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22/11/2013
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Nazioni Unite: il Relatore speciale sulla libertà di espressione, Frank La Rue, invita l’Italia a democratizzare la normativa sui mezzi di informazione

Dall’11 al 18 novembre 2013, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla libertà di opinione ed espressione, Frank La Rue, ha condotto una visita ufficiale in Italia al fine di comprendere e valutare, in uno spirito di cooperazione e dialogo, lo stato della libertà di espressione in Italia, così come le misure adottate per la sua realizzazione. Il Relatore speciale ha inteso analizzare soprattutto la normativa relativa ai media, con particolare riferimento al sistema di controllo e di proprietà dei mezzi di informazione, nonché le tematiche attinenti alla privacy ed ai discorsi d’odio.

Nel corso della sua visita in Italia, il Relatore delle Nazioni Unite ha potuto incontrare esponenti del Governo (tra cui il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge ed il Vice-Ministro degli Affari Esteri Marta Dassù), parlamentari, membri di organi giudiziari , rappresentanti della società civile, avvocati e giornalisti.

Al termine della sua visita, anticipando le conclusioni di un rapporto più ampio che verrà presentato al Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite nel giugno 2014, il Relatore speciale ha invitato il Governo italiano a democratizzare il sistema mediatico nazionale, distribuendo equamente le concessioni per le frequenze di trasmissione e garantendo che le elezioni dei membri degli organismi di regolazione e controllo possano svolgersi in maniera trasparente. Tra le varie raccomandazioni formulate, si segnalano in particolare i seguenti ambiti di intervento.

Istituzione nazionale per i diritti umani. Il Relatore speciale, accogliendo con favore il progetto di legge per l’istituzione di una commissione nazionale per i diritti umani presentato in Parlamento nel mese di febbraio, invita ad istituire tale organismo senza ulteriori ritardi, in linea con i Principi di Parigi.

Normativa sull’accesso all’informazione. Il Relatore speciale ritiene che l’attuale normativa sull’accesso all’informazione (Decreto Trasparenza del 14 marzo 2013) debba essere ulteriormente ampliata, per aumentare la trasparenza e la credibilità di tutte le istituzioni pubbliche nazionali. La normativa dovrebbe prevedere, inoltre, l’istituzione di un’autorità nazionale indipendente, al fine di garantire l’esercizio di tale diritto e l’efficacia della legislazione in materia.

Depenalizzazione del reato di diffamazione. Commentando la bozza di riforma della legge sulla diffamazione (atto C.925), varata nel mese di ottobre alla Camera e attualmente al vaglio del Senato, il Relatore speciale raccomanda la completa depenalizzazione del reato di diffamazione e la sua trasformazione da illecito penale ad illecito amministrativo, in considerazione del fatto che l’azione penale, anche qualora non preveda la possibilità di una sentenza di reclusione, può avere comunque un effetto intimidatorio nei confronti dei giornalisti. A tal proposito, il Relatore speciale richiama la Risoluzione 1577 (2007) dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che, al fine di tutelare la libertà di espressione, raccomanda la completa depenalizzazione del reato di diffamazione. A seguito di tale Risoluzione, la diffamazione, l’ingiuria e la calunnia sono state riclassificate come illeciti amministrativi in molti Paesi europei.

Discorsi d’odio. L’art. 20 del Patto internazionale sui diritti civili e politici sancisce che i discorsi di incitamento all’odio nei confronti di qualsiasi gruppo sociale non devono essere tollerati in uno stato democratico. Il Relatore speciale esprime particolare preoccupazione per i discorsi d’odio nei confronti di migranti ed altre minoranze durante le campagne elettorali: un fenomeno sempre più comune in molti Paesi europei, anche in conseguenza della crisi economica. Il Relatore speciale esprime pieno sostegno agli sforzi compiuti dal Governo per contrastare tale fenomeno, anche attraverso il ricorso a campagne di informazione ed educazione sulla diversità, che possono contribuire a sradicare pregiudizi ed ignoranza, che rappresentano spesso le cause profonde di atteggiamenti e comportamenti inaccettabili.

Il Relatore accoglie inoltre con favore la proposta di legge su omofobia e trans fobia, invitando il Parlamento ad adottare ulteriori emendamenti al fine di eliminare ogni eccezione relativa ad istituzioni o gruppi particolari, nonché a considerare la possibilità di adottare una legge su altre forme di discorsi d’odio, quale ad esempio l’incitamento alla violenza nei confronti delle donne o delle persone con disabilità.

Trasparenza nella proprietà e nel controllo dei mezzi di informazione. Richiamando la raccomandazione formulata nel 2005 dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto del Consiglio d’Europa (c.d. Venice Commission), il Relatore speciale ribadisce l’invito ad adottare una riforma legislativa che introduca in maniera esplicita l’incompatibilità tra cariche elettive o di governo e la proprietà di mezzi di informazione. Tale riforma dovrebbe inoltre sancire l’obbligo di rendere nota l’identità della proprietà dei mezzi di informazione, nonché dei relativi meccanismi decisionali e di controllo. Queste informazioni, così come quelle relative alle fonti di finanziamento dei mezzi di informazione, dovrebbero essere rese pubbliche dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Un’ulteriore riforma legislativa dovrebbe riguardare la materia dell’anti-trust, al fine di consentire all’Italia di superare l’eccessiva concentrazione dei mezzi di comunicazione e la possibile creazione di monopoli, che limitano la diversità e la pluralità della libertà di espressione e costituiscono un pericolo per la democrazia.

AGCOM. A preoccupare il Relatore speciale è il ruolo svolto dall’AGCOM nel comminare sanzioni per questioni relative al tema della proprietà intellettuale, poiché la regolamentazione di tale disciplina dovrebbe essere prerogativa del Parlamento. Infatti, se l’AGCOM può applicare, a norma di legge, alcune limitazioni ai contenuti online, la totale eliminazione di tali contenuti dovrebbe essere decisa soltanto dall’autorità giudiziaria, secondo un approccio caso per caso.

Servizio pubblico radiotelevisivo. Ribadendo il suo sostegno all’esistenza di un servizio radiotelevisivo pubblico accanto a quello privato, il Relatore speciale sottolinea tuttavia la necessità di garantire l’indipendenza di tale sistema pubblico. Il fatto che due dei nove consiglieri di amministrazione della RAI siano nominati dal Governo, e che la concessione delle frequenze utilizzate dal servizio pubblico siano garantite dal Ministero dello sviluppo economico, può avere un serio impatto sull’indipendenza del sistema pubblico. Per tali ragioni, il Relatore speciale raccomanda che la RAI sia istituita quale organismo indipendente dello Stato ed amministrata come un bene pubblico, e che la nomina dei suoi consiglieri sia condotta in maniera trasparente.

Protezione dei giornalisti. Nel corso della sua visita, il Relatore speciale ha raccolto le testimonianze di giornalisti che hanno subito minacce, intimidazioni o aggressioni nell’esercizio della propria professione: in molti casi, tali attacchi sono rimasti impuniti. Il Relatore speciale invita per questo il Parlamento ad adottare una legislazione che istituisca il crimine di intimidazione, minacce, persecuzione ed atti di violenza nei confronti di giornalisti e comunicatori sociali.

Frank La Rue (Guatemala) è stato nominato Relatore speciale sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione ed espressione nell’agosto 2008 dal Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite.

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