Flashmob degli studenti e studentesse del corso "Sistema politico dell'UE" a favore della giustizia internazionale, Università di Padova, 2 aprile 2025
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Data evento: mercoledì 02 aprile 2025
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Luogo: Palazzo Bo, Università di Padova
Le studentesse e gli studenti del corso Sistema politico dell’Unione Europea dell'Università di Padova, tenuto dal prof. Marco Mascia, Cattedra Europea Jean Monnet, hanno svolto questa mattina un flashmob a Palazzo Bo con l'adesione di Amnesty International Padova per protestare contro l'Ungheria e altri Stati membri dell'Unione Europea (Francia, Italia, Polonia e Germania) che hanno deciso di non eseguire il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Con questo comportamento, l'Ungheria e l'Unione Europea si rendono complici di crimini di guerra e crimini contro l'umanità ai sensi dello Statuto di Roma, del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani.
Ogni viaggio di Netanyahu in uno stato membro della CPI che non si concluda con il suo arresto non potrà che incoraggiare Israele a commettere ulteriori crimini contro la popolazione palestinese nei Territori Palestinesi Occupati.
La visita di Netanyahu nel territorio dell’Unione Europea mostra disprezzo per il diritto internazionale, mina il lavoro della CPI e rappresenta un gravissimo affronto nei confronti delle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità, che guardano alla Corte come una speranza di giustizia.
L’impunità è l’ostacolo più grande alla giustizia e alla riparazione per le vittime e i sopravvissuti alle violazioni dei diritti umani e ai crimini di guerra e contro l’umanità. L’impunità mina la fiducia nelle istituzioni politiche e nei principi di democrazia e stato di diritto a livello nazionale e internazionale.
La responsabilità di indagare e punire i crimini è un obbligo giuridico per gli Stati. Né la ragione politica né la ragion di Stato possono essere invocati per non rispettare questo obbligo. Nessuno può essere al di sopra della legge.
Così recita l'articolo 27 (Irrilevanza della qualifica ufficiale) dello Statuto di Roma:
"1. Il presente Statuto si applica a tutti in modo uguale senza qualsivoglia distinzione basata sulla qualifica ufficiale. In particolare, la qualifica ufficiale di Capo di Stato o di governo, di membro di un governo o di un parlamento, di rappresentante eletto o di agente di uno Stato non esenta in alcun caso una persona dalla sua responsabilità penale per quanto concerne il presente Statuto e non costituisce di per sé motivo di riduzione della pena.
2. Le immunità o le regole di procedura speciali eventualmente inerenti alla qualifica ufficiale di una persona in forza del diritto interno o del diritto internazionale non impediscono alla Corte di esercitare la propria giurisdizione nei confronti di tale persona".