Consiglio d’Europa: un nuovo rapporto del Segretario Generale condanna il continuo deterioramento della situazione dei diritti umani nei territori dell’Ucraina temporaneamente occupati

Ucraina Edificio blu e giallo
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Il 9 settembre 2026, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha presentato il nuovo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nei territori dell’Ucraina temporaneamente occupati dalla Federazione Russa. Il rapporto esamina il periodo compreso tra aprile 2025 e marzo 2026 ed è stato presentato al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Secondo il rapporto, nei territori temporaneamente occupati continuano a risiedere circa 3,5 milioni di cittadini ucraini. Il Consiglio d’Europa rileva che l’occupazione si è ulteriormente consolidata attraverso l’introduzione di nuove leggi e politiche russe volte a rafforzare il controllo sui territori occupati e a separarli dal resto dell’Ucraina, in violazione degli obblighi internazionali applicabili alla potenza occupante.

Particolare attenzione è dedicata alle conseguenze dell’estensione forzata della cittadinanza russa e alle questioni relative alla documentazione. Il rapporto analizza inoltre la situazione della popolazione ucraina, delle popolazioni indigene e delle minoranze nazionali, nonché la tutela del patrimonio culturale. Sono esaminati anche il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione, l’accesso all’istruzione – compresa quella nella lingua madre – la libertà di espressione e di movimento e il diritto di proprietà.

Il rapporto dedica inoltre particolare attenzione ai bambini trasferiti con la forza o deportati illegalmente, così come alle questioni relative all’accertamento delle responsabilità e alla giustizia di transizione. Secondo il Consiglio d’Europa, le politiche adottate durante il periodo esaminato evidenziano una strategia sistematica che non riguarda esclusivamente il controllo territoriale, ma anche il tentativo di esercitare un controllo sulla popolazione attraverso forme di violenza strutturale, l’erosione dell’identità nazionale e gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Il rapporto sottolinea inoltre che il deterioramento della situazione dei diritti umani è proseguito nel contesto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Le violazioni documentate vengono descritte come gravi, sistemiche e di ampia portata, con conseguenze profonde per le persone e le comunità coinvolte. Allo stesso tempo, l’assenza di accesso fisico ai territori temporaneamente occupati e la mancata collaborazione delle autorità russe ostacolano il monitoraggio indipendente, la verifica delle informazioni e il contatto diretto con le vittime, compresi i minori.

In questo contesto, il Consiglio d’Europa ribadisce la necessità di continuare a monitorare la situazione dei diritti umani nei territori temporaneamente occupati, di sostenere le autorità ucraine nello sviluppo di adeguati strumenti giuridici e istituzionali e di rafforzare i meccanismi di responsabilità. Il rapporto evidenzia inoltre che qualsiasi futuro processo di pace dovrà affrontare questioni fondamentali quali il rilascio dei detenuti civili e dei prigionieri di guerra, il ritorno dei bambini ucraini trasferiti o deportati e l’accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse durante la guerra.

La situazione descritta dal Consiglio d’Europa conferma che la tutela dei diritti umani, della dignità e dell’identità delle persone debba rimanere un elemento centrale di qualsiasi prospettiva di pace giusta e duratura in Ucraina.

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