Giovani Pace Sicurezza

Giovani, pace e sicurezza a Baghdad: dialogo, arte e musica in occasione del decimo anniversario della risoluzione 2250 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Baghdad, 4-5 dicembre 2025

Un evento di due giorni dedicato ai giovani, volto a promuovere la costruzione della pace, la partecipazione civica e lo scambio interculturale tra i giovani iracheni
Youth, Peace and Security in Baghdad

Il 4 e 5 dicembre 2025, l’Accademia di Baghdad per le Scienze Umane ha ospitato un’iniziativa di due giorni su Giovani, Pace e Sicurezza (YPS) che ha combinato dialogo politico, espressione artistica e attività culturali guidate dai giovani, in linea con l’Agenda Giovani, Pace e Sicurezza e con la Risoluzione 2250 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’evento mirava a promuovere una partecipazione giovanile significativa nei processi di costruzione della pace attraverso spazi inclusivi di dialogo, creatività e interazione sociale.

La prima giornata si è aperta nel cortile dell’accademia con una performance musicale pensata per accogliere i partecipanti e creare una transizione informale verso la sessione di dialogo ufficiale. Musicisti provenienti da diverse regioni dell’Iraq — tra cui Baghdad, Bassora, Sulaymaniyah, Duhok ed Erbil — si sono esibiti insieme, mettendo in luce la diversità culturale del Paese e utilizzando la musica come linguaggio unificante. Un segmento musicale interattivo ha coinvolto circa 100 partecipanti, invitati a cantare e a conoscere i modi musicali tradizionali, rafforzando la partecipazione collettiva e il senso del patrimonio culturale condiviso.

È seguita la Sessione di Dialogo su Giovani, Pace e Sicurezza, aperta da Rosella, Direttrice dei Programmi di Un Ponte Per (UPP), e da Hassan Al-Saadi dell’Ufficio del Primo Ministro. Un breve video ha introdotto i principi della Risoluzione 2250, seguito da una tavola rotonda con rappresentanti dell’Ufficio del Primo Ministro, della Rete 2250 e delle strutture regionali di coordinamento giovanile, moderata da Sahar Jabbar. La discussione si è concentrata sulla cooperazione tra giovani e governo, sulle sfide legate alla protezione dei giovani e sui percorsi di reintegrazione, concludendosi con un invito aperto da parte dell’Ufficio del Primo Ministro a rafforzare la collaborazione con le iniziative guidate dai giovani.

Durante la seconda giornata, il cortile dell’accademia è stato trasformato in uno Spazio Artistico Collettivo, che ha riunito oltre 100 partecipanti di età e provenienze diverse, tra studenti, attivisti e partecipanti alla conferenza. Le attività di arti visive, facilitate da Collage Club e Warshat Fann, si sono svolte in parallelo a improvvisazioni musicali dal vivo che fondevano tradizioni musicali del sud dell’Iraq, di Baghdad, curde e regionali. Il formato aperto ha favorito interazioni spontanee, trasformando lo spazio in una piattaforma viva di dialogo, creatività e scambio sociale.

Il programma ha incluso anche esibizioni acustiche di studenti dell’accademia e musicisti locali, seguite da una performance di teatro fisico intitolata “Test”, presentata dal Gruppo Akitu. La performance ha esplorato temi legati alle pressioni post-belliche sui giovani, al rapporto con l’autorità e alla ricerca di spazi sicuri per l’auto-espressione, coinvolgendo il pubblico sia a livello visivo che emotivo.

L’iniziativa si è conclusa con un grande concerto pubblico del Gruppo Akitu, che ha riunito oltre 350 partecipanti. Musicisti provenienti da diverse regioni irachene hanno eseguito una fusione di stili tradizionali e contemporanei, creando un’atmosfera vivace ma rispettosa, caratterizzata da danze collettive e da un forte senso di celebrazione condivisa. Nonostante l’elevata affluenza, un efficace coordinamento e una buona gestione degli spazi hanno garantito il regolare svolgimento dell’evento.

L’attività è stata resa possibile grazie alla collaborazione di numerose organizzazioni e gruppi artistici, tra cui ICSSI, Al-Masalla, Un Ponte Per, la direzione dell’accademia e artisti locali. Sulla base delle lezioni apprese da iniziative precedenti, i meccanismi di coordinamento sono stati rafforzati, dando vita a un approccio più strutturato ma al tempo stesso flessibile, che ha contribuito al successo complessivo dell’evento.

L’evento ha dimostrato il potenziale degli approcci partecipativi e basati sulle arti nel tradurre in pratica i principi della Risoluzione 2250. Attraverso la creazione di spazi culturali e sociali inclusivi, l’evento ha contribuito a costruire fiducia, contrastare l’esclusione e promuovere la leadership giovanile nella costruzione della pace. Questo modello presenta un forte potenziale di replicabilità in altre province irachene, favorendo un impegno giovanile sostenuto e la coesione sociale.


L’iniziativa fa parte del progetto “Giovani, Pace e Sicurezza in Iraq e in Italia”, realizzato dal Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova in collaborazione con Un Ponte Per, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Giovani Pace Sicurezza Iraq