Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa: memorandum sulla povertà infantile in Italia
Il Memorandum sulla povertà infantile in Italia, pubblicato il 23 luglio 2026 dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, fornisce un’analisi della povertà infantile in Italia a seguito della sua visita ufficiale nel gennaio 2026. Il documento sottolinea che la povertà infantile rappresenta una sfida cruciale in materia di diritti umani che si perpetua di generazione in generazione, rilevando che oltre 1,28 milioni di minori in Italia (il 13,8% di tutti i bambini) vivono in condizioni di povertà assoluta. I minori e i giovani adulti continuano a essere colpiti in misura sproporzionata rispetto alle fasce d’età più avanzate. Inoltre, la povertà assoluta è fortemente concentrata nelle regioni meridionali, nelle periferie urbane, nelle famiglie monoparentali, nei nuclei familiari con tre o più figli e nelle famiglie di cittadini stranieri. Le crisi economiche consecutive e l’inflazione hanno eroso il potere d’acquisto, spingendo sempre più le famiglie lavoratrici in situazioni finanziarie precarie.
Pur riconoscendo che l’Italia ha preso atto del problema e che la spesa pubblica sociale è elevata, il Commissario osserva che la stragrande maggioranza della spesa sociale è destinata alle pensioni (15,9% del PIL, la più alta tra i paesi dell’OCSE), lasciando una quota inferiore al sostegno alle famiglie e ai servizi sociali (5,4%) rispetto a paesi europei simili. L’introduzione dell’«Assegno Unico e Universale» (AUU) nel 2021 viene evidenziata come un passo positivo verso la creazione di una rete di sicurezza universale per le famiglie con figli. Tuttavia, il passaggio dal «Reddito di Cittadinanza» all’«Assegno d’Inclusione» (ADI) ha introdotto criteri di ammissibilità più rigorosi, lasciando molte famiglie in condizioni di povertà senza sostegno al reddito. Inoltre, i servizi sociali devono far fronte a una grave carenza di assistenti sociali e psicologi, situazione ulteriormente aggravata dai tagli al bilancio dei principali fondi sociali.
Inoltre, il documento sottolinea la natura multidimensionale della povertà, prestando particolare attenzione alla povertà educativa come uno dei principali ostacoli strutturali. L’Italia deve affrontare sfide continue, tra cui l’accesso ineguale agli asili nido e ai servizi di assistenza alla prima infanzia, la disponibilità limitata di mense scolastiche e tassi persistenti di abbandono scolastico. Sebbene le recenti iniziative nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’UE, abbiano mirato a questi settori, permangono preoccupazioni riguardo alla sostenibilità a lungo termine della gestione di queste strutture una volta esauriti i finanziamenti europei. Inoltre, molti programmi educativi comunitari ed extracurricolari risentono di modelli di finanziamento frammentati.
Il memorandum richiama in particolare l’attenzione sui gruppi che subiscono una maggiore emarginazione. Infatti, le famiglie monoparentali devono affrontare una grave instabilità reddituale e ostacoli nell’assistenza all’infanzia. I bambini rom vivono in condizioni di estrema povertà, in alloggi inadeguati all’interno di insediamenti informali privi di servizi di base e sono soggetti a sfratti forzati. Nel contempo, i minori privi di cittadinanza italiana incontrano ostacoli amministrativi, quali i requisiti di residenza di lunga durata, che limitano l’accesso alle prestazioni sociali di base. Anche i minori stranieri non accompagnati devono affrontare ostacoli, tra cui soggiorni prolungati nei centri di accoglienza, ritardi nella nomina dei tutori legali e risorse comunali insufficienti.
Per affrontare queste sfide, il Commissario raccomanda alle autorità nazionali, regionali e comunali italiane di definire un piano nazionale unificato e basato sui diritti umani volto a sradicare la povertà infantile. Le raccomandazioni includono la definizione giuridica e il finanziamento di livelli essenziali di assistenza a livello nazionale per ridurre le disparità geografiche, la concessione di indennità sociali accessibili per prevenire la povertà lavorativa e la garanzia di un finanziamento nazionale sostenibile oltre la durata dei fondi di ripresa dell’UE. Infine, il Commissario sottolinea la necessità di politiche mirate per i gruppi emarginati, sviluppate in collaborazione con la società civile e sostenute da meccanismi di monitoraggio indipendenti per salvaguardare i diritti dei minori.