Iran

Consiglio dei diritti umani: pubblicato il rapporto sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran nel periodo compreso tra gennaio 2025 e febbraio 2026

© UN Photo/john Isaac

Questo rapporto esamina la situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell'Iran tra gennaio 2025 e febbraio 2026. Le proteste a livello nazionale hanno messo in luce la natura profonda e sistemica delle violazioni dei diritti umani nel Paese, tra cui l'uso eccessivo della forza letale contro chi che esercitano le proprie libertà fondamentali, la strumentalizzazione strategica dell'infrastruttura digitale per reprimere il dissenso e occultare la repressione, la violazione della neutralità medica e l'evasione sistematica della responsabilità attraverso intimidazioni e segretezza. La portata e l'impatto della risposta statale, con migliaia di morti e decine di migliaia di detenuti, sono senza precedenti. Tuttavia, questa risposta estrema rappresenta soltanto la manifestazione più grave di dinamiche che si sono sviluppate nel corso di decenni.

Nel gennaio e febbraio 2026, la situazione in Iran è ulteriormente peggiorata a seguito degli attacchi militari lanciati da Israele e dagli Stati Uniti. Tali azioni sono state fermamente condannate dal Relatore in quanto illegittime ai sensi della Carta delle Nazioni Unite. È stato lanciato un appello per la cessazione immediata delle ostilità e il ritorno al dialogo diplomatico, con particolare attenzione alle segnalazioni di significative vittime civili e agli attacchi a strutture mediche. Tali attacchi costituiscono palesi violazioni sia del diritto internazionale umanitario che del diritto internazionale dei diritti umani. Il Relatore sottolinea che gli interventi militari illegittimi non rappresentano una soluzione praticabile alle crisi dei diritti umani in Iran. Qualsiasi prospettiva futura deve essere fondata sullo stato di diritto, sulla genuina volontà del popolo iraniano e su un pieno impegno in materia di responsabilità.

Nelle raccomandazioni, il Relatore esorta l'Iran ad adottare misure immediate, concrete e verificabili per rimediare alle violazioni documentate. In particolare, l'Iran deve rilasciare tutti gli individui detenuti esclusivamente per aver esercitato i propri diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione. Deve inoltre cessare ogni forma di interferenza con i servizi sanitari e il personale medico, porre fine a tutte le interruzioni di internet e delle telecomunicazioni, limitare l'utilizzo dell'infrastruttura digitale a fini di sorveglianza e repressione, condurre indagini trasparenti sulle uccisioni, garantire l'accesso alla giustizia e al risarcimento per le vittime e le loro famiglie, e sospendere le esecuzioni pubbliche. Le autorità iraniane devono inoltre garantire pari trattamento davanti alla legge per tutti, indipendentemente dall'etnia, dalla religione, dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dall'appartenenza politica, e proteggere i diritti delle minoranze all'espressione culturale e religiosa. Deve essere posta fine alla repressione transnazionale che colpisce i membri della diaspora iraniana e i loro familiari in Iran. Qualsiasi uso della forza a titolo di rappresaglia deve rispettare rigorosamente i principi di necessità e proporzionalità previsti dal diritto internazionale, e devono essere intraprese iniziative diplomatiche in buona fede per una risoluzione pacifica delle controversie.

Gli Stati sono invitati a proteggere le persone colpite dalle proteste e a fornire sostegno finanziario e logistico alle organizzazioni della società civile che documentano le violazioni e tutelano le prove cruciali per i processi di accertamento delle responsabilità. È fondamentale garantire un adeguato finanziamento ai meccanismi che valutano la situazione dei diritti umani in Iran. Le sanzioni devono inoltre prevedere efficaci esenzioni umanitarie applicate su scala ampia e pratica, al fine di minimizzare gli effetti negativi sulla popolazione iraniana, garantendone l'accesso a medicinali essenziali, attrezzature mediche e beni di prima necessità. Infine, tutti gli Stati sono chiamati a cessare gli attacchi militari contro l'Iran e ad astenersi da ulteriori usi illegittimi della forza, garantendo che i negoziati diplomatici o nucleari rispettino il diritto internazionale e i diritti umani della popolazione iraniana.

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