Assemblea Generale delle Nazioni Unite: la tratta transatlantica degli schiavi viene riconosciuta come il crimine più grave contro l'umanità
Il 25 marzo 2026, in occasione della commemorazione della Giornata Internazionale di Ricordo delle Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi, gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione che riconosce la tratta transatlantica degli schiavi come il crimine più grave contro l'umanità.
La risoluzione invoca giustizia, diritti umani, dignità e guarigione, sottolineando che le riparazioni rappresentano un passo necessario per affrontare i torti storici subiti dalle persone africane e quelle della diaspora, nonché per gestire nel modo più corretto le eredità del razzismo e della disuguaglianza. Il testo invita gli Stati Membri dell'ONU a riflettere sulla possibilità di formulare scuse ufficiali e di contribuire a un fondo per le riparazioni, senza specificare l’importo preciso.
Le conseguenze della tratta delle persone africane ridotte in schiavitù continuano a plasmare le disuguaglianze globali odierne, influenzando la vita di molte persone di nazionalità africana o di origini africane in tutto il mondo. Il razzismo continua ad alimentare la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, nelle opportunità di vita e nei processi di sviluppo. L'obiettivo non è quello di incolpare la generazione attuale né di individuare un colpevole, bensì di aprire la strada alla giustizia riparativa. Si tratta di cercare di comprendere come le ingiustizie del passato abbiano plasmato le disuguaglianze di oggi, al fine di affrontarle con onestà ed equità.
"Ora dobbiamo rimuovere le barriere persistenti che impediscono a tante persone di origine africana di esercitare i propri diritti e di realizzare il proprio potenziale", ha dichiarato il Segretario Generale dell'ONU António Guterres, aggiungendo: "Dobbiamo impegnarci, pienamente e senza esitazione, per i diritti umani, l'uguaglianza e il valore intrinseco di ogni persona."
La risoluzione è stata proposta dal Ghana, con il sostegno dell'Unione Africana, delle comunità caraibiche e di molti paesi del Sud del mondo, ricevendo 123 voti favorevoli su 178. Solo tre paesi hanno votato contro: Argentina, Israele e Stati Uniti. Gli Stati Uniti, in particolare, non hanno riconosciuto il diritto legale alle riparazioni per i torti storici che non erano vietati dal diritto internazionale al momento in cui si sono verificati. Molti paesi europei si sono astenuti dalla votazione, tra cui Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Italia.
Gabriella Michaelidou, Rappresentante Permanente Aggiunta di Cipro presso le Nazioni Unite, intervenendo a nome degli Stati membri dell'Unione Europea, ha giustificato l'astensione dei Paesi europei illustrando una serie di preoccupazioni condivise di natura giuridica e fattuale riguardo al testo. In primo luogo, l'uso del superlativo "più grave" è stato criticato in quanto implicherebbe una gerarchia tra i crimini contro l'umanità. In secondo luogo, l'inclusione di riferimenti alla giurisprudenza regionale e all'interpretazione di eventi storici è stata ritenuta incompatibile con la prassi consolidata delle Nazioni Unite e potenzialmente divisiva. Un'ulteriore giustificazione all'astensione è stata esplicitamente avanzata dal Regno Unito, che ha sostenuto come i governi attuali non possano essere ritenuti responsabili delle azioni dei governi passati e che il principio di irretroattività debba essere rigorosamente rispettato.