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Manifesto per l'accesso alla psicoterapia per le persone con disabilità e caregiver

Al di là della clinica: Per un approccio ecologico, ambientale e contestuale alla salute mentale

Il 3 marzo 2026 è stato presentato alla Camera dei Deputati il Manifesto per l’accesso alla psicoterapia per le persone con disabilità e caregiver, promosso dal centro medico online Serenis insieme alla FISH – Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie. Questo Manifesto si basa sui risultati di un sondaggio condotta con la partecipazione di 351 persone con disabilità. I dati emersi evidenziano criticità significative: quasi il 25% delle persone intervistate ha dichiarato di aver rinunciato a intraprendere un percorso psicologico nonostante il bisogno percepito, a causa di barriere fisiche, linguistiche, comunicative, economiche e culturali che rendono difficile l’accesso ai servizi di salute mentale.

La ricerca mette inoltre in luce il forte bisogno di supporto anche tra i caregiver. In Italia circa 12,7 milioni di adulti si occupano della cura di familiari con disabilità, malattie o fragilità, e tra loro il 43% ritiene che i servizi di supporto psicologico non siano adeguatamente accessibili. Nonostante ciò, il 50,4% dei caregiver intervistati, pur non avendo mai utilizzato la psicoterapia online, dichiara che prenderebbe in considerazione questa possibilità.

L’iniziativa, sostenuta dalla deputata Ilenia Malavasi con il coinvolgimento bipartisan delle istituzioni, nasce con l’obiettivo di affrontare queste barriere che limitano l’accesso al supporto psicologico per molte persone con disabilità e per chi si prende cura di loro.

Il Manifesto propone alcuni obiettivi per rendere il supporto psicologico più inclusivo e accessibile. Tra queste: garantire percorsi terapeutici fruibili in presenza, online o in modalità ibrida; migliorare la visibilità dei professionisti con competenze specifiche sulla disabilità; promuovere formazione specialistica per gli psicoterapeuti; sviluppare sportelli informativi con materiali accessibili; e integrare i percorsi psicologici nella rete dei servizi territoriali e delle associazioni. È inoltre prevista la creazione di un osservatorio tecnico per monitorare gli standard di accessibilità e la qualità dei servizi offerti.

Come sottolineato da Vincenzo Falabella, presidente della FISH, il benessere psicologico rappresenta una componente fondamentale del diritto alla salute e dell’autodeterminazione delle persone con disabilità. Per questo motivo, il supporto psicologico dovrebbe essere considerato parte integrante del Progetto di Vita, contribuendo a favorire la piena partecipazione sociale e il benessere delle persone con disabilità e delle loro famiglie. 

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