Il Piano d’azione di Muscat: sfide e risposte alla diffusione sempre più rapida dei discorsi d'odio
Durante il lancio del Piano d'Azione di Muscat presso la Sede delle Nazioni Unite a New York a giugno 2026, il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha dichiarato che il discorso d'odio "divide le comunità, disumanizza interi gruppi e prepara il terreno per spargimenti di sangue", aggiungendo che "è anche deliberato - e rappresenta un elemento centrale nel manuale praticamente di ogni genocidio e crimine atroce". Ha inoltre sottolineato che, per spezzare il ciclo dell'odio, sono necessarie diverse azioni: educazione, sostegno alle persone vittime di abusi, interventi più decisi da parte di governi e aziende tecnologiche, e un coinvolgimento più profondo con i leader tradizionali e indigeni. In particolare, questi ultimi contribuiscono portando una conoscenza cruciale delle realtà locali, godendo al contempo del rispetto e della fiducia delle loro comunità.
Attraverso piattaforme non regolamentate e l'intelligenza artificiale, il discorso d'odio si sta ora diffondendo a un ritmo sempre più rapido.
Il Piano d'Azione di Muscat è il risultato di un processo multi-stakeholder guidato dal Sultanato dell'Oman, dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Prevenzione del Genocidio e la Responsabilità di Proteggere (UNOSAPG), e dalla Rete per i Costruttori di Pace Religiosi e Tradizionali. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di valorizzare il ruolo dei leader tradizionali e indigeni nella promozione della pace e nel rafforzamento della coesione sociale. Inoltre, mira a mediare i conflitti locali, a prevenire i crimini atroci e a contrastare le narrazioni incitate all’odio.
Guterres ha sottolineato che gli Stati possono svolgere un ruolo fondamentale attraverso:
- il rafforzamento della responsabilità delle piattaforme digitali, garantendo che la sicurezza degli utenti sia integrata nella progettazione di prodotti e servizi online;
- il potenziamento delle capacità locali di prevenzione e mediazione;
- il sostegno al dialogo che favorisca la comprensione reciproca e la coesione sociale;
- una maggiore collaborazione tra attori tradizionali, indigeni e politici.
Infine, Guterres ha ricordato che gli Stati hanno precisi obblighi ai sensi del diritto internazionale per combattere l'istigazione all'odio e promuovere l'inclusione, il rispetto della diversità e la solidarietà.