Mauro Palma presenta "Caro Parlamento": relazioni del garante delle persone private della libertà 2016-2023

Mauro Palma, Membro del Comitato per la Prevenzione della Tortura, Consiglio d'Europa, Centro diritti umani, 12 dicembre 2011
© Centro diritti umani

Il 2 ottobre 2026 si è tenuta, presso la sede del Circolo Unificato dell’Esercito a Padova, la presentazione del libro “Caro Parlamento”, a cura di Mauro Palma (già Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale - GNPL), di Daniela De Robert (giornalista, già componente GNPL) e di Emilia Rossi (Avvocata penalista, già componente GNPL). Il volume raccoglie le Relazioni presentate al Parlamento italiano dal Garante, nel periodo 2016 - 2023. 

Durante l’incontro, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova e moderato dall’Avv. Annamaria Alborghetti, componente del Consiglio nazionale forense (CNF), oltre agli autori sono intervenuti il Paolo De Stefani, docente di Diritto Internazionale presso l’Università di Padova e collaboratore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani, e la Dott.ssa Paola Cameran,  già procuratrice della Repubblica al tribunale di Venezia e neo-garante delle persone private della libertà del Comune di Padova. 

Il dibattito è stato introdotto dall'Avv. Francesco Rossi, attuale Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova, e dall’Avv. Leonardo Arnau, Consigliere CNF, si è concentrato sul ruolo del Garante e dei suoi componenti nel monitoraggio delle strutture e degli enti incaricati della custodia dei soggetti privati della libertà personale. Questi ultimi non comprendono solo gli istituti carcerari per adulti e minorili, ma anche le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), camere di sicurezza presso le sedi delle Forze dell’Ordine, centri per migranti (compresi Centri di respingimento), ospedali psichiatrici (SPDC) e residenze per anziani o persone con disabilità. In particolare, tra le funzioni del Garante vi è quella fondamentale di effettuare ispezioni (anche senza la previa autorizzazione dell’ente interessato) nelle suddette strutture e parlare liberamente con le persone presenti, al fine di rilevare eventuali violazioni normative, situazioni di irregolarità, aspetti illeciti o situazioni poco chiare, e di riportarne poi l’esito in apposite relazioni. I rapporti annuali al Parlamento sono previsti dalla legge per portare all'attenzione delle massime cariche dello Stato le problematiche emerse dalla prassi di monitoraggio e per sviluppare una cultura e una prassi politica attente ai diritti delle persone private della libertà personale. I rapporti sono stati presentati regolarmente fino al 2023. Successivamente, a causa di avvicendamenti nella composizione del collegio del GNPL la loro produzione si è interrotta e il rapporto sul 2024 è stato pubblicato solo nell'aprile 2026.

La discussione ha sottolineato che, anche a seguito del moltiplicarsi di fattispecie di reato e della tendenza all’inasprimento delle pene, si è registrato, negli ultimi anni, un significativo incremento del numero delle persone detenute nelle diverse strutture adibite alle misure di privazione della libertà personale. Le relazioni al Parlamento testimoniano le conseguenze reali del sovraffollamento che riemerge nella carceri italiane, che si traducono in violazioni di diversi diritti e, talvolta, in trattamenti inumani e degradanti. L'azione del Garante può contribuire a risolvere alcune situazioni estreme: ad esempio, la chiusura della sezione "Ospedaletto" del Centro per i rimpatri (CPR) di Torino, avvenuta nel 2021 a seguito di ispezioni durante le quali erano emersi trattamenti inumani e degradanti all’interno della struttura. 

Il dibattito, arricchito dalle testimonianze dirette dei diversi ospiti, ha inoltre evidenziato la tendenza ad un’allarmante “infantilizzazione” dei soggetti detenuti o ospitati in determinati contesti, che si concretizza sia nelle attività particolarmente regressive ed infantili che vengono svolte nelle strutture, sia nei modi con cui gli le strutture e gli operatori interagiscono con i detenuti. Queste pratiche inducono i soggetti a una svalutazione della propria persona, che ostacola inevitabilmente il processo rieducativo, volto al reinserimento nella società, fine ultimo delle misure detentive, come previsto dall’art. 27 della Costituzione. 

Il titolo del volume sottolinea l’importanza non solo della Relazione annuale al Parlamento, ma anche del momento formale in cui il volume è presentato al Legislatore, momento di interlocuzione con la massima istituzione democratica del nostro Paese e che può contribuire a far crescere la cultura in materia penalistica e dei diritti  umani . L’intervento di Paolo De Stefani ha sottolineato il contributo che le relazioni e le raccomandazioni del GNPL possono fornire a organismi internazionali come il CAT (Committee Against Torture delle Nazioni Unite), la CPT (Commissione per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa), al fine di produrre standard internazionali. Non solo: le osservazioni e raccomandazioni sono utilizzate anche dalla Corte europea dei diritti umani (CtEDU) per decidere casi di violazione dei diritti umani nel nostro Paese. Si osserva, però, come in Italia i decisori politici tardino a tradurre in atti normativi e azioni concrete molte delle osservazioni e raccomandazioni del GNPL, comprese quelle contenute nelle Relazioni raccolte nel volume. La pubblicazione delle Relazioni al Parlamento dal 2016  al 2023 testimonia infatti il persistente divario che intercorre tra il diritto proclamato e quello applicato nella quotidianità. Le osservazioni della neo-eletta Garante del Comune di Padova, maturate a seguito della propria attività di volontaria presso l'istituto penitenziario cittadino, oltre che in quanto ex magistrato, hanno ampiamente illustrato tale problematica.

Nel suo intervento conclusivo, Mauro Palma ha ribadito l'importanza di radicare l'azione del Parlamento e del Governo in materia penale e in tutti i provvedimenti che intaccano la libertà personale sui principi della Costituzione (con particolare riferimento alla legislazione in materia migratoria). In particolare, si deve difendere l'integrità dell'articolo 27 Cost., secondo cui la pena deve rispettare il senso di umanità e tendere alla rieducazione del condannato, contro tentativi di limitarne la portata con proposte di riforma che enfatizzano obiettivi quali la pericolosità sociale del condannato e la sicurezza dei cittadini, già impliciti nel concetto stesso di pena. 

L’incontro di Padova si è rivelato un importante momento di riflessione sul ruolo degli organismi di garanzia e sulla necessità che i risultati dell’operato del GNPL vengano maggiormente assorbiti dalle istituzioni dotate di potere decisionale, affinché sia resa effettiva la tutela dei diritti e della dignità delle persone private della libertà personale.

 

(Roberta Squintu e Emanuele Tuteri, studenti della Laurea Magistrale in Human Rights and Multilevel Governance, Università di Padova)

Parole chiave

condizioni carcerarie migrazione tortura garante diritti della persona

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Come citare questo articolo

(2026), "Mauro Palma presenta "Caro Parlamento": relazioni del garante delle persone private della libertà 2016-2023", in Annuario italiano dei diritti umani, ISSN 3035-5435, https://unipd-centrodirittiumani.it/it/temi/mauro-palma-presenta-caro-parlamento-relazioni-del-garante-delle-persone-private-della-liberta-2016-2023 (consultato il 19/10/2026).

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