Arena per Tutti: quando la cultura diventa esperienza condivisa
Il progetto della Fondazione Arena di Verona dedicato all'accessibilità culturale arriva al quarto anno con numeri record e nuove proposte multisensoriali. “Superando”, testata di approfondimento sui temi della disabilità, si è interfacciata con Elena Di Giovanni, responsabile scientifica dell'iniziativa.
Quasi 1.200 iscritti/e prima ancora dell'inizio delle attività. È il numero che racconta meglio di ogni altra cosa il successo di Arena per Tutti, il progetto della Fondazione Arena di Verona rivolto alle persone con disabilità sensoriali ed intellettive, presentato lo scorso 11 luglio in una conferenza stampa che ha visto protagoniste istituzioni, imprese e professionalità diverse, unite da un obiettivo comune: rendere la cultura davvero accessibile a tutti e tutte.
Un progetto in continua crescita
Nato nel 2023 con circa 760 presenze, il progetto ha visto una crescita costante, arrivando quest'anno a numeri quasi doppi. «È una soddisfazione enorme», racconta Elena Di Giovanni, professoressa ordinaria di Lingua e Traduzione Inglese all'Università di Macerata e responsabile scientifica dell'iniziativa fin dal 2023. Esperta di fama nazionale ed internazionale in accessibilità ai media e allo spettacolo, Di Giovanni sottolinea come questo risultato sia frutto di una rete di collaborazioni sempre più ampia: «Il progetto cresce perché cresce il dialogo con il territorio e con le realtà che a livello nazionale e internazionale lavorano sull'accessibilità. Questo ci permette di sperimentare soluzioni nuove, usare tecnologie sempre più avanzate, senza perdere di vista l'obiettivo principale: offrire un'esperienza culturale autentica».
Le novità 2026: due nuovi percorsi multisensoriali
Dopo il successo dei laboratori dedicati al backstage e al canto lirico, l'edizione 2026 introduce due nuove esperienze pensate per avvicinare il pubblico al cuore dello spettacolo. Un percorso è dedicato all'orchestra, per scoprire da vicino strumenti, suoni e il lavoro dei musicisti; l'altro è incentrato sulla danza, per comprendere come nasce il movimento sul palcoscenico. «L'idea è sempre la stessa», spiega Di Giovanni, «permettere alle persone di entrare dentro l'opera, non soltanto di assistervi».
Un'accessibilità a 360 gradi
L'impegno di Arena per Tutti non si limita, quindi, ai laboratori, ma accompagna l'intera esperienza dello spettacolo: audiodescrizioni dal vivo, sottotitoli, trailer accessibili e libri di sala digitali disponibili in italiano, inglese e tedesco. A questo si aggiungono 2.600 posti riservati in platea alle persone con disabilità sensoriali e intellettive e ai loro accompagnatori, oltre agli spazi già garantiti per le persone con disabilità motoria. «Cerchiamo di costruire un'esperienza completa», afferma la professoressa, «in cui ogni persona possa scegliere gli strumenti più adatti per vivere lo spettacolo».