Istituto per lo Sviluppo e i Diritti Umani: proposta per la partecipazione della società civile nei meccanismi nazionali di Attuazione, Reporting e Follow-up in America Latina e nei Caraibi
L'Istituto per lo Sviluppo e i Diritti Umani (IDDH) ha pubblicato una proposta per migliorare la partecipazione della società civile nei Meccanismi Nazionali di Attuazione, Reporting e Follow-up (NMIRFs).
Quando l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha pubblicato il suo primo documento guida sugli NMIRFs nel 2016, aveva già sottolineato che tali meccanismi dovrebbero essere inclusivi e aperti alla partecipazione della società civile, delle Istituzioni Nazionali per i Diritti Umani (NHRIs), dei parlamenti, degli istituti di statistica e del mondo accademico. Tuttavia, sebbene gli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (LAC) abbiano compiuto alcuni progressi nello sviluppo degli NMIRFs, il processo verso la creazione di strumenti formali per la partecipazione sociale è ancora lento.
L'IDDH ha riscontrato, infatti, che la partecipazione sociale in questi meccanismi rimane scarsa e, attraverso questa proposta, intende delineare le possibilità di partecipazione della società civile negli NMIRFs, organizzate in tre aree:
- reportistica: la preparazione dei rapporti statali rafforza gli impegni nei confronti dei meccanismi internazionali e sistematizza la raccolta dei dati necessari per monitorare l'adempimento degli obblighi internazionali, segnalando al contempo le sfide future e le proposte per affrontarle. Si tratta di un'area in cui la società civile può contribuire sia con dati territoriali sia con prospettive critiche orientate al futuro.
- follow-up: il follow-up si riferisce al monitoraggio continuo del rispetto dei diritti umani in conformità con gli standard internazionali, nazionali e regionali. Alla società civile deve essere garantito il diritto a un controllo indipendente e la possibilità di contribuire in modo significativo alle valutazioni di conformità, in particolare dalla prospettiva dei gruppi colpiti.
- attuazione: l'attuazione richiede agli Stati di apportare cambiamenti concreti nella legislazione, nelle politiche pubbliche e nelle pratiche istituzionali per adempiere ai propri obblighi internazionali in materia di diritti umani. La partecipazione della società civile in questa fase dovrebbe estendersi alla formulazione di strategie nazionali, piani d'azione e politiche pubbliche mirate, con obiettivi, scadenze e budget definiti.
La società civile dei paesi LAC ha sollevato diverse preoccupazioni critiche che dovrebbero orientare sia l'istituzione di nuovi NMIRFs sia il rafforzamento di quelli esistenti. Innanzitutto, il rischio di duplicazione e frammentazione: molti paesi dispongono di strutture nazionali sovrapposte con funzioni simili, che generano duplicazione degli sforzi, spreco di risorse e difficoltà di coordinamento. Gli NMIRFs sono specificamente concepiti per evitare questa dispersione, fungendo da punto di coordinamento centrale tra gli impegni internazionali e le politiche pubbliche nazionali. Un altro punto importante sollevato dalla società civile LAC riguarda la necessità di istituire gli NMIRFs come politiche statali permanenti, garantendo certezza giuridica, continuità istituzionale e indipendenza dai cambiamenti di governo. Inoltre, sia i funzionari statali sia le organizzazioni della società civile spesso mancano di conoscenze di base su cosa siano gli NMIRFs, cosa facciano e come interagire con essi. Pertanto, la diffusione delle informazioni e la formazione sono essenziali per aumentare l'utilizzo efficace e il coinvolgimento nei meccanismi nazionali e internazionali per i diritti umani. Ciò contribuirebbe anche a rafforzare una partecipazione sociale qualificata e trasparente. Infine, progettare gli NMIRFs senza un coinvolgimento significativo della società civile minerebbe fondamentalmente il loro scopo principale: promuovere la protezione e la tutela dei diritti umani nei territori in cui le raccomandazioni internazionali devono essere realizzate.