Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani: un nuovo rapporto documenta la distruzione dei campi profughi palestinesi nel nord della Cisgiordania
Il 4 settembre 2026 è stato pubblicato un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani "Destruction of Palestinian refugee camps in northern West Bank", che denuncia che le forze di sicurezza israeliane hanno sfollato con la forza l'intera popolazione palestinese di tre campi rifugiati nella Cisgiordania occupata (Jenin, Nur Shams e Tulkarm) durante l'operazione militare denominata "Iron Wall", condotta tra gennaio e febbraio 2025, e continuano ancora oggi a impedirne il ritorno, in violazione del diritto internazionale. Questi tre campi fanno parte di un totale di 19 insediamenti istituiti in Cisgiordania per accogliere i rifugiati palestinesi in seguito all'espulsione forzata di massa avvenuta durante la Nakba del 1948, gestiti dall' Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e i Lavori (UNRWA).
Secondo il rapporto, le forze militari e di polizia israeliane hanno ucciso civili, distrutto centinaia di abitazioni, danneggiato strade e infrastrutture, interrotto le forniture di acqua ed elettricità, bloccato l'accesso umanitario e costretto gli abitanti ad abbandonare le proprie case porta a porta. Il 23 febbraio 2025, il Ministro della Difesa israeliano ha ordinato all'esercito di rimanere nei tre campi, dichiarando che i palestinesi sfollati non sarebbero stati autorizzati a tornare. A luglio 2025, secondo l'UNRWA, circa 33.362 rifugiati palestinesi restavano ancora forzatamente sfollati. Entro ottobre 2025, il 52% delle strutture nel campo di Jenin, il 48% a Nur Shams e il 36% a Tulkarm risultavano distrutte o danneggiate.
Il rapporto, basato su un monitoraggio e una documentazione indipendenti condotti dall'Ufficio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, sottolinea che lo sfollamento massiccio, prolungato e sistematico di oltre 33.000 palestinesi solleva serie preoccupazioni riguardo al crimine contro l'umanità di trasferimento forzato: l'uso di attacchi aerei, bulldozer blindati e detonazioni controllate per rendere interi campi inabitabili, senza necessità militare imperativa, non è consentito dal diritto internazionale e appare configurarsi come punizione collettiva, con timori concreti di pulizia etnica.
L'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, ha dichiarato che il modo in cui è stata condotta l'operazione "Iron Wall" suggerisce l'obiettivo di espellere quanti più palestinesi possibile per far spazio a nuovi insediamenti israeliani illegali, in ulteriore violazione del diritto internazionale, e ha richiamato Israele a porre fine alla sua occupazione di 59 anni dei territori palestinesi, conformemente alla conclusione della Corte Internazionale di Giustizia di oltre due anni fa.
Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni, tra cui l'appello al Governo israeliano a porre fine all'occupazione, cessare le uccisioni illegali, interrompere la distruzione dei campi rifugiati e l'espansione degli insediamenti, garantire indagini indipendenti sui crimini commessi e assicurare risarcimenti effettivi alle vittime, mentre viene chiesto anche al Governo della Palestina di garantire la conformità delle proprie forze di sicurezza agli standard internazionali sui diritti umani.