Amnesty International: rapporto annuale 2026 "Lo stato dei diritti umani nel mondo"
È stata pubblicata l'edizione 2026 del rapporto annuale di Amnesty International. Il rapporto "Lo stato dei diritti umani nel mondo" analizza gli sviluppi nazionali, regionali e globali in materia di diritti umani. Documenta le violazioni dei diritti umani nel corso del 2025 in 144 paesi, collegando le questioni globali e regionali e guardando al futuro, sottolineando come questo rapporto "vada oltre l'avvertimento di un imminente collasso per documentare un crollo già in atto". Nello specifico, il rapporto evidenzia come gli Stati abbiano minato il sistema internazionale basato su regole, e individua tendenze riguardanti i conflitti armati, la repressione del dissenso, la discriminazione, le ingiustizie economiche e climatiche, l'interruzione degli aiuti umanitari e l'uso improprio della tecnologia.
La Segretaria Generale di Amnesty International, Agnès Callamard, ha dichiarato: "Stiamo affrontando il momento più difficile della nostra epoca. L'umanità è sotto attacco da parte di movimenti transnazionali contro i diritti e di governi predatori determinati ad affermare il proprio dominio attraverso guerre illegali e sfacciato ricatto economico", e ancora: "Si tratta di un attacco diretto alle fondamenta dei diritti umani e dell'ordine internazionale basato su regole, perpetrato dagli attori più potenti a fini di controllo, impunità e profitto."
Per quanto riguarda il diritto internazionale, Amnesty International documenta in modo dettagliato la diffusione di crimini ai sensi del diritto internazionale e i crescenti attacchi al sistema internazionale di giustizia. Tra le altre cose, il rapporto menziona il genocidio di Israele contro i palestinesi a Gaza, il suo sistema di apartheid nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, e la violenza dei coloni. Riguardo agli Stati Uniti d'America, Amnesty documenta oltre 150 esecuzioni extragiudiziali nei Caraibi e nel Pacifico, nonché l'atto di aggressione contro il Venezuela nel gennaio 2026. Infine, la Russia ha continuato la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina, intensificando gli attacchi aerei alle infrastrutture civili essenziali.
Inoltre, nel 2025 il mondo ha assistito a una proliferazione di attacchi alla società civile e ai movimenti sociali, con sforzi sistematici volti a mettere a tacere e privare del potere difensori dei diritti umani, organizzazioni e dissidenti. Ad esempio, le autorità del Nepal e della Tanzania hanno fatto uso illegale della forza letale per reprimere le proteste che esprimevano rivendicazioni politiche e socioeconomiche, così come i governi di Afghanistan, Cina, Egitto, India, Kenya, USA e Venezuela.