Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta alla tratta di esseri umani (GRETA): l’ultimo rapporto approfondisce il legame tra l’intelligenza artificiale e la lotta alla tratta di esseri umani

policy brief "Artificial Intelligence and Human Trafficking: Threats, Responses, and Ethical Considerations".
© Council of Europe

Nel settembre 2026, il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta alla tratta di esseri umani (GRETA) e la Task Force contro la tratta di esseri umani del Consiglio degli Stati del Mar Baltico (CBSS-TFTHB) hanno pubblicato congiuntamente il rapporto “Intelligenza artificiale e tratta di esseri umani: minacce, risposte e considerazioni etiche”.

Come per altre tecnologie, l’IA può essere impiegata sia per promuovere che per minare i diritti umani, la resilienza istituzionale e lo Stato di diritto. Sebbene l’IA abbia il potenziale di rafforzare la capacità delle autorità di individuare modelli di tratta, sostenere le indagini e potenziare la cooperazione transfrontaliera, essa può ugualmente amplificare le vulnerabilità, le disuguaglianze e le asimmetrie di potere esistenti di cui i trafficanti si avvalgono.

Il rapporto esamina il modo in cui gli attori criminali sfruttano l’IA in diverse fasi delle loro operazioni, tra cui il reclutamento delle vittime, la creazione di profili falsi, la produzione di documenti contraffatti e il furto d’identità. Al contrario, mette in evidenza i modi in cui i professionisti impegnati nella lotta alla tratta utilizzano l’IA per migliorare il proprio lavoro, tra cui il riconoscimento facciale per identificare vittime e autori dei reati, la fornitura di assistenza e consulenza alle vittime, nonché la raccolta e l’analisi di informazioni durante l’intero processo investigativo.

Questi aspetti positivi, tuttavia, sono accompagnati dal rischio di errori etici. Data la rapida evoluzione dell’IA e l’ampiezza del suo impatto sociale, è essenziale fondarne l’uso su un solido quadro etico per garantire che l’IA contribuisca all’azione contro la tratta in modo completo, inclusivo ed efficace. Fondamentalmente, l’IA nella lotta alla tratta dovrebbe adottare un approccio basato sui diritti umani, in cui le considerazioni relative ai diritti umani siano integrate in ogni fase del ciclo di vita di uno strumento di IA. A tal fine, ricercatori ed esperti di IA hanno elaborato diverse serie di principi etici per guidare un uso responsabile. Il rapporto identifica sei di questi principi alla base di un approccio fondato sui diritti umani: responsabilità, trasparenza e spiegabilità, equità e non discriminazione, controllo umano sulla tecnologia, privacy, sicurezza e protezione, nonché responsabilità professionale. Questi principi aiutano ad affrontare le sfide etiche associate all’uso dell’IA, tra cui pregiudizi discriminatori, violazioni della privacy e un eccessivo affidamento alle conclusioni generate dall’IA.

La responsabilità, in particolare, richiede che gli sviluppatori di IA siano ritenuti responsabili degli impatti dei loro strumenti, con la regolamentazione che svolge un ruolo centrale nella definizione di standard per un uso responsabile e nella limitazione del potenziale uso improprio dell’IA da parte di soggetti criminali. A livello internazionale, i quadri normativi rilevanti includono il Patto globale delle Nazioni Unite sul digitale, la Raccomandazione dell’UNESCO sull’etica dell’intelligenza artificiale, la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’IA e la Regolamento dell’UE sull’IA. Tra questi, la Convenzione quadro e la legge dell’UE sull’IA costituiscono strumenti giuridicamente vincolanti, sebbene la prima sia ancora in attesa di ratifica.

Il progresso dell’IA difficilmente subirà un rallentamento nei prossimi anni, né lo farà il dibattito sulle sfide e le opportunità che essa comporta nell’ambito della lotta alla tratta di esseri umani. In questo contesto in continua evoluzione, dare priorità alla collaborazione inclusiva, a una governance reattiva e all’accesso equo alla tecnologia sarà essenziale per la progettazione di sistemi di IA che contribuiscano in modo significativo agli sforzi globali di lotta alla tratta di esseri umani.

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