La Maratona Internazionale Sfratti Zero: piattaforma comune per il diritto all’abitare
Sommario
- Oltre i numeri: gli sfratti come drammi umani che violano i diritti ratificati dagli Stati
- Una crisi abitativa globale e sistemica
- Le Giornate Mondiali Sfratti Zero: una risposta collettiva
- La Maratona Internazionale Sfratti Zero: un megafono globale
- I temi affrontati dalla ZEM
- Il contributo del Relatore ONU e il ruolo delle istituzioni
- Una piattaforma collaborativa che guarda al futuro
- Continuità e impegno comune
La Maratona Internazionale Sfratti Zero (ZEM) rappresenta oggi una novità consolidata nel panorama globale delle iniziative per il diritto all’abitare. Nata dalla collaborazione tra l’International Alliance of Inhabitants (IAI) e il Centro Diritti Umani dell’Università di Padova, la ZEM si è affermata come piattaforma collaborativa stabile, capace di connettere lotte locali, impegno accademico e riflessioni globali. L’impegno degli interpreti volontari IAI sono strumento efficace che ha consentito a comunità, attivisti, accademici e difensori dei diritti umani di ogni continente di esprimersi, dialogare e costruire proposte comuni. La partecipazione del Relatore ONU sul diritto alla casa ne ha rafforzato la legittimità e l’efficacia, anche come risposta della società civile agli attacchi alle Nazioni Unite. La seconda edizione del 2025 ha confermato la maturità di questo percorso e l’impegno condiviso a proseguirlo negli anni futuri.
Oltre i numeri: gli sfratti come drammi umani che violano i diritti ratificati dagli Stati
La crisi degli sfratti non è fatta solo di statistiche, ma di vite spezzate, insicurezza e perdita di dignità. Con l’arrivo dell’inverno, il bisogno di una casa sicura diventa vitale, eppure, nella quasi totalità dei paesi, gli sfratti non vengono sospesi. Le notifiche sulle porte delle abitazioni rendono visibile una violenza, spesso silenziosa, che colpisce famiglie, anziani, bambini, persone già vulnerabili.
Questi sfratti forzosi, avvengono in tutto il mondo, con modalità sempre più rapide e traumatiche, spesso in assenza di soluzioni rispettose dei diritti umani protetti dai trattati internazionali ratificati dagli Stati, cioè senza politiche di prevenzione o di fornitura di abitazione alternativa adeguata nel caso in cui fossero inevitabili. Sgomberi sempre più frequenti e violenti nel Sud globale, ma anche nei paesi del Nord Globale. Anche in Italia, episodi recenti di individui che hanno posto fine alle proprie vite o che hanno addirittura ucciso agenti delle forze dell’ordine inviati per eseguire una procedura di sfratto, mentre distruggevano le loro proprie abitazioni.
La mancanza di politiche pubbliche adeguate genera disperazione e tragedie che avrebbero potuto essere prevenute attraverso il sostegno delle istituzioni pubbliche e delle organizzazioni sociali e l’attivazione di reti di solidarietà. Lo sfratto, come emerge chiaramente dalle testimonianze raccolte dalla ZEM, non è un fallimento individuale, ma il prodotto di ingiustizie strutturali radicate nella violazione della normativa da parte degli Stati che dovrebbero rispettarla.
Una crisi abitativa globale e sistemica
Il fenomeno degli sfratti si inserisce in una crisi abitativa globale di proporzioni drammatiche. Oltre 1,6 miliardi di persone nel mondo, in tutti continenti, vivono senza una casa adeguata, mentre a fine 2024 più di 123 milioni risultano sfollate a causa di guerre, conflitti, disastri ambientali e crisi climatiche. A queste cause si sommano processi strutturali di estrazione della rendita dai territori: urbanizzazione caotica, finanziarizzazione del mercato immobiliare, politiche pubbliche inefficaci, crisi dei mutui, grandi opere e mega-eventi, gentrificazione, turistificazione e trasformazione delle città in spazi di consumo.
Un ruolo crescente è svolto dall’uso dell’Intelligenza Artificiale nei mercati immobiliari e nelle scelte urbanistiche, che sta amplificando discriminazioni, precarietà e insicurezza abitativa.
Gli sfratti forzati e l’aumento dei senzatetto appaiono così come conseguenze dirette di modelli di sviluppo che ignorano il diritto alla casa, dimostrando l’incapacità o la mancanza di volontà di molti Stati di rispettare i propri obblighi internazionali.
Le Giornate Mondiali Sfratti Zero: una risposta collettiva
Di fronte a questo scenario, le Giornate Mondiali Sfratti Zero rappresentano un momento di mobilitazione globale e di presa di coscienza collettiva. Inserite nell’“ottobre urbano” che si apre con la Giornata Mondiale dell’Habitat delle Nazioni Unite, danno visibilità a iniziative locali e internazionali che mettono al centro il diritto all’abitare.
Dal 2003, l’IAI coordina queste giornate nel quadro della Campagna globale Sfratti Zero rafforzando il collegamento tra movimenti sociali, sindacati inquilini, ONG, autorità locali progressiste, università e ricercatori. L’obiettivo comune è la difesa del diritto a un’abitazione sicura e dignitosa, come sancito dal Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), e il sostegno alle persone minacciate o colpite dagli sfratti.
Nel 2025, centinaia di iniziative hanno avuto luogo in tutti i continenti: dal quinto anniversario della Campagna Zero Sfratti in Brasile alle mobilitazioni in Perù, Repubblica Dominicana e Argentina, Nepal, India solo per citarne alcune.
In Italia, associazioni e i sindacati, inclusa Unione Inquilini, hanno organizzato almeno venti iniziative, tra cui la conferenza “Roma Chiama Europa” (Roma, 27 ottobre 2025) per l’auto recupero degli alloggi vuoti e un piano di edilizia pubblica con la partecipazione di Balakrishnan Rajagopal, Relatore Speciale ONU sul diritto alla casa, e manifestazioni in diverse città per il diritto ad abitare di studenti e residenti.
Le Giornate hanno dimostrato di essere uno strumento potente: aiutano le persone colpite da sfratti a accorgersi di non essere sole, a riconoscere l’ingiustizia subita e a costruire percorsi di resistenza e cambiamento. In questo contesto si colloca anche il Tribunale Internazionale sugli Sfratti (ITE), arrivato alla sua 11a edizione, che dà voce alle vittime e richiama alle proprie responsabilità chi viola i diritti umani.
La Maratona Internazionale Sfratti Zero: un megafono globale
Nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero, la Maratona Internazionale Sfratti Zero (ZEM) si è affermata come strumento innovativo e inclusivo. Giunta nel 2025 alla sua seconda edizione, la ZEM è stata realizzata presso l’Università di Padova grazie alla collaborazione tra IAI e il Master in Diritti Umani e Governance Multilivello del Centro Diritti Umani.
Una collaborazione che si è consolidata nel corso degli anni con la realizzazione di seminari con la partecipazione dei testimoni delle violazioni del diritto alla casa nei diversi continenti, la formazione sull’utilizzo degli strumenti internazionali per la protezione dei diritti, in particolare del protocollo opzionale al PIDESC, la trattazione di casi concreti.
In dieci ore di presentazioni e collegamenti online e in presenza, la Maratona ha riunito 53 organizzazioni da tutti i continenti, dalle Filippine all’America Latina e al Nord America, dall’Europa all’Africa e al Medio Oriente.
Questo spazio ha permesso a comunità colpite, attivisti, accademici ed esperti di diritti umani di condividere testimonianze dirette, analisi e proposte.
Il contributo degli interpreti volontari IAI, è stato un elemento decisivo che ha favorito la presa di parola di tutti i partecipanti, nelle loro lingue, e capiti nella lingua degli ascoltatori-trice, superando barriere linguistiche e rafforzando l’uguaglianza tra di loro.
La ZEM non è stata solo un evento, ma un vero e proprio processo di ascolto reciproco e di costruzione collettiva.
I temi affrontati dalla ZEM
La Maratona ha affrontato un’ampia gamma di temi centrali per il diritto all’abitare. Tra questi:
- le cause strutturali degli sfratti, analizzate da giuristi, sociologi, economisti ed esperti di studi urbani;
- i diritti degli inquilini e gli strumenti legali per contrastare gli sfratti forzosi;
- le buone pratiche e le strategie di resistenza messe in campo da organizzazioni e comunità;
- la progettazione urbana e lo sviluppo sostenibile, in relazione alla disponibilità di alloggi accessibili;
- l’impatto della gentrificazione e della turistificazione sulla residenzialità nelle città;
- l’uso dell’Intelligenza Artificiale nei mercati immobiliari e i rischi di nuove discriminazioni;
- la mappatura satellitare dei quartieri a rischio sfratto eseguita dall’Osservatorio della permanenza, come strumento di prevenzione e advocacy;
- il coinvolgimento dei giovani e delle università, colpiti da contratti precari e costi abitativi insostenibili;
- il legame tra crisi abitativa, crisi climatica e degrado ambientale.
Questi temi sono stati affrontati in modo interconnesso, evidenziando la natura sistemica della crisi e la necessità di risposte integrate.
Il contributo del Relatore ONU e il ruolo delle istituzioni
Un momento centrale della ZEM è stato l’intervento del Prof. Balakrishnan Rajagopal, Relatore Speciale ONU sul diritto alla casa. Partendo dalla condanna delle guerre e della distruzione delle abitazioni, in particolare il “domicidio” di Gaza incluso nel genocidio dei Palestinesi da parte di Israele, egli ha richiamato gli Stati al rispetto degli obblighi derivanti dal PIDESC, sottolineando la necessità di politiche coerenti e inclusive.
Portando esempi virtuosi come Barcellona, Vienna e Singapore, il Relatore ONU ha esortato le istituzioni a prevenire gli sfratti in assenza di soluzioni abitative adeguate, a promuovere l’edilizia residenziale pubblica, a regolamentare gli affitti e a garantire finanziamenti sufficienti. Ha inoltre denunciato come le normative che accelerano gli sfratti o criminalizzano gli attivisti costituiscano violazioni dei diritti umani.
In precedenza, lo stesso Relatore ha partecipato a visite all’ex residence Bastogi e al Quarticciolo, quartieri popolari di Roma sotto sfratto, a un convegno sul diritto alla casa all’Università Roma 3, al simposio co-organizzato dall’Associazione Giuristi Democratici dell’Università di Padova sul ruolo del sistema giudiziario in una prospettiva multilivello, all’incontro con gli attivisti dello Sportello sociale di via Bajardi di Padova, a una discussione con ricercatori e dottorandi del PhD Programme in Human Rights, Society and Multi-Level Governance dell'Università di Padova, alla Lectio Magistralis sulle sfide attuali del diritto alla casa.
La sua partecipazione ha rafforzato la legittimità e l’efficacia della ZEM, da considerare anche come una risposta della società civile agli attacchi subiti dalle Nazioni Unite, specie dai paesi che violano i trattati internazionali sui diritti umani.
Una piattaforma collaborativa che guarda al futuro
La ZEM si distingue come piattaforma collaborativa stabile, fondata su un rapporto paritario tra IAI, organizzazioni sociali e Centro Diritti Umani dell’Università di Padova. Il prof. Paolo De Stefani, Cesare Ottolini, coordinatore globale IAI, e Soha Ben Slama, coordinatrice del tribunale internazionale degli sfratti, hanno animato un gruppo operativo capace di creare uno spazio di apprendimento condiviso, rafforzando le iniziative locali e incidendo sul dibattito pubblico.
Il legame tra dimensione globale e politiche locali, reso visibile dalla ZEM, rappresenta una risposta concreta alle sfide del diritto alla casa. Pianificazione, sensibilizzazione, alleanze e monitoraggio emergono come assi strategici per aumentare l’impatto dell’iniziativa.
Continuità e impegno comune
Alla luce della valutazione positiva di questa edizione, il Centro dei Diritti Umani e l’IAI hanno deciso di proseguire l’impegno comune, annunciando la terza edizione della ZEM nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero dell’ottobre 2026. I partecipanti sono già chiamati a contribuire attivamente, a partire dalla valutazione condivisa dell’esperienza, per rendere la ZEM ancora più inclusiva ed efficace.
La Maratona Internazionale Sfratti Zero si conferma così non solo come evento, ma come processo collettivo e continuativo, capace di rafforzare le lotte per il diritto all’abitare e di costruire, passo dopo passo, alternative giuste e sostenibili alla crisi abitativa globale.