Navi Pillay, premio Nobel per la pace 2026

Da sinistra: Laura Mirachian, Ambasciatrice italiana presso le Nazioni Unite; Navanethem Pillay, Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite; Antonio Papisca, Direttore dell'Annuario italiano dei diritti umani
© Centro Diritti Umani - Università di Padova

Il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova plaude con grande gioia al conferimento del Premio Nobel per la Pace 2026 all’avvocata e magistrata sudafricana Navanethem "Navi" Pillay per i suoi sforzi per promuovere la pace e il diritto internazionale. Nella motivazione si afferma che il Premio Nobel è andato a una persona che “con eccezionale coraggio e integrità, ha aperto la strada a un ordine giuridico globale più completo”, svolto “un ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio vengano perseguiti”, chiamato “gli Stati e i leader nazionali a rispondere delle proprie azioni, e portato speranza alle vittime”.

Navi Pillay ha ricoperto il ruolo di giudice presso l'Alta Corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. È stata Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e, fino a poco tempo fa, ha presieduto la Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, che ha concluso in modo inequivocabile che le forze armate e il governo di Israele hanno commesso un genocidio contro i Palestinesi della Striscia di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e il 31 luglio 2025. Oggi Navi Pillay è giudice presso la Corte Internazionale di Giustizia. Nel giugno 2012, durante il suo mandato di Alta Commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay ha ospitato e presentato a Ginevra al Palais des Nations il primo numero dell’Annuario italiano dei diritti umani pubblicato dal Centro Diritti Umani di Padova, con la direzione del professor Antonio Papisca. Navi Pillay è una difensore dei diritti umani che ha lottato contro la segregazione razziale e l’apartheid a fianco di Nelson Mandela e per difendere la legalità internazionale e i diritti dei popoli all’esistenza e all’autodeterminazione. È un Premio Nobel conferito a una persona che ha fatto dell’incipit del Preambolo della Carta delle Nazioni Unite la sua ragione di vita: “Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne”. È un Premio Nobel a difesa del multilateralismo, del diritto internazionale dei diritti umani e della giustizia penale internazionale, in un’epoca in cui questi principi sono sotto pesante attacco da governi che vogliono far prevalere la legge della forza sulla forza della legge. È un Premio Nobel a difesa della Corte penale internazionale, pietra miliare della costruzione di un mondo più giusto, pacifico e democratico, in un momento in cui gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova, criminale campagna per “smantellare mattone dopo mattone” la Corte penale. Strumento di giustizia internazionale che trova il suo fondamento giuridico nella Carta delle Nazioni Unite e nel Diritto della dignità umana. La sua legittimità e capacità d’azione va difesa, costi quel che costi, insieme al diritto internazionale dei diritti umani. È un Premio Nobel contro la dilagante impunità, principale ostacolo alla giustizia per le vittime e i sopravvissuti alle violazioni dei diritti umani e ai crimini di guerra e contro l’umanità, e fonte di delegittimazione delle istituzioni politiche e dei principi dello stato di diritto a livello nazionale e internazionale. Con questo Premio Nobel si è voluto lanciare un messaggio forte e chiaro ai leader politici: la responsabilità di indagare e punire i crimini è un obbligo giuridico per gli Stati. Né la ragione politica né la ragion di Stato possono essere invocate per non rispettare questo obbligo. Nessuno può essere al di sopra della legge.

Parole chiave

pace Corte penale internazionale Corte Internazionale di Giustizia (CIG)

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