obiezione di coscienza

Consiglio comunale di Bologna: approvato un ordine del giorno sull’obiezione di coscienza

La bandiera della Pace alla testa del corteo

Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno sull'obiezione di coscienza, presentato dalla consigliera Di Pietro e da altri consiglieri nel corso della seduta della VI Commissione consiliare del 24 giugno 2026.

L’ordine del giorno, approvato con 24 voti favorevoli su 33, invita il Sindaco e la Giunta a valutare l’opportunità di avviare un percorso cittadino per far conoscere ai giovani e alla società civile interessata il diritto all’obiezione di coscienza e le modalità per esercitarlo. Il testo invita anche a dedicare risorse alla sensibilizzazione sul tema, garantendole adeguato rilievo mediatico, e a valutare la possibilità di coinvolgere i Comuni della Città Metropolitana e raccordarsi con la Regione Emilia-Romagna per avviare progetti analoghi in tutti i Comuni del territorio.

Questo atto rappresenta la concretizzazione, a livello locale, di un impegno per la diffusione di una cultura di pace, dialogo, cooperazione e solidarietà, in linea con le collaborazioni già avviate dal Comune di Bologna con realtà come Portico della Pace, Pax Christi e altre associazioni e gruppi che da tempo promuovono una maggiore conoscenza del diritto all'obiezione di coscienza. Questo provvedimento si inserisce in un percorso che il Comune di Bologna ha già intrapreso, anche attraverso l'assegnazione, per volontà del Sindaco e a seguito del confronto con la società civile attiva in questo ambito, di deleghe specifiche alla Pace e alla Nonviolenza in Giunta, oltre alla nomina di una Delegata ai Diritti Umani e al Dialogo Interreligioso.

Va ricordato che, sebbene la leva obbligatoria sia sospesa in Italia dal 1° gennaio 2005, i Comuni continuano a trasmettere ogni anno al Ministero della Difesa gli elenchi dei diciassettenni, potenzialmente richiamabili in caso di un eventuale ripristino del servizio. In tale scenario, resterebbe comunque praticabile l'alternativa della difesa non armata offerta dal Servizio Civile Universale. L'obiezione di coscienza è infatti un diritto costituzionalmente tutelato: la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 164/1985, ha stabilito che la libertà di coscienza ha pari dignità rispetto al dovere di difesa, il quale può essere assolto anche in forma non armata e non violenta. 

Non si tratta di un'iniziativa isolata: anche altre amministrazioni si sono mosse nella stessa direzione. Il Sindaco di Capaci, ad esempio, ha avviato una raccolta anticipata delle dichiarazioni di obiezione di coscienza, in previsione di un'eventuale reintroduzione della leva militare. 

In un contesto internazionale segnato da conflitti, violazioni dei diritti umani e crescita della spesa militare, iniziative come questa, che scelgono la pace invece della guerra, assumono un valore ancora più significativo. 

Parole chiave

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