obiezione di coscienza

EBCO pubblica il Rapporto Annuale 2025 sull'obiezione di coscienza al servizio militare in Europa

European Bureau for Conscientious Objection (EBCO)

Ogni anno l'Ufficio Europeo per l'Obiezione di Coscienza (EBCO) redige il proprio Rapporto Annuale sull'Obiezione di Coscienza al Servizio Militare in Europa, raccogliendo contributi da governi, istituzioni nazionali per i diritti umani, ONG e gruppi di solidarietà, per poi presentarlo, insieme a raccomandazioni mirate, al Parlamento Europeo, all'Assemblea Parlamentare e al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, e a varie autorità statali.

Il rapporto per il 2025 è stato pubblicato a maggio 2026, in un contesto caratterizzato da una militarizzazione accelerata, dall'aumento dei budget per la difesa e da conflitti armati in corso, che restringono progressivamente lo spazio per i diritti fondamentali, incluso il diritto all'obiezione di coscienza. Il rapporto documenta carenze strutturali e condizioni in deterioramento per gli obiettori di coscienza, i renitenti alla leva e i disertori in tutta Europa, evidenziando pratiche di criminalizzazione, molestie amministrative e stigmatizzazione sociale. I rinnovati dibattiti sulla coscrizione in diversi Paesi, la nomina di un nuovo Inviato Speciale dell'UE per la libertà di religione o credo, e l'attivo coinvolgimento di EBCO nel Forum Europeo della Gioventù sottolineano ulteriormente l'urgenza di proteggere e promuovere l'obiezione di coscienza come diritto universale e indivisibile.

In questo contesto, EBCO ribadisce le proprie raccomandazioni generali a tutti gli Stati europei:

  • Abolire il servizio militare obbligatorio o, in alternativa, offrire un autentico servizio alternativo civile che sia non punitivo, non discriminatorio e indipendente dal sistema militare.
  • Riconoscere giuridicamente il diritto all'obiezione di coscienza in tutte le circostanze, proteggendo i diritti civili, economici e politici degli obiettori e consentendo ai militari in servizio di essere congedati senza penalità.
  • Proteggere gli obiettori di coscienza dalla discriminazione, riconoscendo il loro diritto come parte della libertà di religione e credo, e garantendo che non siano presunti colpevoli di alcun reato.
  • Cessare immediatamente il reclutamento e l'addestramento militare di minori di 18 anni.
  • Concedere asilo a coloro che fuggono da Paesi privi di adeguate disposizioni per gli obiettori di coscienza, in particolare laddove rischino di essere costretti a partecipare a conflitti armati.
  • Ridurre la spesa militare e aumentare gli investimenti sociali, consentendo agli obiettori di destinare le proprie tasse a finalità non militari.
  • Introdurre l'educazione alla pace a tutti i livelli del sistema scolastico, prevenendo qualsiasi forma di militarizzazione dei curricula.
  • Includere gli obiettori di coscienza nella pianificazione delle emergenze, garantendo che non siano mai costretti a portare o usare armi in nessuna circostanza.

Come dichiara Daniele Taurino, presidente dell’EBCO: il rapporto costituisce uno strumento importante per l'advocacy e la documentazione, che sottolinea come 'il rifiuto di partecipare alla guerra non sia solo un diritto tutelato, ma una condizione necessaria per costruire una pace giusta e duratura'."

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Parole chiave

obiezione di coscienza nonviolenza cultura di pace

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