Nazioni Unite: un nuovo rapporto sottolinea la necessità di trasformare i sistemi alimentari per far fronte ai cambiamenti climatici e tutelare i diritti umani
Durante la 62ª sessione del Consiglio dei diritti umani, la Relatrice speciale sulla promozione e la protezione dei diritti umani nel contesto dei cambiamenti climatici, Elisa Morgera, ha presentato il rapporto “Trasformare i sistemi alimentari per un clima sicuro e la salute di tutti”.
In questo documento, la Relatrice speciale sottolinea gli obblighi e le responsabilità in materia di diritti umani necessari per trasformare i sistemi alimentari al fine di mitigare i cambiamenti climatici e adattarsi ad essi.
Il documento inizia sottolineando le elevate emissioni generate dai sistemi alimentari, che contribuiscono a circa un terzo (21-37%) delle emissioni globali di gas serra. Inoltre, i sistemi alimentari industriali sono i principali responsabili del superamento dei limiti planetari, causando il degrado del suolo, la perdita di biodiversità e la deforestazione. Infine, la Relatrice Speciale sottolinea che ogni anno vengono sprecate circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari all’8-10% delle emissioni globali.
Per quanto riguarda i combustibili fossili e i prodotti petrolchimici, il documento sottolinea che i sistemi alimentari consumano il 15% dell’energia globale derivante dai combustibili fossili e il 40% delle materie prime fossili a livello mondiale. Inoltre, il rapporto ha individuato l’uso crescente di pesticidi sintetici, fertilizzanti chimici e plastica monouso, che causano danni fisici (inquinamento dell’aria e dell’acqua, asma infantile, contaminazione da microplastiche e malattie croniche quali il cancro e l’infertilità).
Infine, il rapporto afferma che l’1% delle aziende alimentari più grandi controlla oltre il 70% dei terreni agricoli mondiali, che i governi spendono oltre 670 miliardi di dollari in sussidi diretti all’agricoltura e alla pesca su larga scala, e che le grandi aziende del settore della carne, dei latticini e dei prodotti chimici ricorrono al greenwashing, a dati scientifici distorti e a narrazioni false.
Per quanto riguarda i diritti umani, il rapporto sottolinea le accresciute vulnerabilità di donne, bambini e popolazioni indigene, nonché il rischio di lavoro minorile e di sfruttamento (circa il 60% del lavoro minorile globale è concentrato nel settore agricolo).
Il Relatore Speciale raccomanda agli Stati di imporre per legge la decarbonizzazione, la defossilizzazione e la detossificazione dei sistemi alimentari; di eliminare gradualmente i sussidi alle grandi aziende agroalimentari dipendenti dai combustibili fossili ed eliminare il consolidamento del potere di mercato ricorrendo alle leggi antitrust e fiscali; di riconoscere formalmente e proteggere le terre, i territori marini e le risorse delle popolazioni indigene, dei contadini e dei pastori; di fornire un solido sostegno giuridico, finanziario e in materia di appalti pubblici per potenziare le pratiche agroecologiche guidate dai contadini e dalle popolazioni indigene; e di integrare una rigorosa responsabilità delle imprese nel sistema alimentare nei prossimi quadri normativi internazionali.
Per quanto riguarda le imprese e le istituzioni finanziarie, il rapporto raccomanda alle grandi aziende alimentari e chimiche di passare a materie prime non fossili ed eliminare le sostanze tossiche nocive lungo le loro catene di approvvigionamento, nonché di interrompere il finanziamento delle aziende agroalimentari industriali.