Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani: presentato un rapporto sui diritti umani e l’intelligenza artificiale
Il Rapporto dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sui Diritti Umani e Tecnologie Digitali Nuove ed Emergenti, pubblicato il 18 giugno 2026, presenta uno studio analitico esaustivo volto a chiarire gli obblighi degli Stati ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani lungo l'intero ciclo di vita dei sistemi di intelligenza artificiale. Basandosi sul precedente lavoro di mappatura dell'OHCHR e sul più ampio impegno del sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani in materia di tecnologie digitali, il rapporto pone la due diligence in materia di diritti umani come concetto fondante per costruire un ambiente digitale che promuova i diritti, sottolineando che gli obblighi degli Stati di rispettare, proteggere e realizzare i diritti umani nei contesti dell'IA hanno ricevuto un'attenzione comparativamente limitata e richiedono urgentemente chiarimenti.
Il rapporto riconosce che i sistemi di IA pongono sfide specifiche e gravi in materia di diritti umani: consentono la raccolta e l'elaborazione di dati su larga scala che generano danni collettivi, sistemici e cumulativi, come l'incorporazione e l'amplificazione della discriminazione strutturale, la trasformazione degli ambienti informativi, l'abilitazione della sorveglianza di massa con effetti dissuasivi sui diritti collettivi, l'intensificazione del monitoraggio sul luogo di lavoro e la normalizzazione del processo decisionale automatizzato nell'amministrazione pubblica, nelle forze dell'ordine e negli ambiti militari, in modi che amplificano i pregiudizi e rendono gli errori progressivamente più difficili da individuare e correggere.
Questi rischi interconnessi richiedono agli Stati di adattare la due diligence in un quadro sistemico, continuo e tecnicamente informato, capace di cogliere gli impatti indiretti e cumulativi provenienti da molteplici agenti di IA. Di conseguenza, l'OHCHR raccomanda che gli Stati:
- effettuino in modo sistematico e continuativo valutazioni dell'impatto sui diritti umani lungo l'intero ciclo di vita dell'IA, attraverso processi consultivi inclusivi;
- garantiscano che i processi di due diligence siano in grado di identificare danni sistemici, collettivi e cumulativi, con particolare attenzione alle comunità storicamente marginalizzate;
- applichino il principio di precauzione astenendosi dal dispiegamento o vietando l'utilizzo dell'IA in contesti ad alto rischio, come le forze dell'ordine, la gestione delle frontiere, l'amministrazione del welfare e le applicazioni militari, nei casi in cui i rischi non possano essere efficacemente mitigati;
- colmino le lacune di governance negli appalti pubblici e nei partenariati pubblico-privati, richiedendo valutazioni indipendenti dell'impatto sui diritti umani, trasparenza, monitoraggio continuativo e garanzie contrattuali di responsabilità;
- garantiscano la trasparenza e una partecipazione pubblica significativa nella governance dell'IA;
- dotino gli organi di vigilanza del mandato e delle risorse necessarie per monitorare le violazioni, assicurino il diritto di contestare le decisioni assistite dall'IA e rimuovano gli ostacoli giuridici, come il ricorso eccessivo ai segreti commerciali, che ostacolano l'accesso alla giustizia;
- investano in capacità istituzionali e tecniche per valutazioni del rischio indipendenti e multidisciplinari che coinvolgano le parti interessate;
- rafforzino la cooperazione internazionale per affrontare i rischi transfrontalieri e prevenire lacune normative;
- applichino un insieme equilibrato di misure regolamentari e incentivi politici in linea con i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani, al fine di garantire la responsabilità delle imprese;
- e si avvalgano dei servizi di consulenza dell'OHCHR sui diritti umani nello spazio digitale per sviluppare leggi e politiche efficaci.