Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA): un nuovo rapporto evidenzia persistenti lacune nel monitoraggio dei diritti fondamentali e nelle indagini sulle violazioni dei diritti alle frontiere dell’UE
L’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha pubblicato un nuovo rapporto, intitolato “Monitoraggio e indagini sui diritti fondamentali in materia di migrazione su mandato dell’UE: Aggiornamento 2026”, pubblicato nell’ottobre 2026. Il rapporto esamina in che modo gli Stati membri monitorano il rispetto dei diritti fondamentali durante il controllo dei cittadini di paesi terzi e la valutazione delle domande di asilo alle frontiere esterne. Esamina inoltre il monitoraggio effettuato dai funzionari incaricati dei diritti fondamentali delle agenzie dell’UE e valuta il modo in cui le autorità indagano sulle presunte violazioni dei diritti alle frontiere esterne dell’UE.
Secondo il rapporto, la maggior parte degli Stati membri ha adottato misure per istituire meccanismi di monitoraggio indipendenti, ma i progressi complessivi rimangono lenti. Sebbene tali meccanismi dovessero essere operativi entro la metà di giugno 2026, molti non sono ancora pienamente operativi e solo pochi hanno svolto le prime attività di monitoraggio. A settembre 2026, 22 Stati membri avevano designato un organismo di monitoraggio o avevano in fase di approvazione una normativa in tal senso, ma solo 15 avevano formalmente istituito il meccanismo nel diritto nazionale. In linea con le linee guida della FRA, la maggior parte ha affidato il compito alle istituzioni nazionali per i diritti umani o alle figure di difensore civico. Molti organismi di monitoraggio segnalano difficoltà relative alle risorse umane e finanziarie, nonché all’accesso alle strutture e ai documenti.
La relazione affronta anche il tema dei rimpatri forzati. Gli Stati membri ne hanno effettuati circa 54.000 nel 2025 e, sebbene esistano sistemi di monitoraggio in tutta l’UE, permangono preoccupazioni riguardo alla loro indipendenza ed efficacia. Le missioni di monitoraggio sono in calo e meno della metà degli Stati membri pubblica informazioni sulle proprie attività. L’uso sistematico di misure di contenzione rimane una delle principali preoccupazioni in materia di diritti fondamentali. Nel frattempo, i responsabili dei diritti fondamentali dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e dell’Agenzia dell’UE per l’asilo hanno individuato ostacoli all’accesso all’asilo, uso eccessivo della forza, lacune nella protezione dei minori, condizioni di accoglienza inadeguate e sostegno insufficiente per le persone in situazioni di vulnerabilità.
Le carenze sono evidenti anche nelle indagini sulle presunte violazioni. Tra il 2020 e il 2025, le autorità di 12 Stati membri hanno avviato 322 indagini penali su presunte violazioni alle frontiere, di cui solo nove hanno portato a condanne. La maggior parte dei casi viene archiviata in fase preliminare, spesso a causa delle difficoltà nel raccogliere prove. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha già individuato punti deboli nell’efficacia delle indagini nazionali e può aiutare le autorità ad affrontarli.
Per rafforzare la tutela dei diritti fondamentali, la FRA chiede l’istituzione di organismi di monitoraggio indipendenti dotati di chiari mandati giuridici, risorse adeguate e accesso illimitato alle strutture, ai documenti e alle informazioni, nonché una maggiore trasparenza attraverso la pubblicazione dei risultati dei monitoraggi e delle raccomandazioni. La FRA sostiene inoltre un monitoraggio indipendente ed efficace dei rimpatri forzati, con garanzie più solide contro l’uso sistematico di misure di contenzione, che dovrebbero essere applicate solo quando necessario e in modo proporzionato. Altre priorità includono indagini tempestive, efficaci e imparziali, con un adeguato seguito dato ai risultati degli organismi di monitoraggio e delle agenzie dell’UE, nonché una maggiore cooperazione e uno scambio di buone pratiche tra gli organismi di monitoraggio nazionali.
Il monitoraggio delle attività statali alle quali il pubblico ha accesso limitato o nullo è uno strumento fondamentale per la tutela dei diritti fondamentali, in particolare alle frontiere o in prossimità di esse e nei rimpatri forzati. Insieme a indagini efficaci, promuove il rispetto dello Stato di diritto. La FRA continuerà pertanto a pubblicare regolarmente panoramiche generali e a sostenere gli organismi nazionali di monitoraggio, concentrandosi sui meccanismi di recente istituzione nell’ambito del Patto sulla migrazione e l’asilo.
Per promuovere un approccio coerente in tutta l’UE, la FRA ha sviluppato una metodologia di monitoraggio comune, condivisa con gli organismi nazionali per una fase pilota. Sta inoltre istituendo una rete a livello dell’UE di enti nazionali di monitoraggio, in collaborazione con l’Ufficio per i diritti fondamentali di Frontex, il Consiglio d’Europa e la Rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani. Infine, la FRA incoraggia le autorità nazionali responsabili delle indagini disciplinari e giudiziarie a avvalersi pienamente delle sue linee guida del 2024 sulle indagini relative a presunti maltrattamenti alle frontiere.