23 agosto 2026: Giornata internazionale in ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione
Ogni anno, il 23 agosto, la Giornata internazionale in ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione commemora i milioni di persone sottoposte alla schiavitù e rende omaggio a coloro che resistettero alla tratta transatlantica e lottarono per la libertà.
La data ricorda l’insurrezione iniziata nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1791 a Saint-Domingue, l’attuale Haiti. Questa rivolta ebbe un ruolo decisivo nella Rivoluzione haitiana e contribuì al processo che portò all’abolizione della tratta transatlantica degli schiavi. La Giornata fu celebrata per la prima volta ad Haiti nel 1998 e, l’anno successivo, sull’isola di Gorée, in Senegal.
L’UNESCO ha istituito questa ricorrenza affinché la tragedia della tratta degli schiavi rimanga parte della memoria collettiva di tutti i popoli. La Giornata invita a riflettere sulle sue cause storiche, sulle sue modalità e sulle sue conseguenze, nonché sui rapporti che essa ha creato tra Africa, Europa, Americhe e Caraibi.
Ricordare la tratta degli schiavi non significa soltanto guardare al passato. I sistemi di classificazione razziale, sfruttamento e disumanizzazione sviluppatisi attraverso la schiavitù continuano ad influenzare le società contemporanee. Le loro conseguenze sono ancora visibili nel razzismo strutturale, nella discriminazione, nelle disuguaglianze sociali ed economiche e nella marginalizzazione delle persone di origine africana.
La commemorazione richiede, quindi, sia il riconoscimento storico sia un impegno concreto nel presente. L’educazione, la tutela del patrimonio culturale e il dibattito pubblico sono strumenti essenziali per contrastare rappresentazioni incomplete o distorte della schiavitù, riconoscere la resistenza e la capacità di azione delle persone schiavizzate e affrontare le disuguaglianze prodotte da questa storia.
Attraverso iniziative come il progetto “Le rotte dei popoli schiavizzati: resistenza, libertà e patrimonio”, l’UNESCO opera per rompere il silenzio che circonda la schiavitù, preservarne la memoria e il patrimonio e promuovere la comprensione interculturale.
Questa Giornata ci ricorda che l’inclusione e la giustizia sociale dipendono dalla capacità di affrontare le ingiustizie storiche, di rifiutare ogni forma di sfruttamento umano e di affermare la dignità piena e incondizionata di ogni persona.