Ingiustizie nella crisi del cambiamento climatico - Parte 2. Giustizia intergenerazionale nella prospettiva planetaria
Sommario
- Introduzione
- Considerazioni etiche relative alla giustizia intergenerazionale
- Comprensione generale della giustizia intergenerazionale
- La giustizia intergenerazionale come componente dei confini del sistema Terra
- La giustizia intergenerazionale come filosofia
Introduzione
Come discusso nella Parte 1, esistono numerose forme di ingiustizia che aggravano la crisi climatica e rendono la sopravvivenza del pianeta una sfida complessa. Alla luce di quanto emerso, si può concludere che gli esseri umani sembrano esercitare un controllo quasi totale su un pianeta abitato da milioni di altre specie, i cui interessi non vengono adeguatamente considerati, nonostante la loro sopravvivenza sia essenziale anche per la nostra. Questa seconda parte introduce il concetto di giustizia intergenerazionale e ne analizza le intersezioni con la tutela dell’integrità dei sistemi terrestri.
Considerazioni etiche relative alla giustizia intergenerazionale
Gli studi sul cambiamento climatico sollecitano un’ulteriore riflessione: se coloro che detengono il potere decisionale tendono già a trascurare le esigenze delle generazioni attuali e delle altre specie, agendo prevalentemente in funzione dell’accumulazione di capitale, su quale base possono rivendicare il diritto di prendere decisioni che influenzeranno anche le generazioni future, non ancora nate? Se il mondo contemporaneo è antropocentrico e i bisogni umani sono già al centro dei processi decisionali, perché sono esclusivamente i bisogni della generazione presente a determinare le scelte, mentre quelli delle generazioni future vengono sistematicamente ignorati? Può questo interrogativo rappresentare una leva per orientare l’azione umana verso la salvaguardia del pianeta? È in questo contesto che si inserisce il dibattito sulla giustizia intergenerazionale.
Comprensione generale della giustizia intergenerazionale
Nel campo del cambiamento climatico, la giustizia intergenerazionale può essere sintetizzata come l’esigenza di agire equamente sia nei confronti delle generazioni attuali sia di quelle future. In generale, essa si intreccia con alcune considerazioni fondamentali:ù
- Gli ecosistemi e la salute del pianeta sono vulnerabili alle perturbazioni causate dalle attività economiche umane, e non è certo che sarà possibile riportare il pianeta alle condizioni precedenti alla Rivoluzione industriale, anche qualora si riuscisse a limitare l’aumento delle temperature e a ridurre la frequenza degli eventi climatici estremi.
- Non tutte le risorse naturali sono rinnovabili. Un loro sfruttamento eccessivo, unito alla dipendenza dai combustibili fossili, non solo ritarda una necessaria transizione energetica verso fonti rinnovabili, ma rischia anche di privare le generazioni future delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza. È pertanto necessario considerare una distribuzione equa delle risorse all’interno della generazione presente, per evitare l’esaurimento totale, in un contesto in cui la scarsità è già una realtà. A questo proposito, un rapporto UNU-INWEH del 2026 segnala una condizione di “bancarotta idrica”, ossia una situazione in cui “si preleva e si inquina l’acqua oltre i limiti di rigenerazione e di sfruttamento sicuro” (Madani 2026).
- L’estrazione eccessiva di risorse provoca danni ambientali potenzialmente irreversibili e la degradazione degli ecosistemi, con il rischio futuro di estinzione di interi sistemi naturali. Ciò avrà inevitabili ripercussioni sulla salute, sul benessere umano e sulla sopravvivenza delle generazioni future.
Tutto ciò è legato al riconoscimento dei limiti naturali della Terra in termini di capacità produttiva e rigenerativa. Alcune risorse, come l’acqua, sono soggette a cicli continui, ma senza un equilibrio tra consumo e rigenerazione possono esaurirsi completamente.
La questione della giustizia nell’utilizzo delle risorse naturali da parte delle sole generazioni presenti è stata affrontata anche nel quadro delle Earth System Boundaries giuste (Just Planetary Boundaries), che mirano a individuare i limiti entro cui l’azione umana rimane compatibile con le capacità del pianeta e oltre i quali compromette il benessere delle generazioni future.
La giustizia intergenerazionale come componente dei limiti del sistema Terra
In questa sezione si analizza il significato della presenza umana sul pianeta alla luce delle scienze ambientali, che hanno iniziato a integrare le preoccupazioni relative alla giustizia intergenerazionale nello studio dei sistemi terrestri.
Il quadro multidisciplinare elaborato da Rockström et al. (2023) propone un insieme di “limiti sicuri e giusti del sistema Terra (Earth System Boundaries – ESBs) per il clima, la biosfera, l’acqua dolce, i nutrienti e l’inquinamento atmosferico, su scala globale e sub-globale” (Rockström et al. 2023, 2), basato su metodi e indicatori già esistenti, come l’Agenda 2030.
Nella Figura 1 (Rockström et al., 2023) viene fornito un riepilogo conciso di come apparirebbero i due insiemi proposti di limiti “sicuri” e “giusti”, di dove si sovrappongono e di quale sia la situazione attuale. Il principio dei limiti “sicuri”, sia su scala sub-globale sia globale, implica confini finalizzati a “mantenere e rafforzare la stabilità e la resilienza del sistema Terra nel tempo, proteggendo così le sue funzioni e la capacità di sostenere gli esseri umani e tutti gli altri organismi viventi” (Rockström et al., 2023, 2). Il loro superamento comporterebbe perturbazioni significative alla stabilità e alla resilienza naturale della Terra, esponendo il pianeta alle conseguenze indesiderate di tali perturbazioni. Come mostrato nella figura, questo fenomeno è già in atto in diversi ambiti, tra cui l’integrità funzionale, le aree di ecosistemi naturali, le acque superficiali e sotterranee, nonché i cicli di azoto e fosforo, superando ampiamente i limiti sicuri indicati.
Il principio dei limiti “giusti” in questo quadro indica gli “ESB che minimizzano l’esposizione umana a danni significativi (no significant harm, NSH) derivanti dai cambiamenti del sistema Terra” (Rockström et al., 2023, 2), riflettendo i principi del diritto internazionale e della giustizia correttiva, e cercando di identificare “i livelli di cambiamento del sistema Terra che portano a un’esposizione diffusa a danni significativi, con impatti maggiori quando le popolazioni vulnerabili ne sono colpite” (Rockström et al., 2023, 2). Tale principio integra diverse considerazioni relative alla giustizia interspecie e alla stabilità del sistema Terra, alla giustizia intergenerazionale e intragenerazionale: tra Paesi, comunità e individui. Seguendo i limiti “giusti” proposti, si favorirebbe “l’accesso alle risorse per tutti e l’equità distributiva e procedurale” (Rockström et al., 2023, 2) nella gestione della crisi climatica e dei cambiamenti planetari. Come si osserva nella Figura 1 (Rockström et al., 2023), i limiti giusti sono più restrittivi rispetto ai limiti sicuri, e attualmente abbiamo superato le soglie identificate per i limiti giusti nei settori del clima, dell’integrità funzionale, delle aree di ecosistemi naturali, delle acque superficiali e sotterranee, nonché dei cicli di azoto e fosforo.
In effetti, vi è un’alta probabilità che siano già stati superati tutti i limiti proposti come “giusti”, dato che l’unico settore che non individua lo stato attuale del pianeta è quello relativo agli aerosol, e ciò solo a causa dei diversi approcci metodologici nel campo. La ricerca evidenzia non solo l’interconnessione tra i vari sistemi terrestri che formano la nostra “bolla di vita”, ma anche l’urgenza di considerare attivamente le esigenze delle generazioni future. Attualmente, infatti, stiamo già oltrepassando la maggior parte degli ESB proposti in molte parti del mondo (cfr. Figura 3, Rockström et al., 2023), il che inevitabilmente causerà perturbazioni tali da rendere molte regioni del pianeta inabitabili in futuro.
La giustizia intergenerazionale come filosofia
I capitoli precedenti hanno mostrato come la giustizia intergenerazionale sia integrata nel dibattito sulla crisi climatica. Questa sezione propone una riflessione più approfondita sui dilemmi filosofici connessi a tale concetto.
Come discusso da Tremmel (2009), il concetto di Giustizia Intergenerazionale deriva da diverse idee. Prima di tutto, riguarda la temporalità. Forse in passato l’umanità non era in grado di provocare perturbazioni significative alla natura e al pianeta, ma con l’invenzione di nuove tecnologie tutto è cambiato. Tremmel lo dimostra sull’esempio dei rifiuti nucleari che produciamo attualmente, i quali rappresentano ancora una questione cruciale per l’umanità e per gli/le ecologi/e. Da un lato, consideriamo l’energia nucleare più “pulita” in termini di estrazione di risorse non rinnovabili, ma i suoi rifiuti sono consistenti e, anche se sepolti, rimangono un peso per le generazioni future e continuano ad accumularsi.
«Il plutonio ha un periodo di dimezzamento di 24.110 anni. Pertanto, secondo lo stato attuale delle nostre conoscenze, 1 grammo (g) del plutonio di scarto attuale sarà ancora presente tra 310.608 anni, e 1 g può essere letale per un essere umano» (Tremmel, 2009, 2).
La questione della temporalità è centrale quando si discute dell’impatto umano sul pianeta. La nostra vita è limitata, ma le modifiche che apportiamo all’ambiente lasciano un segno sul futuro del pianeta.
Tremmel ritiene che una delle ragioni di questa miopia etica sia che la nostra “etica ha trattato le generazioni future con la convinzione che il futuro probabilmente assomiglierà al passato” (Tremmel, 2009, 3), e che questa supposizione ci ha condotti nell’attuale mondo caratterizzato da scarsità di risorse naturali, conflitti per le risorse e persino guerre per l’occupazione del territorio e l’appropriazione delle risorse1.
Per un essere umano, sembra difficile immaginare un mondo diverso da quello che viviamo oggi; sembriamo aggrapparci disperatamente alle esperienze passate quando cerchiamo di immaginare il futuro. Eppure, il mondo è sempre stato in continua evoluzione. Anche nella nostra linea familiare, il passato dei nostri nonni non corrisponde a ciò che viviamo oggi, e molto probabilmente le generazioni future sperimenteranno ancora maggiore instabilità, anche se non possiamo comprenderla appieno ora. Tremmel (2009, 4-5) distingue tra diversi tipi di giustizia:
- Giustizia intergenerazionale – la giustizia tra generazioni. A seconda del concetto temporale implicito dalle generazioni, può essere temporale (tra giovani e anziani), intertemporale (tra generazioni presenti e future) o tra generazioni della stessa famiglia (Tremmel, 2009, 4-5).
- Giustizia intragenerazionale – giustizia all’interno delle generazioni. Può essere giustizia sociale (tra poveri e ricchi all’interno di un Paese), giustizia internazionale (tra diversi Paesi, indipendentemente dalla distribuzione del reddito in quei Paesi), giustizia di genere (tra uomini e donne) o qualsiasi altra forma di giustizia che riguardi persone della stessa età, siano esse di diverso status sociale, sesso, etnia, orientamento sessuale o nazionalità (Tremmel, 2009, 4-5).
Nel discorso comune, la giustizia intergenerazionale può manifestarsi nelle conversazioni relative al peso ambientale, come menzionato precedentemente, e alla questione del debito pubblico; e, in ultima analisi, sembra intrecciarsi con l’idea di sostenibilità, facendo riferimento sia alla sostenibilità ecologica sia a quella finanziaria (economica) (Tremmel, 2009, 8).
Tremmel riconosce inoltre che “le scienze ambientali, la storia, la giurisprudenza, l’economia, la sociologia o la scienza politica trattano anch’esse aspetti della giustizia generazionale” (Tremmel, 2009, 9). Prima di approfondire gli aspetti filosofici della giustizia intergenerazionale, Tremmel (2009) offre un’importante riflessione sulla complessità della sua comprensione:
“La questione delle relazioni tra generazioni è ampia. Coinvolge in realtà tutti gli aspetti della vita all’interno di una società. Riguarda le relazioni fondamentali di una società che normalmente si danno per scontate e quindi vengono poco riflettute. Toccando inevitabilmente le questioni etiche più fondamentali, ad esempio riguardo agli obblighi di ciascun individuo o addirittura dell’umanità nel suo complesso. Questo ci conduce al secondo approccio filosofico speciale sull’argomento: la filosofia cerca di concentrarsi sull’intera questione, distinguendosi così dalle singole discipline. L’economia può determinare le eredità finanziarie, ma solo la filosofia domanda: cosa sarà realmente importante per le generazioni future? Possiamo riconoscere i bisogni e le preferenze delle generazioni future? Come può essere determinata l’intera eredità che una generazione lascerà ai suoi successori?” (Tremmel, 2009, 9)
Si può concludere che, sebbene abbiamo già chiari esempi di come la giustizia intergenerazionale sia collegata alle nostre considerazioni sull’antropocentrismo, al suo inserimento negli studi sul cambiamento climatico e nel quadro dei limiti sicuri e giusti del sistema Terra, il nucleo della sua applicazione risiede nella nostra stessa comprensione di cosa sia “equo”, cosa sia “giusto” e cosa vogliamo lasciare in eredità.
Se mai lasceremo qualcosa alle generazioni future.
[1]Possiamo osservare questa tendenza in diversi esempi concreti, come la manipolazione da parte della Russia e degli Stati Uniti delle leggi internazionali per appropriarsi delle risorse di altri Paesi. Il primo esempio è l’occupazione illegale da parte della Russia della parte orientale dell’Ucraina nel 2014, dove è concentrata la maggior parte delle risorse naturali ucraine (We Build Ukraine Fund 2025, 2), e l’occupazione della Crimea per punti strategici di difesa; e la successiva invasione su larga scala della Russia nel 2022, che mira a occupare e appropriarsi del resto dei territori ucraini e delle loro risorse naturali. Un altro esempio recente riguarda il rapimento del presidente del Venezuela da parte degli Stati Uniti, e il successivo controllo affinché le riserve di petrolio del Venezuela siano “tutelate dagli USA”, il che, all’inizio di questo mese, ha portato il Venezuela a modificare le proprie leggi per consentire maggiori investimenti stranieri nel settore e a firmare nuovi accordi minerari ed estrattivi con gli Stati Uniti.
Bibliografia
Madani, K. (2026). UNU-INWEH Report, Global Water Bankruptcy: Living Beyond Our Hydrological Means in the Post-Crisis Era. United Nations University Institute for Water, Environment and Health (UNU-INWEH), Richmond Hill, Ontario, Canada. doi: 10.53328/INR26KAM001
Nature Conservancy. (n.d). Carbon Footprint Calculator. Retrieved March 16, 2026, from: https://www.nature.org/en-us/get-involved/how-to-help/carbon-footprint-calculator/
Rockström, J., Gupta, J., Qin, D. et al. (2023). Safe and just Earth system boundaries. Nature 619, 102–111. https://doi.org/10.1038/s41586-023-06083-8
Tremmel, J.C. (2009). A Theory of Intergenerational Justice (1st ed.). Routledge. https://doi.org/10.4324/9781849774369
We Build Ukraine Fund. (2025) General Analysis of the Critical Materials Sector Based on the Results of the Conference “Strategic Resources of Ukraine: Scenarios for the Development of the Subsoil Use Industry”. Published at Webuildukrainefund.org. Retrieved March 18, 2026, from: https://www.webuildukrainefund.org/wp-content/uploads/2025/07/Analysis-of-the-critical-materials-sector-_-think-tank-We-build-Ukraine.pdf
Winter, C. (2021). Subjects of Intergenerational Justice: Indigenous Philosophy, the Environment and Relationships. Routledge Environmental Humanities. https://doi.org/10.4324/9781003097457