Rapporto mondiale 2026 di Human Rights Watch: la situazione dei diritti umani in Italia
Sommario
- La situazione dei diritti umani in Italia nel 2025
- Immigrazione
- Discriminazione e intolleranza
- Disuguaglianze socioeconomiche
- Diritti delle donne
- Orientamento sessuale e identità di genere
- Stato di diritto
- Conclusione
La situazione dei diritti umani in Italia nel 2025
Human Rights Watch ha recentemente pubblicato il suo “World Report 2026”, il rapporto annuale mondiale sui diritti umani che esamina la situazione dei diritti umani in oltre 100 Paesi. Tra i Paesi europei analizzati c’è l’Italia.
Il rapporto di Human Rights Watch sull’Italia tratta diversi temi di rilievo: migranti e richiedenti asilo, discriminazione e intolleranza, povertà e diseguaglianza, diritti delle donne, orientamento sessuale e identità di genere e stato di diritto. HRW sottolinea che nel 2025 l’Italia ha adottato nuove misure di sicurezza, tra cui la profilazione razziale, che hanno un impatto principalmente sui gruppi emarginati, come i migranti e le persone che vivono in condizioni di vulnerabilità. Inoltre, lo Stato italiano sta perseguendo un modello di controllo e forte repressione dei flussi migratori che prevede la detenzione delle persone nei centri per migranti in Albania e l’ostacolo ai soccorsi umanitari in mare.
Migrazione
In base ai dati forniti dal governo italiano, da gennaio a settembre 2025 circa 49.000 persone hanno raggiunto le coste italiane, con un lieve aumento rispetto allo stesso periodo nel 2024. Una delle misure adottate dall’Italia per far fronte ai flussi migratori è la costruzione di strutture per migranti in Albania. Questi spazi erano destinati alla gestione delle domande di asilo, ma i tentativi delle autorità di esaminare le richieste di asilo sono stati bloccati dai tribunali italiani. Di conseguenza, il governo italiano li ha trasformati in centri di detenzione.
Human Rights Watch sottolinea che questi centri violano molti diritti garantiti dalla Costituzione italiana, dal diritto dell’Unione Europea e da numerosi trattati sui diritti umani, inclusi il diritto di richiedere asilo, il diritto a un ricorso effettivo, il diritto alla salute e il diritto all’informazione. Queste affermazioni trovano ulteriore supporto nella posizione giuridica della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha stabilito che l’Italia non ha rispettato le norme dell’UE in materia di asilo in un caso riguardante due cittadini del Bangladesh.
Nel 2017 l’Italia e la Libia hanno stipulato un Memorandum d’intesa, un accordo politico formale sulla cooperazione in materia di migrazione che si rinnova automaticamente ogni tre anni, a meno che uno dei due Stati non esprima esplicitamente la propria intenzione di interrompere l’accordo.
L’Italia fornisce alla Guardia Costiera libica sostegno economico e apparecchiature materiali e tecniche, consentendo alle autorità costiere libiche di intercettare le imbarcazioni che trasportano migranti e impedire loro di attraversare il Mar Mediterraneo e raggiungere l’Italia.
Nonostante le gravi violazioni dei diritti umani, il Memorandum è stato rinnovato nel novembre 2025. Le violazioni legate a queste operazioni comprendono maltrattamenti nei confronti dei migranti. A questo proposito, a giugno 2025 la CtEDU ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo a un’intercettazione mortale da parte della Guardia Costiera libica nel 2018. Inoltre, è stata avviata un’indagine da parte di una Procura italiana a seguito di un incidente avvenuto nell’agosto del 2025, quando una nave umanitaria di soccorso gestita da SOS MEDITERRANEE è stata attaccata da una motovedetta libica che ha aperto il fuoco.
A marzo la Corte di Cassazione ha stabilito che 177 migranti avevano diritto a un risarcimento per privazione della libertà, precisamente per essere stati costretti a rimanere a bordo della nave “Diciotti” della Guardia Costiera italiana per dieci giorni prima di essere autorizzati a sbarcare.
Nel corso dell’estate 2025 sono state intraprese ulteriori azioni giudiziarie: a luglio la Corte Costituzionale ha affermato che, secondo la Costituzione italiana, il governo ha il diritto di sanzionare e sequestrare le navi di soccorso delle ONG; tuttavia, ha chiarito che salvare vite umane giustifica il mancato rispetto degli ordini dello Stato.
Nello stesso mese, quattro ufficiali della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per i fatti relativi al naufragio verificatosi nel febbraio 2023 in Calabria in cui sono morte 94 persone. Tra febbraio 2023 e settembre 2025 il governo ha trattenuto navi di soccorso 34 volte, impedendo operazioni vitali di soccorso e salvataggio per 700 giorni.
Un’altra azione contro politiche di integrazione e migrazione più inclusive è la campagna di boicottaggio, guidata dal primo ministro Giorgia Meloni e da altri politici di destra, contro il referendum che mirava a ridurre da 10 a 5 anni il periodo obbligatorio di residenza in Italia prima di poter ottenere la cittadinanza italiana. A giugno il referendum non ha raggiunto il quorum e ciò ha rappresentato una svolta negativa nell’ampio dibattito sull’integrazione.
Discriminazione e intolleranza
Al di là delle politiche migratorie restrittive, il report affronta anche le persistenti forme di discriminazione e intolleranza.
Nel maggio 2025 la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha suggerito di condurre uno studio indipendente sulla profilazione razziale da parte della Polizia italiana, a seguito di alcuni episodi di profilazione razziale nei confronti di persone rom e africane.
Il governo ha mostrato una reazione negativa a questa raccomandazione: l’ECRI è stata criticata pubblicamente dal primo ministro Meloni, che ha definito il punto di vista dell’ECRI vergognoso e infondato.
Il rapporto sottolinea che, secondo le statistiche del governo, tra gennaio e luglio 2025 gli stranieri, che costituiscono il 9% della popolazione in Italia, hanno rappresentato il 42% delle persone fermate dalla Polizia nelle “zone rosse” delle aree urbane e il 76% delle persone che sono state successivamente sottoposte a misure di allontanamento.
Disuguaglianze socioeconomiche
Oltre alle problematiche riguardanti la discriminazione, il report pone l’attenzione sul problema della povertà e di altre disuguaglianze socioeconomiche.
A giugno il Parlamento italiano ha approvato una nuova legge che introduce pesanti sanzioni penali per gli occupanti abusivi di immobili e per coloro che favoriscono tali occupazioni e riduce le garanzie procedurali contro gli sgomberi forzati.
A questo proposito, i relatori speciali delle Nazioni Unite avevano già espresso preoccupazione per l’impatto che l’adozione di questa legge avrebbe potuto avere sulle persone senza dimora, ma il governo le ha ignorate.
Diritti delle donne
Un’altra questione rilevante è quella della violenza sessuale e di genere. Human Rights Watch ha riportato i dati condivisi dal Ministero dell’Interno sul numero di femminicidi avvenuti tra gennaio e luglio. Dalla raccolta dati emerge che il numero di donne uccise in quei mesi del 2025 è quasi pari al numero di vittime di femminicidio nello stesso periodo del 2024 (60 femminicidi nel 2025 e 61 nel 2024). Il dossier pubblicato dal Ministero dell’Interno mostra anche un aumento del numero di donne straniere uccise dai loro partner o ex partner.
La Polizia ha emesso un numero significativamente maggiore di provvedimenti nei confronti di presunti stalker e autori di abusi e in novembre il Parlamento ha approvato una legge che introduce il reato di femminicidio, entrata in vigore il mese successivo. Un altro disegno di legge che definisce come stupro un rapporto sessuale senza consenso è rimasto bloccato al Senato.
Il report di HRW sottolinea anche i problemi legati al diritto all’aborto. Sebbene l’accesso all’aborto debba essere sempre garantito, in realtà le donne incontrano spesso ostacoli che ne limitano la fruibilità. Una delle ragioni è l’elevato numero di medici obiettori di coscienza. Per far fronte a questo problema, a luglio la Regione Sicilia ha approvato una legge regionale che obbliga le strutture sanitarie ad assumere personale medico disposto a praticare l’aborto. Questa legge è stata impugnata dal governo davanti alla Corte Costituzionale.
Orientamento sessuale e identità di genere
Il rapporto sottolinea anche persistenti preoccupazioni riguardanti l’orientamento sessuale e l’identità di genere.
A maggio la Corte Costituzionale ha dichiarato che le autorità italiane devono consentire alle coppie lesbiche di registrare i propri figli, nati tramite la procreazione medicalmente assistita all’estero, come figli di due madri. In un’altra sentenza, la Corte ha stabilito la possibilità per i genitori omosessuali di adottare legalmente i figli nati dalla gestazione per altri all’estero prima dell’entrata in vigore di una legge del 2024 che criminalizza la maternità surrogata anche al di fuori dell’Italia.
Ad agosto il governo ha proposto al Parlamento alcune modifiche volte a limitare l’accesso alle cure di affermazione di genere per le persone di età inferiore ai 18 anni.
Stato di diritto
L’ultimo tema affrontato dal report è lo stato di diritto.
Nell’aprile del 2025 il governo italiano ha emanato un decreto sulla sicurezza che include disposizioni precedentemente criticate dalle Nazioni Unite e dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa per le gravi e immotivate limitazioni alla libertà di espressione e di associazione. Come spiega il report pubblicato da Human Rights Watch, tali limitazioni sono state convertite in legge nel mese di giugno e introducono pene più severe per la partecipazione a manifestazioni non autorizzate, rendendo reato la partecipazione a proteste nei centri di detenzione e di accoglienza e nelle carceri; inoltre, il decreto aumenta le sanzioni per i reati contro i pubblici ufficiali.
Nel gennaio 2025 si è verificato un episodio che ha coinvolto il funzionario libico Osama Elmasry Njeem (noto come “Almasri”): Almasri era ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI) per presunti crimini contro l’umanità e crimini di guerra ed è stato arrestato dalle autorità italiane, che dopo due giorni l’hanno rilasciato e riportato in Libia con un aereo di Stato. La CPI non era stata informata di questi fatti.
È stata avviata un’indagine e, in agosto, il caso contro il primo ministro Meloni per il suo presunto ruolo nel rilascio del funzionario libico è stato archiviato dai giudici italiani incaricati del caso. In ottobre la maggioranza di governo ha ribadito l’immunità dall’azione penale di tre alti funzionari indagati.
Nella sua “Relazione sullo stato di diritto 2025”, la Commissione europea ha esortato l’Italia ad affrontare i conflitti di interesse e la corruzione in ambito politico, a istituire un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani (NHRI) e a rafforzare la tutela dei giornalisti.
Conclusione
I risultati del rapporto HRW 2026 descrivono un quadro complicato dei diritti umani in Italia: il 2025 è stato caratterizzato da tensioni e sfide, principalmente in materia di governance della migrazione e libertà civili. Nel complesso, il rapporto sottolinea la necessità di garanzie più forti per i diritti umani.