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Come la mancata adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa influisce sulla vita dei giovani, nonostante il rispetto dei criteri per l’adesione

Questo tema analizza come la mancata adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa influisca sulla vita quotidiana e sulle prospettive dei e delle giovani, mettendo in luce il divario tra il rispetto formale degli standard europei e la realtà concreta dell’esclusione.

Sommario

  • Introduzione
  • L’adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa
  • Principali conseguenze della mancata adesione per i e le giovani del Kosovo
  • Conclusione
     

Introduzione

Il Consiglio d’Europa rimane una delle organizzazioni internazionali più solide, fondato nel 1949 con l’obiettivo di proteggere i diritti umani, promuovere la democrazia e rafforzare lo stato di diritto. Sin dalla sua istituzione, l’organizzazione si è progressivamente ampliata, accogliendo ogni anno nuovi Paesi europei sotto il suo stesso ombrello, contando oggi 46 Stati membri e più di 700 milioni di cittadini (Consiglio d’Europa, 2023). L’integrazione e l’accettazione nel Consiglio d’Europa non sono mai automatiche o immediate. Piuttosto, si tratta di un processo graduale, condizionale e basato sui valori, progettato per garantire che i nuovi membri rispettino effettivamente i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto.

Pertanto, i Paesi che richiedono l’adesione al Consiglio d’Europa devono soddisfare determinati criteri. Di norma, il processo inizia quando uno Stato manifesta la volontà politica di aderire al Consiglio d’Europa: come stabilito dall’Articolo 4, ogni Stato europeo disposto e in grado di rispettare i requisiti dell’Articolo 3 può essere invitato dal Comitato dei Ministri a diventare membro e acquisisce lo status di membro al momento del deposito dello strumento di adesione (Consiglio d’Europa, 1949). Alcuni dei principali criteri richiesti includono il rispetto dello stato di diritto, della giurisdizione sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, nonché la dimostrazione, da parte dello Stato, della volontà e della capacità di rispettare tali criteri. Di conseguenza, i Paesi che entrano a far parte del Consiglio d’Europa devono attraversare un processo di verifica della conformità ai criteri prima di poter essere ammessi.

Il Consiglio d’Europa gioca, inoltre, un ruolo importante nell’empowerment dei e delle giovani, nella tutela dei loro diritti e della loro libertà, sviluppando una propria “Politica giovanile”, definita come una “strategia attuata dalle autorità pubbliche volta a fornire ai e alle giovani opportunità ed esperienze che ne supportino l’integrazione nella società e ne consentano la partecipazione attiva e responsabile, rendendoli agenti di cambiamento” (Consiglio d’Europa, 2025).

Pertanto, i e le giovani provenienti da Stati membri del Consiglio d’Europa sono protetti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e hanno accesso alla Corte europea dei diritti dell’uomo tramite i rimedi interni, garantendo una tutela legale internazionale dei loro diritti. Il Consiglio d’Europa monitora costantemente la situazione dei diritti umani attraverso organi indipendenti come CPT, GRECO ed ECRI. Inoltre, i e le giovani degli Stati membri hanno accesso a corsi di formazione, programmi educativi sui diritti umani, scambi giovanili e possono costruire reti significative con coetanei in tutta Europa.

Considerando l’ampia gamma di benefici disponibili per i e le giovani nei Paesi membri del Consiglio d’Europa, la domanda che questo articolo si pone è: cosa accade ai e alle giovani del Kosovo, cittadini del Paese più giovane d’Europa, con la popolazione più giovane del continente, il quale, tuttavia, non è uno Stato membro del Consiglio d’Europa, nonostante il rispetto dei principali criteri di adesione?

L’adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha celebrato la sua dichiarazione di indipendenza dalla Serbia, diventando il Paese più giovane d’Europa. L’indipendenza del Kosovo è riconosciuta da 34 membri del Consiglio d’Europa, mentre 12 Paesi non l’hanno ancora riconosciuta, tra cui Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia, Spagna, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Serbia e Ucraina, per vari motivi politici. Il Kosovo ha presentato la domanda di adesione al Consiglio d’Europa il 12 maggio 2022 (Consiglio d’Europa, 2024). A seguito della presentazione della domanda, il Consiglio d’Europa ha iniziato a valutare la candidatura e i progressi del Kosovo verso l’adesione. Le valutazioni legali degli esperti hanno concluso che il quadro costituzionale e giuridico del Kosovo è in larga misura allineato agli standard del Consiglio d’Europa. La Costituzione del Kosovo incorpora diversi strumenti fondamentali per la tutela dei diritti umani, tra cui la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e altre protezioni internazionali relative ai diritti delle minoranze e alla prevenzione della violenza e della discriminazione.

Il 20 maggio 2022 i ministri degli Esteri si sono incontrati a Torino, ma non sono riusciti a far approvare la richiesta di valutazione della candidatura del Kosovo da parte dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE). La questione è stata affrontata un anno dopo, ad aprile 2023, quando la PACE ha incaricato esperti legali di redigere un rapporto approfondito sulla candidatura del Kosovo. Il rapporto, pubblicato a novembre 2023, ha evidenziato i progressi del Kosovo nella lotta alla corruzione, nella protezione dei diritti umani e in molti altri ambiti. Ha anche sottolineato che il mancato rispetto di alcune decisioni vincolanti dei tribunali, riguardanti una disputa sulla proprietà terriera che coinvolge il Monastero ortodosso di Deçan, rimaneva motivo di seria preoccupazione (Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Bureau, 2023). Questa questione è stata risolta nel 2024 dalle istituzioni kosovare, che hanno seguito le raccomandazioni del rapporto del Consiglio d’Europa, completando così l’ultimo criterio richiesto. Un nuovo rapporto pubblicato nel 2024 ha ulteriormente supportato l’adesione del Kosovo, riconoscendone i progressi (Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, 2024). Inoltre, l’Assemblea parlamentare ha riconosciuto che il Kosovo aveva compiuto notevoli progressi nel rafforzamento della democrazia, dello stato di diritto e della protezione dei diritti umani. Il Consiglio ha, inoltre, sottolineato che l’eventuale adesione del Kosovo sarebbe di grande importanza, poiché consentirebbe agli individui sotto la giurisdizione del Kosovo di accedere alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Ad aprile 2024, essendo stato soddisfatto l’ultimo requisito, i parlamentari della PACE hanno approvato con ampia maggioranza, 131 voti favorevoli contro 29 contrari, il sostegno all’adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa, rinviando, quindi, la decisione alla successiva riunione dei ministri degli Esteri prevista per maggio 2024. La relatrice Dora Bakoyannis ha dichiarato: «Nessun candidato all’adesione è mai stato chiamato ad intraprendere così tante riforme prima ancora di essere portato in discussione per l’adesione all’Organizzazione. Probabilmente è per questo che l’83% dell’Assemblea ha votato a favore del Rapporto».

Tuttavia, nonostante il rapporto positivo e la maggioranza dei voti favorevoli dei e delle parlamentari della PACE, i ministri non hanno messo ai voti la candidatura del Kosovo né nel maggio 2024 né nel 2025, mentre diversi Paesi membri del Consiglio d’Europa mostrano chiaramente performance inferiori rispetto al Kosovo in termini di stato di diritto, libertà di stampa e diritti umani. Alcuni esempi vengono riportati all’interno di report internazionali. Nel “Global Safety Report” pubblicato da Gallup nel 2025, per esempio, il Kosovo viene definito come il Paese con standard migliori in Europa per quanto riguarda l’indice di legalità e ordine, mentre il “Freedom Rights Report”, che valuta l’accesso dei cittadini e delle cittadine ai diritti politici e alle libertà civili in 208 Paesi e territori, classifica il Kosovo al di sopra di alcuni Stati, che sono membri del Consiglio d’Europa; lo stesso vale per l’Human Rights Index.

Principali conseguenze della mancata adesione per i e le giovani del Kosovo

Il ritardo nel processo di adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa ha numerose conseguenze per i e le giovani del Paese. Una delle principali conseguenze riguarda l’accesso limitato dei e delle giovani kosovari/e alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), il che significa che, attualmente, non possono presentare ricorsi alla CEDU in caso di violazioni dei propri diritti. Di conseguenza, nei casi peggiori, se i e le giovani fossero vittime di violazioni della libertà di espressione, dei diritti delle minoranze o del diritto all’istruzione, non avrebbero alcun rimedio sovranazionale a cui ricorrere. Violazioni che, in altri Paesi europei membri del Consiglio d’Europa, verrebbero affrontate a livello internazionale, in Kosovo rimarrebbero irrisolte a livello domestico, indebolendo la tutela dei diritti e la responsabilità delle istituzioni. Pertanto, l’adesione del Kosovo è fondamentale per la protezione dei diritti dei e delle giovani e per garantire loro voce, nei casi in cui questa possa essere compromessa.

I programmi del Consiglio d’Europa, come i Centri Europei per la Gioventù, la Fondazione Europea per la Gioventù e i progetti di educazione non formale, sono strettamente legati alla condizione di membro; di conseguenza, i e le giovani dei Paesi non membri hanno accesso limitato o partecipazione condizionata. I e le giovani kosovari/e possono talvolta partecipare come osservatori/osservatrici, ma non come delegati/e ufficiali, il che significa che, nella maggior parte dei casi, non hanno diritto di voto. Nei casi dei Campi Giovani e dei Corsi di Formazione, che sono aperti ai e alle giovani dei Paesi membri del Consiglio d’Europa, i e le giovani kosovari/e possono partecipare principalmente tramite partnership con ONG, ma non attraverso delegazioni ufficiali. Inoltre, i e le giovani del Kosovo sono esclusi/e dalla partecipazione all’accesso a diversi finanziamenti ed iniziative giovanili offerti dal Consiglio d’Europa in collaborazione con l’Unione Europea. Tutto ciò limita, quindi, la loro inclusione all’interno delle reti di scambio ed apprendimento tra pari, a livello europeo.

Conclusione

In conclusione, la mancata adesione del Kosovo al Consiglio d’Europa, nonostante il rispetto di tutti i criteri richiesti, limita significativamente la partecipazione formale dei suoi e delle sue giovani all’interno delle strutture di governance europea. Senza rappresentanza nel Dipartimento per la Gioventù, nel Consiglio Consultivo sulla Gioventù e negli altri organismi decisionali correlati, i/le giovani kosovari/e sono esclusi/e dalla possibilità di influenzare politiche che riguardano i/le giovani in tutta Europa. Pur esistendo una partecipazione limitata attraverso ONG o lo status di osservatori/osservatrici, questa non garantisce pari influenza né tantomeno accesso a finanziamenti e reti istituzionali. Di conseguenza, i/le giovani del Kosovo rimangono parzialmente disconnessi/e dallo sviluppo della politica giovanile europea, il che può influire sul loro impegno civico a lungo termine e sul processo di integrazione europea.

Pertanto, questo articolo si pone come obiettivo quello di invitare i ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa a prendere una decisione positiva riguardo all’adesione del Kosovo, evitando di rimandare di anno in anno questa presa di posizione, considerando proprio che tali ritardi hanno un impatto diretto sulla vita dei e delle giovani del Paese, che ricordiamo avere la popolazione giovanile più numerosa d’Europa.


Bibliografia

Council of Europe. (1949). Statute of the Council of Europe (European Treaty Series No. 1). https://rm.coe.int/1680306052

Council of Europe. (2023). The Council of Europe at a glance. https://www.coe.int/en/web/portal/the-council-of-europe-at-a-glance

Council of Europe. (n.d.). Youth policy. https://www.coe.int/en/web/youth/youth-policy

Council of Europe Parliamentary Assembly, Bureau. (2023). Application for membership set out in the letter of 12 May 2022 addressed to the Secretary General of the Council of Europe (AS/Bur (2023) 64). https://rm.coe.int/application-for-membership-set-out-in-the-letter-of-12-may-2022-addres/1680ad7750

Council of Europe Parliamentary Assembly. (2024). Application by Kosovo for membership of the Council of Europe (Doc. 15958). https://rm.coe.int/application-by-kosovo-for-membership-of-the-council-of-europe-/1680af1575

Parliamentary Assembly of the Council of Europe. (2024). Vote 39707: Opinion on the application of Kosovo for membership of the Council of Europe. https://pace.coe.int/en/votes/39707

Parole chiave

giovani Consiglio d'Europa diritti umani Kosovo