La comunicazione aziendale sulla propria sostenibilità: quando “L’Amore per la Natura” dimentica il consumo di suolo e i danni ecologici e sociali conseguenti

Le grandi catene di supermercati sono spesso protagoniste di campagne di marketing "green" che le dipingono come aziende all'avanguardia nella lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Efficienza energetica, riduzione dei rifiuti, packaging sostenibili sono alcuni dei temi ricorrenti nelle loro comunicazioni ambientali. Tuttavia, un recente studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università di Padova, nell’ambito del PNRR-Centro Nazionale sulla Biodiversità e del Centro di Eccellenza sulla Giustizia Climatica, pubblicato su Sustainability, getta luce su un aspetto ambientale cruciale ma spesso trascurato: l'impatto della loro espansione sul consumo di suolo e la conseguente distruzione di servizi ecosistemici vitali.
Ricercatrici e ricercatori hanno analizzato il caso di Alì S.p.A., una delle principali catene di supermercati del Veneto, focalizzandosi sulla conversione di terreni agricoli e naturali in aree edificate per la crescita dei suoi punti vendita nella regione. Utilizzando tecniche di analisi geospaziale e interpretazione di immagini satellitari, lo studio ha rivelato che ben il 65,97% della superficie totale occupata dai nuovi supermercati Alì oggetto di analisi dal 1983 al 2024 è stata ricavata dalla conversione di terreni rurali, in gran parte aree agricole e preziose zone erbose semi-naturali (Figura 1).

La loro trasformazione in superfici artificiali comporta la perdita di fondamentali "servizi ecosistemici" offerti gratuitamente dalla natura, come la filtrazione e lo stoccaggio di acqua piovana, il sequestro di anidride carbonica, la mitigazione della temperatura e dell'inquinamento dell'aria. Le conseguenze sono negative per l'intero ecosistema e la qualità della vita umana, specialmente nelle aree urbane, in particolare per le categorie più vulnerabili (bambini, anziani, persone a rischio povertà).
Il consumo di suolo è un problema molto serio in Veneto, la seconda regione italiana per percentuale di territorio cementificato (11,86%), con il settore della logistica e della grande distribuzione tra i principali responsabili. Eppure, questo aspetto cruciale sembra essere completamente assente dalle politiche di sostenibilità e la comunicazione non finanziaria di molte aziende del settore, la cui crescita dei profitti passa attraverso il consumo di suolo.
Nel report annuale di sostenibilità, l'azienda Alì si concentra su temi come l'efficienza energetica, la riduzione dei rifiuti e il miglioramento della catena di approvvigionamento, ma non fa alcun cenno all'impatto della sua espansione sul consumo di suolo. Anzi, promuove attivamente un'iniziativa chiamata "We Love Nature" che, secondo i claim aziendali, avrebbe portato alla conversione di 23,5 ettari di terreno in nuove aree verdi e alla messa a dimora di 52.729 alberi.

Ma è davvero così? L'analisi testuale e geospaziale condotta dai ricercatori ha svelato che queste affermazioni non corrispondono alla realtà dei fatti. L'iniziativa "We Love Nature" funziona attraverso un programma di fedeltà: ogni volta che i clienti registrati effettuano un acquisto, accumulano 1 credito ogni euro speso (eccedente la soglia di € 5,00) che possono convertire nell’acquisto di beni o servizi presenti nel ricco catalogo premi, tra cui la messa a dimora di un albero ogni 2000 crediti donati da uno o più clienti cumulativamente. Tuttavia, gli alberi non sono piantati dall'azienda, bensì dai clienti stessi che hanno scelto questo specifico impiego dei propri crediti. Inoltre, le immagini satellitari mostrano che gli alberi sono stati piantati in aree già classificate come verde pubblico o naturali, senza alcuna reale conversione di terreno da urbano a rurale a compensazione dell'espansione commerciale di Alì.
Infine, l'analisi rivela che la distanza media tra i siti di impianto e i nuovi supermercati costruiti su terreni agricoli o naturali è di ben 40 km, mettendo in dubbio la logica compensativa dell'iniziativa rispetto all'impatto in loco della cementificazione. Piantare alberi a decine di chilometri di distanza non può certo bilanciare la perdita di biodiversità e servizi ecosistemici causata localmente dalla conversione di aree verdi in nuove strutture commerciali.
Lo studio evidenzia come la sostenibilità non possa essere ridotta a una narrazione parziale incentrata su singoli aspetti positivi, ma richieda un approccio olistico che consideri tutti gli impatti ambientali rilevanti, sia positivi che negativi. Solo adottando questa visione d'insieme e promuovendo pratiche realmente sostenibili, le aziende potranno svolgere un ruolo attivo nella sfida globale contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, evitando derive di "greenwashing" che minano la loro credibilità e ritardano l'adozione di vere soluzioni eco-compatibili.
In questa direzione vanno i suggerimenti degli Autori: anzichè edificare su terreni vergini, le aziende dovrebbero puntare con maggiore determinazione sulla rigenerazione di aree urbanizzate o siti industriali dismessi, riqualificandoli e riconvertendoli a nuove funzioni commerciali senza ulteriore consumo di suolo. Un approccio virtuoso che Alì sta perseguendo con il progetto nell'area ex Grosoli a Padova, dove realizzerà un nuovo supermercato insieme a residenze, un parco pubblico e percorsi ciclabili, riqualificando un'area industriale dismessa.
In conclusione, una maggiore trasparenza e l'inclusione di dati sul consumo di suolo all'interno dei report di sostenibilità aziendale sarebbero passi fondamentali per aumentare la consapevolezza su questo tema cruciale e consentire un monitoraggio efficace degli impatti ambientali delle attività economiche, promuovendo scelte davvero sostenibili.
Per approfondimenti vedi:
Felici G., Codato D., Lanzavecchia A., De Marchi M., Lavagnolo M.C. (2025), Retail Development and Corporate Environmental Disclosure: A Spatial Analysis of Land-Use Change in the Veneto Region (Italy) - articolo in inglese
Felici G., Codato D., Lanzavecchia A., De Marchi M., Lavagnolo M.C. (2025), Sviluppo del commercio al dettaglio e divulgazione ambientale aziendale: un'analisi spaziale del cambiamento di destinazione d'uso del territorio nella regione Veneto (Italia) - articolo in italiano (traduzione non ufficiale realizzata in maniera automatica da Intelligenza Artificiale) https://drive.usercontent.google.com/download?id=1KaIctwqy__ZNQ_mkvHiivt0fFwPfLIuY&authuser=0&acrobatPromotionSource=GoogleDriveListView