A A+ A++

Particolare che ritrae quattro bambini appoggiati su 4 delle 12 stelle di una grande bandiera del Consiglio d'Europa.
© Consiglio d'Europa

Il secondo Rapporto ECRI sull'Italia (CRI(2002)4)

Il Secondo Rapporto ECRI sull’Italia è stato adottato il 22 giugno 2001, sulla base della visita di contatto svoltasi dal 28 al 31 maggio 2001. Nel corso di tale visita, la delegazione della Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza ha incontrato rappresentanti di vari ministeri ed amministrazioni pubbliche, oltre ad un certo numero di rappresentanti delle organizzazioni non governative. Il rapporto descrive la situazione dal 14 giugno 1997 al 22 giugno 2001 e riconosce all’Italia di aver compiuto dei passi avanti nella lotta al razzismo e all’intolleranza, rispetto a quanto emergeva dall’esame del Primo Rapporto.

Autore: Graziana Cassano

Il Secondo Rapporto ECRI sull’Italia è stato adottato il 22 giugno 2001, sulla base della visita di contatto svoltasi dal 28 al 31 maggio 2001. Nel corso di tale visita, la delegazione della Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza ha incontrato rappresentanti di vari ministeri ed amministrazioni pubbliche, oltre ad un certo numero di rappresentanti delle organizzazioni non governative.

Il rapporto descrive la situazione dal 14 giugno 1997 al 22 giugno 2001 e riconosce all’Italia di aver compiuto dei passi avanti nella lotta al razzismo e all’intolleranza, rispetto a quanto emergeva dall’esame del Primo Rapporto.

 

Follow up al primo Rapporto

L'ECRI sottolinea l’adozione un quadro giuridico ed istituzionale volto a favorire l’integrazione della popolazione immigrata e di una legislazione per la tutela delle lingue e delle culture delle minoranze nazionali. Si apprezza, inoltre, l’adozione di disposizioni civili contro la discriminazione e di iniziative per contrastare la tratta di esseri umani.

Si rileva, tuttavia, la persistenza di problemi di razzismo e xenofobia che riguardano, in particolare, cittadini extracomunitari (specialmente Albanesi e Rom). In merito a questi problemi si sottolinea il ruolo svolto dalla propaganda di provocazione razzista condotta da alcuni leader politici, dalla non sempre puntuale applicazione della legislazione vigente e dall’assenza di un’organica legge in materia di diritto d’asilo.

 

Raccomandazioni

L’ECRI raccomanda alle autorità italiane di porre in essere una serie di iniziative.


Strumenti legali internazionali

  • ratificare la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e la Convenzione europea sulla nazionalità
  • Estendere l’applicazione della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale anche al suo Capitolo C (relativo all’elettorato attivo e passivo dei residenti stranieri)


Disposizioni costituzionali ed altre disposizioni fondamentali

  • Garantire espressamente, anche a livello costituzionale, l’uguaglianza di tutti gli individui sottoposti alla giurisdizione italiana
  • Prevedere una tutela ed una promozione adeguata della lingua e della cultura Rom nei testi legislativi a livello nazionale (dal momento che tale popolazione non è compresa nell’elenco dei gruppi la cui lingua e cultura vengono protette e promosse dalla Legge 482/1999)


Legislazione sulla cittadinanza

  • Semplificare e standardizzare le procedure per la naturalizzazione e migliorare la legislazione italiana sulla cittadinanza, in primo luogo riducendo il periodo di residenza necessario per presentare una richiesta di naturalizzazione da 10 a 5 anni


Disposizioni in materia di diritto penale

  • Migliorare l’applicazione delle disposizioni penali secondo le quali la motivazione razzista costituisce una circostanza aggravante
  • Predisporre una formazione supplementare in materia per tutte le persone che operano nel quadro dell’ordinamento giudiziario penale e prendere in esame i mezzi da mettere in atto per incoraggiare le vittime di atti a sfondo razzista compiuti da tale personale a denunciarli


Disposizioni in materia di diritto civile ed amministrativo

  • Provvedere all’istituzione di osservatori regionali per il monitoraggio e l’informazione, nonché all’assistenza legale alle vittime di discriminazione, così come previsto dalla legge 40/1998 ed estendere l’applicazione di tali disposizioni anche a comportamenti disciminatori di carattere razziale fondati su motivi diversi dalla razza, dalla religione e dall’origine etnica o nazionale
  • Prendere in esame l’adozione di un insieme più completo di disposizioni civili ed amministrative che vietino la discriminazione in tutti i settori della vita


Amministrazione della giustizia e assistenza legale

  • Intraprendere una ricerca sulle differenze di trattamento, denunciate da alcuni esposti, tra le sentenze nei confronti di stranieri e quelle nei confronti degli italiani
  • Verificare l’effettiva possibilità d’accesso al sistema del patrocinio gratuito per gli stranieri, anche se non residenti legalmente nel paese, così come previsto dalla legislazione italiana


Organi specializzati ed altre istituzioni

  • Istituire una commissione nazionale indipendente che si occupi dei problemi dell’intolleranza
  • Applicare le raccomandazioni formulate, nelle sue relazioni annuali, dalla Commissione per l’integrazione degli immigrati


Educazione e formazione

  • Fornire agli insegnanti una formazione mirata ed estendere l’insegnamento del concetto di “educazione interculturale” anche nella scuola secondaria, nella quale dovrebbe essere reso obbligatorio l’insegnamento dei diritti dell’uomo


Accoglienza e situazione giuridica dei non cittadini

  • Garantire un effettivo controllo giudiziario sulle condizioni di vita nei Centri di accoglienza temporanea e permanente, che comprenda la possibilità di presentare ricorso in tutti i casi
  • Potenziare i finanziamenti per il rilascio di permessi temporanei di soggiorno per motivi di protezione sociale, alle vittime della tratta di esseri umani
  • Estendere il diritto di voto alle elezioni comunali ai cittadini extracomunitari residenti di lungo periodo


Richiedenti asilo e profughi

  • Adottare una legge organica sul diritto di asilo e, nel frattempo, garantire che venga messa a disposizione dei richiedenti asilo un’adeguata assistenza legale e mezzi di sussitenza sufficienti, nell’attesa della decisione
  • Fornire una formazione supplementare alle forze di polizia che hanno i primi contatti con i richiedenti asilo


Clima generale nei confronti degli immigrati

  • Limitare i discorsi provocatori contro gli extracomunitari degli esponenti di certi partiti politici


Accesso ai servizi pubblici

  • Garantire agli immigrati un effettivo accesso ai servizi sociali, quali l’assistenza sanitaria, la protezione sociale e l’alloggio e all’istruzione


Occupazione

  • Affrontare la situazione di forte utilizzo degli stranieri nell’economia sommersa e applicare efficacemente le disposizioni contro la discriminazione nel campo dell’occupazione


Razzismo nel corso di eventi di massa

  • Applicare la legislazione penale nei confronti delle persone responsabili di manifestazioni a sfondo razzista e antisemita durante le partite di calcio, assicurando una risposta più incisiva delle autorità italiane


Comportamento delle forze dell’ordine

  • Istituire una commissione indipendente preposta alle indagini su tutte le presunte violazioni dei diritti umani da parte della polizia ed incoraggiare i membri delle minoranze etniche a partecipare alle procedure per il reclutamento in questo settore
  • Avviare una rierca per accertare che non si verifichino maltrattamenti a carico di immigrati nelle carceri italiane ed incentivare l’accesso di costoro a misure sostitutive delle pene detentive


Media

  • Proporre ai professionisti dei media italiani l’adozione di codici di autoregolamentazione per contrastare il razzismo e l’intolleranza e promuovere il pluralismo culturale e le pari opportunità, incoraggiando, inoltre, campagne di sensibilizzazione nei media


Situazione delle comunità Rom

  • Mettere in atto una politica globale per affrontare la situazione della popolazione Rom, promuovendo una stretta consultazione con i membri delle comunità interessate, garantendo che i campi nomadi soddisfino almeno le norme minime di abitabilità, affrontando la questione dell’accesso di queste comunità al permesso di soggiorno e alla cittadinanza e assicurando una migliore scolarizzazione ed un migliore accesso dei Rom al mercato del lavoro

Per il testo completo del Rapporto e delle Convenzioni citate si rimanda agli allegati

Risorse

Aggiornato il

23/11/2010