L’importanza della figura del/della Caregiver
La figura del/della caregiver è sempre più fondamentale all’interno delle nostre società, a causa di profondi cambiamenti sociali e demografici. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle condizioni di disabilità cronica e la progressiva riduzione delle risorse del welfare tradizionale rendono sempre più evidente come il lavoro di cura rappresenti una componente essenziale, seppur spesso invisibile, della sostenibilità sociale. In questo senso, il caregiving non può essere considerato esclusivamente una questione privata o familiare, ma deve essere riconosciuto come un elemento strutturale che contribuisce al funzionamento complessivo della società. Una società che non tutela chi si prende cura rischia, infatti, di costruire modelli di assistenza fragili e non sostenibili nel lungo periodo.
Ma andiamo a vedere chi è questa figura. Il/La caregiver è quella figura che ha il ruolo di sostenere la persona con disabilità garantendogli/le il suo diritto ad una Vita Indipendente. All’interno dell’articolo 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, viene, infatti, trattato l’argomento della Vita Indipendente e degli accomodamenti ragionevoli. L’accomodamento ragionevole può essere fisico o umano, ossia può essere costituito, per esempio, da una rampa oppure da un assistente sul lavoro che supporti la persona con disabilità nelle sue mansioni lavorative.
La figura del/della caregiver, quindi, rientra all’interno della questione dell’accomodamento ragionevole per la persona con disabilità. A seguito della rivoluzione portata dalla Convenzione Onu (2006), è, infatti, la persona con disabilità a scegliere come e con chi vivere, e, in linea con questo, spesso anche il caregiver viene scelto dalla persona con disabilità.
Il caregiver può essere un familiare oppure una persona esterna alla famiglia che supporta la persona con disabilità nei suoi movimenti e bisogni personali.
Le statistiche ci dicono, infatti, che la figura del/della caregiver in Italia è sempre più in aumento, la giornalista Sara de Carli, su un articolo di Superando, spiega, infatti, che “in Italia i/le caregiver familiari sono più di 7 milioni, per il 60% donne. In prospettiva aumenteranno.” Inoltre, nel suo articolo, la giornalista sottolinea che tutte le persone nell’arco della propria vita potrebbero sperimentare la funzione di caregiver1. Nonostante questo, purtroppo le persone che si trovano a svolgere il lavoro di caregiver, spesso non sono riconosciute e i loro bisogni non vengono adeguatamente ascoltati e questo può essere un problema. Può capitare, infatti, che i/le caregiver provino sentimenti quali “solitudine, disorientamento, stanchezza, impotenza”, come scrive Sara de Carli e che questi sentimenti non vengano accolti o adeguatamente ascoltati.
Proprio per questa ragione, in Italia il dibattito sui caregiver è piuttosto recente e risulta essere ancora aperto. A questo aspetto, ha contribuito anche l’autrice Cinzia Tocci con il suo libro “Caregiver, donatori di attenzioni”, nel quale tratta della propria esperienza come caregiver di sua madre. L’autrice pone attenzione sul ruolo da lei ricoperto, che è sicuramente importante per acquisire nuove competenze che è necessario che vengano riconosciute. Come scrive l’autrice: “le abilità che un caregiver sviluppa, infatti (resilienza, capacità organizzative, gestione delle emergenze, empatia) diventano risorse preziose anche nei contesti professionali e sociali.” L’incarico di caregiver, in questo senso, può apportare un arricchimento alla società nella sua totalità, perché può portare a maturare percorsi di cura e sostegno nuovi che pongano, finalmente, al centro la persona con disabilità2.
Quello che purtroppo succede è, infatti, che, così come le persone con disabilità, anche le persone che se ne prendono cura, come i/le caregiver, vengono spesso marginalizzate. Per questa ragione, è importante che la narrazione su queste figure cambi, ossia che non rimanga tra le mura domestiche ma che venga, invece, riconosciuta a livello normativo e quindi nazionale3.
Attualmente, in Italia, è presente la legge 205/17 che ha introdotto la definizione della figura di caregiver, ma essa non presenta purtroppo tutele e sostegno ai/alle caregiver del nostro Paese4. Inoltre, solo 13 regioni italiane hanno riconosciuto legalmente questa figura5, perciò risulta chiaro che bisogna ancora fare molto lavoro per soddisfare i bisogni dei/delle caregiver, tra i quali è importante annoverare le “misure concrete di conciliazione vita-lavoro, supporto psicologico, informazione, formazione specifica, riconoscimento delle competenze e interventi economici tra cui contributi pensionistici, detrazioni spese, sostegni domiciliari, percorsi condivisi in cui il caregiver è uno dei soggetti che, a pieno titolo, discute insieme agli altri professionisti in merito alla costruzione del progetto di vita della persona assistita”, come viene chiarito nell’articolo di Superando Caregiver familiari e sibling figure ancora invisibili che richiedono un pieno riconoscimento.
In aggiunta a questo, quest’anno è stato approvato da parte del Consiglio dei Ministri il ddl caregiver familiari a cui ha lavorato la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. Già da prima della sua approvazione, questo disegno ha fatto discutere molto le associazioni di categoria e le persone coinvolte, lasciamo a questo link l’approfondimento del presidente FISH, Vincenzo Falabella.
Un’altra questione che interessa da vicino le persone con disabilità e i/le caregiver è il bisogno di un supporto psicologico che li accompagni nelle difficoltà incontrate quotidianamente.
Il ruolo di caregiver non deve essere dato per scontato, come non lo deve essere la stessa salute mentale di chi sceglie o si trova a svolgere questo ruolo. Le conseguenze che vive la figura del/della caregiver sono molteplici: vi è l’isolamento sociale, difficoltà lavorative e disturbi psicologici6.
Anna Maria Gloria riflette, infatti, sulla necessità di supporto psicologico dei/delle caregiver e delle persone con disabilità. Le difficoltà riscontrate nell’accedere a questo servizio non sono poche, la terapia online sembra essere un buon compromesso anche se rimane il problema economico che non può essere ignorato7.
Per concludere, quindi, risulta chiaro che la funzione di caregiver non è facile ma è molto arricchente e fondamentale, per questa ragione, è importante ricevere riconoscimento, tutele e formazione adeguata al fine che questa professione sia sempre più utile come supporto alla Vita Indipendente delle persone con disabilità.
1 “È un destino che ci attende tutti: prenderci cura dei nostri padri e delle nostre madri quando “diventeranno piccoli” https://superando.it/2025/04/15/la-solitudine-dei-caregiver
2 Il caregiving, dunque, può essere considerato un percorso, secondo Tocci, che, pur lasciando cicatrici, arricchisce chi lo vive e può diventare patrimonio collettivo. https://superando.it/2025/10/10/caregiver-donatori-di-attenzioni-una-bussola-di-sopravvivenza-emotiva/
3 Ed è proprio qui che la narrazione diventa anche impegno civile: la cura non può restare confinata nelle mura domestiche. Ha bisogno di essere sostenuta come diritto e valorizzata come competenza, perché chi si prende cura non resti invisibile. https://superando.it/2025/10/10/caregiver-donatori-di-attenzioni-una-bussola-di-sopravvivenza-emotiva/
4 “La Legge 205/17 ha rappresentato un primo passo verso una definizione giuridica della figura, ma al momento non esiste nulla in termini di tutele, sostegni e misure strutturali che possano garantire ruolo e diritti dei caregiver.” https://superando.it/2025/07/24/caregiver-familiari-e-sibling-figure-ancora-invisibili-che-richiedono-un-pieno-e-pronto-riconoscimento/
5 “A ciò si aggiunga la frammentazione normativa nel nostro Paese, ciò che aggrava la situazione: attualmente, infatti, solo 13 Regioni hanno regolamentato questa figura, con l’Emilia Romagna a fare da apripista con una legge varata nel 2025.” https://superando.it/2025/07/24/caregiver-familiari-e-sibling-figure-ancora-invisibili-che-richiedono-un-pieno-e-pronto-riconoscimento/
6 “Inoltre, le conseguenze per chi si prende cura sono pesanti: disturbi psicologici, isolamento sociale, difficoltà lavorative, peggioramento delle condizioni economiche familiari e tendenza a trascurare la propria salute, concentrando ogni energia sulla persona da accudire spesso in totale solitudine.”
https://superando.it/2025/07/24/caregiver-familiari-e-sibling-figure-ancora-invisibili-che-richiedono-un-pieno-e-pronto-riconoscimento
7 “I caregiver e le persone con disabilità avrebbero molto bisogno di intraprendere percorsi di terapia psicologica. Però ci sono degli impedimenti di varia natura che restringono le possibilità di accesso a questi servizi. Oltre alla difficoltà economiche si riscontrano anche delle difficoltà logistiche che, secondo FISH e il servizio Serenis potrebbero essere ovviate dalle sedute online.”
https://superando.it/2025/10/24/persone-con-disabilita-e-caregiver-quel-bisogno-profondo-e-urgente-di-supporto-psicologico/