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Lo spazio civico sotto pressione: il rapporto FRA 2026

A settembre 2022 abbiamo organizzato una grande manifestazione in Piazza dei Signori a Verona (circa 400-500 persone presenti) per manifestare contro le violenze perpetuate dalle autorità della Repubblica Islamica dell'Iran nei confronti di manifestanti pacifici e in solidarietà con tutte le donne iraniane.

L'Agenzia dell'Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) ha pubblicato un aggiornamento sullo stato dello spazio civico nell'UE, delineando un quadro preoccupante per le organizzazioni della società civile (OSC) che operano in un contesto sempre più ostile. Secondo il rapporto "Civic Space Update: Enabling civil society to uphold EU values and strengthen democracy", le OSC si trovano ad affrontare sfide crescenti determinate da instabilità geopolitica, campagne di disinformazione e polarizzazione sociale. I dati parlano da soli: il 67% delle organizzazioni per i diritti umani segnala attacchi o minacce online, il 60% subisce una copertura mediatica negativa o campagne diffamatorie, il 39% ha subito tagli ai finanziamenti motivati politicamente e il 36% riferisce controlli amministrativi o audit eccessivi. Queste pressioni non sono fenomeni isolati: il 75% delle OSC attive nel campo dei diritti fondamentali ha dichiarato di aver incontrato ostacoli nello svolgimento delle proprie attività nel 2024, e un significativo 70% degli intervistati percepisce un peggioramento delle condizioni a livello europeo. Le organizzazioni che difendono i gruppi vulnerabili — tra cui richiedenti asilo, persone LGBTIQ+, Rom e minoranze religiose o etniche - sono tra le più colpite, registrando i tassi più elevati di minacce e aggressioni fisiche. Sebbene alcuni Stati membri dell'UE stiano adottando misure per sostenere meglio la società civile, strategie nazionali complete per la tutela di uno spazio civico aperto rimangono ancora l'eccezione, non la regola.

Per far fronte a questa situazione, la FRA raccomanda un insieme coordinato di azioni a livello sia europeo che nazionale, tra cui: il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e dei meccanismi di allerta precoce; lo sviluppo o l'aggiornamento di strategie nazionali per contrastare la disinformazione rivolta alle OSC; la tutela delle libertà di associazione, riunione ed espressione; la garanzia di una partecipazione significativa delle OSC ai processi decisionali e alle valutazioni sui diritti umani; il potenziamento delle misure di protezione, come il supporto d'emergenza, l'assistenza legale e la sicurezza informatica; e infine la garanzia di un accesso ampio e non discriminatorio ai finanziamenti, in linea con il diritto dell'UE e gli standard internazionali. A sostegno di questi sforzi, la FRA collaborerà con la Commissione europea, la società civile e le organizzazioni internazionali per istituire un hub informativo online che offra accesso a dati di monitoraggio, rapporti e risorse.

Il rapporto, che copre gli sviluppi fino a gennaio 2025 in tutti gli Stati membri dell'UE nonché in Albania, Macedonia del Nord e Serbia, trasmette un messaggio inequivocabile: senza approcci più coerenti e di lungo periodo, allineati alla Strategia dell'UE per la Società Civile, le fondamenta della democrazia rischiano di essere progressivamente erose.

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