A A+ A++

LEGGE 13 maggio 1978, n. 180

Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori.

Parlamento italiano (1978)

Tipologia documento

Legislative Act

Formato

File PDF

Collegamento

Lingua

IT

Abstract / Indice dei contenuti

LEGGE 13 maggio 1978, n. 180 

Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori.

(GU n.133 del 16-5-1978)

 
 Vigente al: 17-5-1978  
 
 

 

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.
     Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori

  Gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono volontari.
  Nei  casi  di  cui  alla  presente  legge e in quelli espressamente
previsti  da leggi dello Stato possono essere disposti dall'autorita'
sanitaria   accertamenti   e  trattamenti  sanitari  obbligatori  nel
rispetto della dignita' della persona e dei diritti civili e politici
garantiti  dalla  Costituzione,  compreso  per  quanto  possibile  il
diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura.
  Gli  accertamenti  e  i  trattamenti  sanitari obbligatori a carico
dello  Stato  e  di  enti  o  istituzioni  pubbliche sono attuati dai
presidi  sanitari  pubblici territoriali e, ove necessiti la degenza,
nelle strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate.
  Nel   corso  del  trattamento  sanitario  obbligatorio  chi  vi  e'
sottoposto ha diritto di comunicare con chi ritenga opportuno.
  Gli  accertamenti  e  i  trattamenti sanitari obbligatori di cui ai
precedenti  commi devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad
assicurare  il  consenso  e  la  partecipazione da parte di chi vi e'
obbligato.
  Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori sono disposti
con  provvedimento  del  sindaco,  nella  sua  qualita'  di autorita'
sanitaria locale, su proposta motivata di un medico.
                               Art. 2.
Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale

  Le  misure  di cui al secondo comma del precedente articolo possono
essere  disposte  nei  confronti  delle  persone  affette da malattie
mentali.
  Nei  casi  di  cui  al  precedente comma la proposta di trattamento
sanitario obbligatorio puo' prevedere che le cure vengano prestate in
condizioni  di  degenza  ospedaliera  solo  se  esistano  alterazioni
psichiche  tali  da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli
stessi  non  vengano  accettati  dall'infermo  e  se  non vi siano le
condizioni  e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed
idonee misure sanitarie extra ospedaliere.
  Il  provvedimento che dispone il trattamento sanitario obbligatorio
in  condizioni  di  degenza  ospedaliera  deve essere preceduto dalla
convalida  della  proposta di cui all'ultimo comma dell'articolo 1 da
parte  di  un medico della struttura sanitaria pubblica e deve essere
motivato in relazione a quanto previsto nel precedente comma.
                               Art. 3. 
Procedimento  relativo  agli  accertamenti  e  trattamenti   sanitari
obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale 
 
  Il provvedimento di cui all'articolo 2  con  il  quale  il  sindaco
dispone  il  trattamento  sanitario  obbligatorio  in  condizioni  di
degenza ospedaliera, corredato dalla proposta medica motivata di  cui
all'ultimo comma dell'articolo 1 e dalla convalida di cui  all'ultimo
comma dell'articolo 2, deve  essere  notificato,  entro  48  ore  dal
ricovero, tramite messo  comunale,  al  giudice  tutelare  nella  cui
circoscrizione rientra il comune. 
  Il giudice  tutelare,  entro  le  successive  48  ore,  assunte  le
informazioni e disposti  gli  eventuali  accertamenti,  provvede  con
decreto motivato a convalidare o non convalidare il  provvedimento  e
ne da' comunicazione al sindaco. In  caso  di  mancata  convalida  il
sindaco dispone la cessazione del trattamento sanitario  obbligatorio
in condizioni di degenza ospedaliera. 
  Se il provvedimento di cui al primo comma del presente articolo  e'
disposto dal sindaco di un comune  diverso  da  quello  di  residenza
dell'infermo, ne va data comunicazione al sindaco  di  questo  ultimo
comune. Se il provvedimento  di  cui  al  primo  comma  del  presente
articolo e' adottato  nei  confronti  di  cittadini  stranieri  o  di
apolidi, ne va data comunicazione  al  Ministero  dell'interno  e  al
consolato competente, tramite il prefetto. 
  Nei  casi  in  cui  il  trattamento  sanitario  obbligatorio  debba
protrarsi oltre  il  settimo  giorno,  ed  in  quelli  di  ulteriore,
prolungamento, il sanitario, responsabile del  servizio  psichiatrico
di cui all'articolo 6 e' tenuto a  formulare,  in  tempo  utile,  una
proposta motivata al sindaco che ha disposto il ricovero, il quale ne
da' comunicazione al giudice tutelare, con le  modalita'  e  per  gli
adempimenti di cui al primo e secondo comma  del  presente  articolo,
indicando la ulteriore durata presumibile del trattamento stesso. 
  Il sanitario di cui al comma precedente e' tenuto a  comunicare  al
sindaco, sia in caso di dimissione del ricoverato che in  continuita'
di degenza, la cessazione delle condizioni che  richiedono  l'obbligo
del   trattamento   sanitario;   comunica   altresi'   la   eventuale
sopravvenuta impossibilita' a proseguire il  trattamento  stesso.  Il
sindaco,  entro  48  ore  dal  ricevimento  della  comunicazione  del
sanitario, ne da' notizia al giudice tutelare. 
  Qualora ne sussista la necessita'  il  giudice  tutelare  adotta  i
provvedimenti urgenti che possono  occorrere  per  conservare  e  per
amministrare il patrimonio dello infermo. 
  La omissione delle comunicazioni di cui al primo, quarto  e  quinto
comma del presente articolo determina la cessazione di  ogni  effetto
del provvedimento e configura, salvo che non sussistano  gli  estremi
di un delitto piu' grave, il reato di omissione di atti di ufficio. 
                               Art. 4.
Revoca   e   modifica  del  provvedimento  di  trattamento  sanitario
                            obbligatorio

  Chiunque  puo'  rivolgere  al  sindaco  richiesta  di  revoca  o di
modifica   del  provvedimento  con  il  quale  e'  stato  disposto  o
prolungato il trattamento sanitario obbligatorio.
  Sulle  richieste  di  revoca  o di modifica il sindaco decide entro
dieci  giorni.  I provvedimenti di revoca o di modifica sono adottati
con lo stesso procedimento del provvedimento revocato o modificato.
                               Art. 5. 
                       Tutela giurisdizionale 
 
  Chi e' sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, e  chiunque
vi  abbia  interesse,  puo'  proporre  al  tribunale  competente  per
territorio ricorso contro il provvedimento  convalidato  dal  giudice
tutelare. 
  Entro il termine di trenta giorni, decorrente  dalla  scadenza  del
termine di cui al secondo comma  dell'articolo  3,  il  sindaco  puo'
proporre  analogo  ricorso   avverso   la   mancata   convalida   del
provvedimento che dispone il trattamento sanitario obbligatorio. 
  Nel processo  davanti  al  tribunale  le  parti  possono  stare  in
giudizio senza  ministero  di  difensore  e  farsi  rappresentare  da
persona munita di mandato scritto in  calce  al  ricorso  o  in  atto
separato. Il ricorso puo' essere  presentato  al  tribunale  mediante
raccomandata con avviso di ricevimento. 
  Il presidente del tribunale fissa l'udienza di  comparizione  delle
parti con decreto in calce al ricorso che, a cura del cancelliere, e'
notificato alle parti nonche' al pubblico ministero. 
  Il presidente del tribunale,  acquisito  il  provvedimento  che  ha
disposto il trattamento sanitario obbligatorio e sentito il  pubblico
ministero, puo' sospendere il trattamento medesimo  anche  prima  che
sia tenuta l'udienza di comparizione. 
  Sulla richiesta di sospensiva il presidente del tribunale  provvede
entro dieci giorni. 
  Il tribunale provvede in camera di consiglio, sentito  il  pubblico
ministero, dopo  avere  assunto  informazioni  e  raccolte  le  prove
disposte di ufficio o richieste dalle parti. 
  I ricorsi ed i successivi procedimenti sono esenti  da  imposta  di
bollo. La decisione del processo non e' soggetta a registrazione. 
                               Art. 6.
Modalita'   relative   agli   accertamenti   e  trattamenti  sanitari
obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale

  Gli  interventi di prevenzione, cura e riabilitazione relativi alle
malattie  mentali  sono  attuati  di  norma  dai  servizi  e  presidi
psichiatrici extra ospedalieri.
  A   decorrere   dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge  i
trattamenti   sanitari   per   malattie  mentali  che  comportino  la
necessita'  di degenza ospedaliera e che siano a carico dello Stato o
di  enti  e  istituzioni  pubbliche  sono  effettuati,  salvo  quanto
disposto  dal  successivo articolo 8, nei servizi psichiatrici di cui
ai successivi commi.
  Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anche con
riferimento  agli  ambiti  territoriali  previsti dal secondo e terzo
comma dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio  1977,  n.  616,  individuano gli ospedali generali nei quali,
entro  sessanta  giorni  dall'entrata in vigore della presente legge,
devono  essere istituiti specifici servizi psichiatrici di diagnosi e
cura.
  I  servizi  di cui al secondo e terzo comma del presente articolo -
che  sono  ordinati  secondo  quanto  e'  previsto  dal  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  27  marzo  1969, n. 128, per i servizi
speciali  obbligatori negli ospedali generali e che non devono essere
dotati  di  un  numero  di  posti  letto  superiore a 15 - al fine di
garantire  la  continuita'  dell'intervento  sanitario a tutela della
salute  mentale  sono  organicamente  e  funzionalmente collegati, in
forma  dipartimentale,  con  gli altri servizi e presidi psichiatrici
esistenti nel territorio.
  Le   regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
individuano  le  istituzioni  private di ricovero e cura, in possesso
dei   requisiti   prescritti   nelle  quali  possono  essere  attuati
trattamenti sanitari obbligatori e volontari in regime di ricovero.
  In  relazione  alle  esigenze  assistenziali,  le  province possono
stipulare  con  le istituzioni di cui al precedente comma convenzioni
ai sensi del successivo articolo 7.
                               Art. 7. 
Trasferimento alle regioni delle funzioni in  materia  di  assistenza
                      ospedaliera psichiatrica 
 
  A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge le funzioni
amministrative concernenti l'assistenza psichiatrica in condizioni di
degenza ospedaliera, gia' esercitate dalle province, sono trasferite,
per i territori di  loro  competenza,  alle  regioni  ordinarie  e  a
statuto speciale. Resta ferma  l'attuale  competenza  delle  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
  L'assistenza ospedaliera disciplinata dagli articoli 12  e  13  del
decreto-legge 8 luglio 1974, n.  264,  convertito  con  modificazioni
nella legge 17 agosto 1974, n. 386, comprende i ricoveri  ospedalieri
per alterazioni psichiche. 
  Restano ferme fino al 31 dicembre 1978 le disposizioni  vigenti  in
ordine alla competenza della spesa. 
  A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge le  regioni
esercitano  anche  nei  confronti  degli  ospedali  psichiatrici   le
funzioni che svolgono nei confronti degli altri ospedali. 
  Sino alla data di entrata in  vigore  della  riforma  sanitaria,  e
comunque non oltre il 1° gennaio  1979,  le  province  continuano  ad
esercitare le funzioni amministrative relative  alla  gestione  degli
ospedali psichiatrici e ogni altra  funzione  riguardante  i  servizi
psichiatrici e di igiene mentale. 
  Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano
programmano e coordinano l'organizzazione dei presidi e  dei  servizi
psichiatrici e di igiene mentale con  le  altre  strutture  sanitarie
operanti nel territorio  e  attuano  il  graduale  superamento  degli
ospedali psichiatrici e  la  diversa  utilizzazione  delle  strutture
esistenti e di quelle in via di completamento.  Tali  iniziative  non
possono comportare maggiori oneri per i bilanci delle amministrazioni
provinciali. 
  E' in ogni caso  vietato  costruire  nuovi  ospedali  psichiatrici,
utilizzare quelli attualmente esistenti come divisioni specialistiche
psichiatriche di ospedali generali, istituire negli ospedali generali
divisioni o sezioni psichiatriche e utilizzare come tali divisioni  o
sezioni neurologiche o neuropsichiatriche. 
  Agli  ospedali  psichiatrici   dipendenti   dalle   amministrazioni
provinciali o da altri enti pubblici o dalle istituzioni pubbliche di
assistenza e beneficenza si applicano i divieti di cui all'articolo 6
del  decreto-legge  29  dicembre  1977,  n.   946,   convertito   con
modificazioni nella legge 27 febbraio 1978, n. 43. 
  Ai servizi psichiatrici di diagnosi e cura degli ospedali generali,
di  cui  all'articolo  6,  e'  addetto   personale   degli   ospedali
psichiatrici e dei servizi  e  presidi  psichiatrici  pubblici  extra
ospedalieri. 
  I rapporti tra  le  province,  gli  enti  ospedalieri  e  le  altre
strutture di ricovero e cura sono regolati da  apposite  convenzioni,
conformi ad uno schema tipo, da approvare entro trenta  giorni  dalla
data di entrata in vigore  della  presente  legge,  con  decreto  del
Ministro della sanita' di intesa con  le  regioni  e  l'Unione  delle
province d'Italia e sentite,  per  quanto  riguarda  i  problemi  del
personale, le  organizzazioni  sindacali  di  categoria  maggiormente
rappresentative. 
  Lo schema tipo di convenzione dovra' disciplinare  tra  l'altro  il
collegamento  organico  e  funzionale  di   cui   al   quarto   comma
dell'articolo 6, i rapporti finanziari tra le province e gli istituti
di ricovero e l'impiego, anche mediante comando, del personale di cui
all'ottavo comma, del presente articolo. 
  Con decorrenza dal 1° gennaio 1979 in sede di rinnovo  contrattuale
saranno stabilite norme  per  la  graduale  omogeneizzazione  tra  il
trattamento economico e gli istituti normativi di carattere economico
del personale degli ospedali psichiatrici pubblici e  dei  presidi  e
servizi psichiatrici e di igiene mentale pubblici e  il  trattamento,
economico e gli  istituti  normativi  di  carattere  economico  delle
corrispondenti categorie del personale degli enti ospedalieri. 
                               Art. 8.
         Infermi gia' ricoverati negli ospedali psichiatrici

  Le norme di cui alla presente legge si applicano anche agli infermi
ricoverati  negli  ospedali  psichiatrici  al momento dell'entrata in
vigore della legge stessa.
  Il  primario  responsabile  della  divisione,  entro novanta giorni
dalla  entrata  in vigore della presente legge, con singole relazioni
motivate,  comunica  al sindaco dei rispettivi comuni di residenza, i
nominativi   -   dei  degenti  per  i  quali  ritiene  necessario  il
proseguimento del trattamento sanitario obbligatorio presso la stessa
struttura   di   ricovero,   indicando   la  durata  presumibile  del
trattamento  stesso.  Il  primario  responsabile della divisione e' -
altresi' tenuto agli adempimenti di cui al quinto comma dell'articolo
3.
  Il  sindaco  dispone  il  provvedimento  di  trattamento  sanitario
obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera secondo le norme di
cui  all'ultimo  comma  dell'articolo  2  e  ne  da' comunicazione al
giudice  tutelare  con  le  modalita'  e  per  gli adempimenti di cui
all'articolo 3.
  L'omissione   delle   comunicazioni  di  cui  ai  commi  precedenti
determina   la  cessazione  di  ogni  effetto  del  provvedimento,  e
configura,  salvo  che  non sussistano gli estremi di un delitto piu'
grave, il reato di omissione di atti di ufficio.
  Tenuto  conto  di quanto previsto al quinto comma dell'articolo 7 e
in   temporanea   deroga   a   quanto   disposto  dal  secondo  comma
dell'articolo  6,  negli attuali ospedali psichiatrici possono essere
ricoverati,  sempre  che ne facciano richiesta, esclusivamente coloro
che  vi  sono  stati ricoverati anteriormente alla data di entrata in
vigore   della  presente  legge  e  che  necessitano  di  trattamento
psichiatrico in condizioni di degenza ospedaliera.
                               Art. 9.
    Attribuzioni del personale medico degli ospedali psichiatrici

  Le  attribuzioni  in  materia sanitaria del direttore, dei primari,
degli  aiuti  e  degli  assistenti  degli  ospedali psichiatrici sono
quelle   stabilite,   rispettivamente,   dagli   articoli  4  e  5  e
dall'articolo  7 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo
1969, n. 128.
                              Art. 10. 
                     Modifiche al codice penale 
 
  Nella rubrica del  libro  III,  titolo  I,  capo  I,  sezione  III,
paragrafo 6 del codice penale sono soppresse le parole: 
  "di alienati di mente". 
  Nella rubrica dell'articolo 716 del codice penale sono soppresse le
parole: "di infermi di mente o". 
  Nello stesso articolo sono soppresse le parole: "a uno stabilimento
di cura o". 
                              Art. 11.
                            Norme finali

  Sono  abrogati gli articoli 1, 2, 3 e 3-bis della legge 14 febbraio
1904, n. 36, concernente "Disposizioni sui manicomi e sugli alienati"
e  successive  modificazioni,  l'articolo  420 del codice civile, gli
articoli  714, 715 e 717 del codice penale, il n. 1 dell'articolo 2 e
l'articolo  3  del  testo  unico  delle  leggi  recanti  norme per la
disciplina  dell'elettorato  attivo  e  per  la tenuta e la revisione
delle  liste  elettorali,  approvato con decreto del Presidente della
Repubblica  20  marzo  1967,  n. 223, nonche' ogni altra disposizione
incompatibile con la presente legge.
  Le  disposizioni contenute negli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, e
9 della presente legge restano in vigore fino alla data di entrata in
vigore della legge istitutiva del servizio sanitario nazionale.
  Fino a quando non si provvedera' a modificare, coordinare e riunire
in  un  testo  unico le disposizioni vigenti in materia di profilassi
internazionale  e  di malattie infettive e diffusive, ivi comprese le
vaccinazioni obbligatorie, sono fatte salve in materia di trattamenti
sanitari  obbligatori  le  competenze  delle  autorita' militari, dei
medici di porto, di aeroporto e di frontiera e dei comandanti di navi
o di aeromobili.
  La  presente  legge  entra  in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 13 maggio 1978

                                LEONE

                                              ANDREOTTI - BONIFACIO -
                                                              ANSELMI

Visto, il Guardasigilli: BONIFACIO
 

Soggetto

Divieto di tortura, trattamenti crudeli, inumani o degradanti, sfruttamento, violenza, abuso

Organizzazione che ha prodotto il documento

Istituzioni nazionali e locali

Ultimo aggiornamento

23/2/2021