Nazioni Unite: l'ultimo rapporto del Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie considera la pena di morte una forma di tortura e ne chiede l'abolizione a livello mondiale
Nel corso della 62ª sessione del Consiglio dei diritti umani, il Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, Morris Tidball-Binz, ha presentato il rapporto intitolato “La pena di morte dal punto di vista del divieto di tortura e di altri maltrattamenti e della tutela della dignità umana”.
In questo documento, il Relatore speciale esamina la legalità della pena di morte, tenendo conto del dolore e della sofferenza intrinseci che essa infligge alle persone giustiziate, in ogni fase del processo.
Infatti, durante la fase dell’arresto e dell’interrogatorio sussiste il rischio che la minaccia di morte venga utilizzata come meccanismo coercitivo per ottenere confessioni o per indurre alla rinuncia ai propri diritti legali. Nella fase processuale e di condanna, vi è il rischio di infliggere gravi traumi psicologici alla persona sottoposta a processo e condannata a causa di carenze procedurali (difensori privi di risorse adeguate, discriminazione, ecc.). Un ulteriore elemento analizzato è il braccio della morte, dove i detenuti sono imprigionati per un periodo prolungato, con la costante minaccia dell’esecuzione, che rappresenta una forma di guerra psicologica. L’incertezza prolungata che i detenuti nel braccio della morte devono affrontare si combina inoltre con condizioni di vita dure, tra cui l’isolamento, l’uso di pesanti catene, un’illuminazione abbagliante, ecc. Per quanto riguarda i metodi di esecuzione, è dimostrato che nessun metodo attualmente in uso garantisce un’esecuzione indolore. Infine, in merito alle pratiche successive all’esecuzione, il Relatore Speciale ha sottolineato la mancata comunicazione preventiva delle date di esecuzione, la trattenuta delle salme e l’occultamento dei luoghi di sepoltura.
Le raccomandazioni rivolte agli Stati nel presente documento includono: formalizzare l’abolizione totale della pena di morte nella legislazione, respingere i tentativi di reintrodurre la pena di morte e riesaminare i casi attualmente in attesa di esecuzione; introdurre una moratoria sulle esecuzioni, abrogare le condanne a morte obbligatorie e invalidare le sentenze basate su confessioni estorte con la coercizione.
Il Relatore Speciale raccomanda inoltre agli organismi medici di applicare un rigoroso divieto alla partecipazione dei medici ai protocolli di esecuzione, mentre gli enti privati (come le aziende farmaceutiche) devono impedire che i propri prodotti vengano utilizzati nelle esecuzioni capitali.