conflitto israelo-palestinese

Euro-Med Human Rights Monitor: ha pubblicato il rapporto “Un altro genocidio dietro le mura” sulla violenza sessuale come strumento di tortura nelle strutture di detenzione israeliane

Mani che escono dalle sbarre di un carcere
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Nell'aprile 2026, Euro-Med Human Rights Monitor ha pubblicato un rapporto dal titolo "Un altro genocidio dietro le mura. La violenza sessuale nelle prigioni e nei centri di detenzione israeliani e l'impunità costruita a tavolino. Ottobre 2023 - Ottobre 2025." Basandosi principalmente sulle testimonianze di ex detenuti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, il rapporto documenta come la violenza sessuale sistematica perpetrata dalle forze israeliane all'interno delle strutture detentive venga impiegata come strumento deliberato di oppressione e distruzione del popolo palestinese, aggravando il più ampio attacco contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, intensificatosi dal 7 ottobre 2023.

Il rapporto restituisce un quadro agghiacciante di condizioni detentive disumane. Al di là della violenza strutturale insita in politiche detentive brutali, come la privazione del sonno, del cibo e dell'acqua, condizioni degradanti e minacce costanti, i soldati israeliani risultano aver inflitto danni fisici e psicologici gravi e permanenti, umiliazioni e la compromissione della capacità riproduttiva dei detenuti. Gli abusi catalogati sono espliciti ed estremi: stupro, compreso lo stupro di gruppo, stupro con animali e oggetti, abusi sessuali filmati dai perpetratori, percosse, minzione sui detenuti, scosse elettriche e colpi mirati ai genitali, così violenti da causare la perdita permanente delle funzioni riproduttive o escretorie.

Questi atti di violenza sono perpetrati contro persone palestinesi sia di sesso maschile che femminile. Denunciare non è mai facile, ma il rapporto osserva che le testimonianze raccolte provengono principalmente da ex detenuti di sesso maschile, riflettendo la realtà per cui nella società palestinese le conseguenze della denuncia ricadono con peso e complessità maggiore sulle donne, le cui voci restano in gran parte inascoltate. Il rapporto mostra come, per gli uomini, la violenza sessuale venga esercitata come mezzo per sottrarre dignità e indurre un senso di totale impotenza, mentre per le donne essa funziona come strumento di distruzione sociale, infliggendo una vergogna che spezza i legami familiari e costringe all’isolamento dalla vita comunitaria.

Il rapporto incrimina inoltre il sistema giudiziario israeliano per il suo ruolo attivo nel perpetuare l'impunità. I dati rendono evidente che il mancato perseguimento di questi crimini non è né accidentale né riconducibile a una carenza di capacità istituzionale. Al contrario, le prove indicano una volontà di costruire di una parvenza di accountability, mentre nella realtà i perpetratori non subiscono alcuna conseguenza concreta e i crimini commessi contro i palestinesi continuano indisturbati.

Euro-Med Human Rights Monitor afferma che la violenza sessuale e la tortura documentate rientrano in diverse categorie di crimini internazionali. Le pratiche descritte soddisfano le definizioni giuridiche di tortura e trattamenti crudeli, inumani o degradanti, ancorate tanto alla Convenzione contro la tortura quanto allo Statuto di Roma. Lo stupro e le altre forme di violenza sessuale costituiscono un'ulteriore e distinta categoria di crimini ai sensi del diritto penale internazionale, specificamente degli articoli 7 e 8 dello Statuto di Roma. Poiché questi atti sono perpetrati nell'ambito di un conflitto armato e di un'occupazione militare, si applicano altresì le disposizioni sui crimini di guerra delle quattro Convenzioni di Ginevra. La loro natura diffusa e sistematica, il fatto che siano diretti contro una popolazione civile e attuati nell'ambito di una politica statale, li configurano come crimini contro l'umanità. Infine, il rapporto sostiene che i modelli documentati non possono essere valutati in modo isolato: letti insieme al più ampio attacco contro i palestinesi a Gaza, essi raggiungono la soglia del genocidio.

Il rapporto si chiude con una serie di misure urgenti rivolte alle istituzioni internazionali, agli Stati e alla comunità internazionale nel suo complesso. 
Sul fronte della Corte Penale Internazionale, Euro-Med Monitor chiede all'Ufficio del Procuratore di inquadrare esplicitamente il genocidio come principale lente giuridica per la propria indagine su Gaza, di avviare un'indagine dedicata sull'intenzione specifica di distruggere i palestinesi, e di dare priorità alle indagini su tortura e violenza sessuale nei luoghi di detenzione
Gli Stati Parte dello Statuto di Roma sono esortati a cooperare pienamente con la Corte, garantendo la raccolta delle prove, proteggendo i testimoni ed eseguendo i mandati di arresto, e ad attivare le proprie giurisdizioni nazionali per perseguire i sospettati presenti sul loro territorio. Gli Stati che applicano il principio della giurisdizione universale dovrebbero avviare indagini penali strutturate sulla tortura e la violenza sessuale contro i detenuti palestinesi, con risorse adeguate, e adoperarsi per l'emissione di mandati di arresto nazionali e internazionali nei confronti dei perpetratori diretti e delle rispettive catene di comando. 
A livello delle Nazioni Unite, il rapporto chiede che l'esercito israeliano e le sue agenzie di sicurezza vengano inseriti nell'allegato al rapporto annuale del Segretario Generale sulla violenza sessuale nei conflitti, un passo che colmerebbe un significativo vuoto classificatorio, poiché le precedenti elencazioni ONU non riconoscevano esplicitamente la violenza sessuale come criterio distinto. 
Infine, la comunità internazionale è chiamata a mobilitare risorse per programmi completi di supporto medico, psicologico e sociale per i sopravvissuti, elaborati in conformità agli standard internazionali, incluso il Protocollo di Istanbul, e a istituire meccanismi solidi per proteggere vittime, testimoni e le loro famiglie.

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