Siria

Human Rights Watch chiede protezione e accesso agli aiuti per i civili nel Nord-est della Siria

Alcuni rifugiati siriani in un campo delle Nazioni Unite.
© cskc.daleel-madani.org

Con l’intensificarsi dei combattimenti nel nord-est della Siria, i civili continuano a subire le conseguenze più gravi del conflitto. A denunciarlo è Human Rights Watch, che ha invitato con urgenza le forze governative siriane e le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, a rispettare il diritto internazionale e a garantire la protezione della popolazione civile.

Secondo l’organizzazione, entrambe le parti devono astenersi dal bloccare gli aiuti umanitari, dal colpire infrastrutture essenziali e dal maltrattare detenuti e persone sfollate. Gli scontri sono iniziati il 6 gennaio in quartieri a maggioranza curda di Aleppo e si sono estesi dal 17 gennaio alle province di Raqqa, Deir Ezzor e ad alcune aree di al-Hasakah.

Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco il 18 gennaio, successivamente ribadito il 20 gennaio, le violazioni sono proseguite. Human Rights Watch riferisce che la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto, con migliaia di persone costrette alla fugainterruzioni di acqua ed elettricità e corridoi umanitari definiti “insicuri”.

L’organizzazione ha inoltre documentato accuse di arresti arbitrari, esecuzioni extragiudiziali e profanazione dei corpi attribuite a entrambe le parti in conflitto, insieme a gravi carenze di cibo, alloggi, acqua ed energia. Secondo le stime, almeno 13.000 persone sono state sfollate, molte delle quali senza un adeguato sostegno umanitario.

Particolare preoccupazione riguarda anche la situazione nei centri di detenzione e nei campi che ospitano presunti affiliati all’ISIS e i loro familiari, dove l’accesso agli aiuti è stato limitato e i residenti hanno denunciato episodi di violenza e saccheggi.

Human Rights Watch ha quindi rinnovato l’appello a tutte le parti coinvolte affinché garantiscano l’accesso umanitario, rilascino i civili detenuti illegalmente e assicurino responsabilità per le violazioni commesse, avvertendo che il mancato rispetto dei diritti dei civili rischia di alimentare ulteriormente l’instabilità in tutta la Siria.

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