dei richiedenti asilo e dei migranti piuttosto che al salvataggio di vite umane”.
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha sottolineato che, essendo l'Italia parte della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, è vincolata dagli obblighi derivanti dal diritto alla vita di adottare misure per salvaguardare la vita delle persone che si trovano sotto la sua giurisdizione. Ciò include interventi di soccorso tempestivi quando sono in pericolo delle vite umane.
Inoltre, le autorità italiane hanno l'obbligo, derivante dalla Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare e dalla Convenzione internazionale per la ricerca e il soccorso marittimo, di intervenire in situazioni di pericolo in mare.