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Giornata Internazionale del vivere insieme in pace, 16 Maggio 2026

Peace flag
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L'8 dicembre 2017, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 72/130, dichiarando il 16 maggio Giornata Internazionale della vivere insieme in pace. L'istituzione di tale ricorrenza rappresenta un'opportunità per rinnovare gli sforzi e l'impegno della comunità internazionale nella promozione della pace, della tolleranza, dell'inclusione, della comprensione e della solidarietà. Il tema per il 2026 è "Vivere Insieme in Pace: Costruire Fiducia attraverso il Dialogo, l'Inclusione e la Riconciliazione".

Le Nazioni Unite sono state fondate all'indomani delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, con l'obiettivo di risparmiare alle generazioni future l’esperienza terribile della guerra. Uno dei suoi scopi fondamentali è sempre stato quello di promuovere la cooperazione internazionale nel far fronte alle sfide globali, insieme alla promozione del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Le difficoltà che oggi minacciano la vita di così tante persone possono dare l'impressione che questa missione stia vacillando, eppure è proprio nelle circostanze più difficili che l'impegno per la pace diventa più essenziale.

Non sorprende che la Costituzione dell'UNESCO affermi:

Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace

La pace, in questo contesto, non va intesa come un traguardo lontano o una destinazione finale. È piuttosto una scelta quotidiana: una decisione, in ogni ambito della società, di sostenere la nonviolenza e il rispetto per tutte le persone e per l'ambiente, e di rifiutare di calpestare gli altri nel perseguimento dei propri interessi. La commemorazione del 16 maggio invita i Paesi a promuovere la riconciliazione come mezzo per garantire una pace duratura e uno sviluppo sostenibile, attraverso misure concrete di riconciliazione e incoraggiando la compassione tra gli individui. L'invito, in particolare, è quello di lavorare fianco a fianco con le comunità locali, i leader religiosi e tutti gli altri soggetti interessati.

Dall'inizio del 2026, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha esortato tutti gli stakeholder a rinnovare il proprio impegno per la cooperazione attraverso il Patto per il Futuro e l'iniziativa UN80, e anche le discussioni in seno all'intero sistema ONU nel 2026 hanno evidenziato quanto pace e fiducia siano strettamente interconnesse. Quanto affermato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nella dichiarazione del marzo 2026 sui diritti umani e una cultura della pace, e la bozza di risoluzione dell'Assemblea Generale del gennaio 2026 sul dialogo interreligioso e interculturale, portano entrambi lo stesso messaggio fondamentale: se l'obiettivo è raggiungere pace, stabilità sociale e comprensione reciproca, deve essere promosso il dialogo. Una maggiore inclusione e unità devono rappresentare uno sforzo condiviso per superare esclusione e discriminazione. Il più ampio calendario ONU per il 2026 è guidato dallo stesso spirito, come dimostra la pianificazione dell'High-Level Forum sulla Cultura della Pace, che si terrà a New York presso la Sede delle Nazioni Unite. 
Il messaggio del sistema ONU è chiaro: dove i diritti umani sono rispettati, la fiducia cresce e le comunità vivono insieme in pace.

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