giustizia economica e sociale

Giornata mondiale della giustizia sociale 2026: Costruire una transizione giusta per un futuro sostenibile, 20 febbraio

Climate Justice
© Photo by Markus Spiske on Unsplash

Ogni anno, il 20 febbraio, il mondo celebra la Giornata mondiale della giustizia sociale. È un momento per riflettere sulle disuguaglianze, sull'esclusione e su ciò di cui le persone hanno bisogno per vivere con dignità. La giornata è stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 26 novembre 2007. Il tema delle Nazioni Unite per il 2026 è “Rafforzare una transizione giusta per un futuro sostenibile”. Il tema affronta direttamente una delle sfide più grandi di oggi: come passare ad economie a basse emissioni di carbonio senza aggravare le ingiustizie sociali.

Una transizione giusta solleva una domanda semplice, ma importante: chi paga il prezzo del cambiamento e chi ne beneficia? L'abbandono dei combustibili fossili non è solo un cambiamento ambientale o tecnico. È anche un cambiamento sociale ed economico. Influisce sui posti di lavoro, sui redditi, sulle comunità locali e sull'accesso alle opportunità. Se questo cambiamento avviene senza un'attenta pianificazione, le politiche di transizione possono intensificare gli svantaggi e le disuguaglianze esistenti.

Secondo la prospettiva della giustizia sociale, l'azione per il clima può essere significativa solo se comprende al suo interno anche l'inclusione. Questa prospettiva richiede investimenti nella riqualificazione e nell'aggiornamento professionale, nella creazione di ambienti di lavoro dignitosi e nel rafforzamento della protezione sociale per le persone in difficoltà economiche. Questa prospettiva apre, quindi, uno spazio per la partecipazione attiva delle comunità interessate al processo decisionale.

Una persona con un cartello che dice che chiediamo giustizia e cambiamento

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash

Questo approccio ha solide basi istituzionali. La Dichiarazione dell'ILO sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa (2008) ha ribadito, infatti, che il cambiamento economico globale dovrebbe essere guidato dai diritti, dall'equità e dall'Agenda per il lavoro dignitoso. Il messaggio di questa Dichiarazione rimane, dunque, altamente rilevante dopo 18 anni. Le transizioni sono più forti e sostenibili quando i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il dialogo sociale e l'equità vengono considerati essenziali. Risulta, dunque, chiaro che non possiamo realizzare la transizione necessaria se consideriamo questi aspetti come elementi accessori.

Il quadro di giustizia sociale delle Nazioni Unite ci ricorda anche che la pace, la sicurezza e lo sviluppo sono profondamente interconnessi. In questa ottica, la Giornata mondiale della giustizia sociale è più di una ricorrenza simbolica. È un promemoria politico che la sostenibilità deve riunire la responsabilità ambientale e l'equità sociale. Per le istituzioni pubbliche, gli educatori, le educatrici, le organizzazioni della società civile e le iniziative dei media, le priorità pratiche sono chiare:

  • collegare la politica climatica agli obiettivi di lotta alla povertà e alla disuguaglianza;
  • proteggere i lavoratori e le lavoratrici e le famiglie durante le grandi transizioni economiche;
  • sostenere piani di transizione radicati a livello locale e informati dalla comunità;
  • garantire che la “crescita verde” sia accompagnata da un accesso equo alle opportunità.

Per concludere, quindi, una transizione può essere definita veramente sostenibile solo se è socialmente giusta. Il futuro sarà plasmato non solo dalla rapidità con cui decarbonizzeremo, ma anche dall'equità con cui riorganizzeremo le nostre economie e le società lungo questo percorso.

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