biodiversità

Antichi draghi

testo e foto di Diana Crestan
Nei cieli preistorici di circa 340 milioni di anni fa, prima che i dinosauri dominassero il pianeta, volava un enorme insetto volante, la Meganeuridae. Scomparso alla fine del Cretaceo, ci ha lasciato in eredità 6000 specie di libellule.
Calopteryx splendens, nome comune Splendente comune conosciuta anche con il nome di Damigella. E' la specie più comune e si possono osservare da aprile a settembre lungo i corsi d'acqua.
© Diana Crestan

Damigella
Calopteryx splendens, nome comune Splendente comune conosciuta anche con il nome di Damigella. E' la specie più comune e si possono osservare da aprile a settembre lungo i corsi d'acqua.

Nell'era carbonifera la Terra era coperta da immense foreste pluviali, il clima era caldo e umido e l'atmosfera conteneva alte quantità di ossigeno. Una teoria sostiene che proprio l'elevato livello di ossigeno abbia contribuito al gigantismo di invertebrati e insetti, come alcuni millepiedi e le antiche libellule, che con un'apertura alare di quasi 70 centimetri e un corpo di 50 centimetri è stata forse l'insetto più grande mai apparso sul pianeta.

Per superare le diverse Ere geologiche hanno ridotto le dimensioni, dimostrando una struttura biologica estremamente efficiente e mantenendo nel contempo le abilità predatorie e di volo.

Nome comune Cardinale alifasciate. A livello europeo e in Italia la specie è considerata specie a Minor Preoccupazione,si possono vedere la fine giugno a ottobre.

Sympetrum pedemontanum
Nome comune Cardinale alifasciate. A livello europeo e in Italia la specie è considerata specie a Minor Preoccupazione,si possono vedere la fine giugno a ottobre.

La libellula si distingue dagli altri insetti grazie al suo lungo e sottile addome composto da diversi segmenti e alle due paia di ali membranose dai colori brillanti. È in grado di volare molto velocemente e di muoversi in tutte le direzioni con grande rapidità e agilità, tanto da permetterle di catturare una preda e tornare alla base in meno di un secondo e mezzo. Le ali si muovono in maniera indipendente, permettendo agli insetti di planare o di volare all'indietro, una manovra rara in natura. A renderle cacciatrici formidabili anche un paio di occhi enormi composti da circa 30.000 faccette che le consentono di avere una visione panoramica. Insetti e zanzare, di cui sono ghiotte, non hanno scampo di fronte a questi piccoli draghi volanti che svolgono inconsapevolmente le funzioni di un insetticida naturale.

Ma come è ovvio in natura anch'esse sono prede a loro volta, vittime di uccelli e anfibi.

Una larva ha appena terminato l'ultimo atto della sua vita lasciando la vita acquatica e si è trasformata in una libellula, lasciando il suo involucro chiamato esuvia.

Trasformazione
Una larva ha appena terminato l'ultimo atto della sua vita lasciando la vita acquatica e si è trasformata in una libellula, lasciando il suo involucro chiamato esuvia.

Depongono le uova sulle piante acquatiche o le disperdono sull'acqua. La larva una volta uscita dall'uovo, vivrà in acqua per un periodo che varia da 1 a 5 anni, cibandosi di piante, insetti e girini e subendo diverse mute. Al termine dell'ultima muta la larva si arrampicherà su lo stelo di una pianta lasciando asciugare al sole il suo rivestimento che seccandosi le permetterà di uscire, poco per volta, trasformata in una splendida libellula e volare via. Ma la bellezza le costa cara, ha solo poche settimane di vita per accoppiarsi e riprodursi.

Nel bacino del Mediterraneo l'Italia detiene la maggior ricchezza con 93 specie di libellule. Una ventina di queste sono in pericolo, il loro ambiente, le zone umide naturali, sono purtroppo in diminuzione nel nostro paese. Esse sono eccellenti indicatori della qualità ambientale, poiché la loro presenza e diversità segnalano acque pulite e un alto grado di biodiversità. Purtroppo sono anche molto sensibili ai cambiamenti e la loro riduzione indica degrado o inquinamento.

Simbolo di libertà, pace e ricerca della verità sono considerati ancora animali sacri in diverse culture e questo patrimonio di biodiversità e bellezza va conservato e difeso preservando il più possibile le zone umide ancora rimaste, luoghi indispensabili alla riproduzione di questi fantastici insetti.

Abilissime cacciatrici una volta catturata la preda ritornano alla base prendendosi tutto il tempo necessario per divorare il malcapitato di turno.

Predazione
Abilissime cacciatrici una volta catturata la preda ritornano alla base prendendosi tutto il tempo necessario per divorare il malcapitato di turno.

Parole chiave

biodiversità ambiente cambiamento climatico