Il ruolo, le sfide e gli interessi dell'Italia durante la 61ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite
Sommario
- 61ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite
- Gli interessi e le priorità dell’Italia in sede di Consiglio dei diritti umani
- Interessi alla base dell’impegno dell’Italia
- Sfide
- Riflessioni finali e prospettive
61ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite
Si è conclusa il 31 marzo la 61ª sessione ordinaria del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, in un contesto geopolitico di forte tensione e particolarmente complesso.
L’Italia ha mostrato forte interesse e partecipazione nei dialoghi e nelle discussioni relative ai temi più rilevanti della 61ª sessione del Consiglio, che comprendevano il conflitto in Medioriente, la convocazione di un dibattito urgente relativo all’aggressione militare dell’Iran contro Giordania, Oman, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar e Kuwait, avvenuta il 28 febbraio 2026, le situazioni di Ucraina, Sudan e Myanmar, il dialogo rafforzato sull’Afghanistan, i diritti dei minori e delle persone con disabilità.
L’Italia ha partecipato attivamente alla sessione attraverso interventi e ribadendo il proprio impegno per la partecipazione politica delle persone con disabilità, per la difesa dei diritti culturali e per la sicurezza alimentare.
Gli interessi e le priorità dell’Italia in sede di Consiglio dei diritti umani
Nella 61ª sessione del Consiglio dei diritti umani, l’Italia ha mostrato impegno e interesse per le rilevanti tematiche affrontate, tra cui un dialogo interattivo rafforzato sull’Afghanistan, un intervento sulla tortura e altri trattamenti inumani o degradanti, l’aggressione russa in Ucraina, la libertà di religione e di credo, i diritti delle persone con disabilità, la sicurezza alimentare, i diritti dei minori nei conflitti armati e i diritti culturali.
In occasione del Dialogo Interattivo Rafforzato sull’Afghanistan e sulla situazione dei diritti umani, l’Ambasciatore e Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra Luigi Maria Vignali si è espresso in merito ai rapporti sull’Afghanistan presentati dal Relatore Speciale e dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani. L’Ambasciatore Vignali si è detto profondamente preoccupato per il sistematico e persistente deterioramento dei diritti fondamentali, in particolare di donne e ragazze vittime di persecuzioni ed emarginazione di genere. L’Ambasciatore Vignali ha, inoltre, evidenziato i gravi effetti della crisi sanitaria che l’Afghanistan sta attraversando e manifestato preoccupazione per le nuove norme in materia di procedura penale che intesificano la discriminazione e la violenza nei confronti delle donne e dei gruppi emarginati, creando una distinzione tra persone libere e schiave. Il Rappresentante Permanente ha sottolineato che tali disposizioni violano il diritto internazionale in materia di diritti umani, in particolare l’Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che vieta ogni forma di schiavitù. A tal proposito, l’Italia si è associata alla posizione espressa dall’Unione Europea, chiedendo un impegno internazionale coordinato e l’accesso a meccanismi di monitoraggio.
La Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra è inoltre intervenuta in materia di tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti, sottolineando l’importanza di analizzare tali fenomeni nel più vasto contesto di discriminazione, marginalizzazione e abuso affrontandone le cause profonde, dando la priorità alla prevenzione e alla riparazione per le vittime.
Nel corso della sessione, l'Italia ha partecipato attivamente al dialogo interattivo con la Commissione internazionale d'inchiesta sull'Ucraina, ribadendo il proprio sostegno alla Risoluzione 61/29 sull'Ucraina. In tema di diritti umani, l’Italia ha chiesto giustizia per le vittime provocate dall’aggressione russa all’Ucraina e ha ribadito l’urgenza di accertare le responsabilità per i crimini internazionali commessi. Inoltre, è stato riaffermato il pieno sostegno dello Stato italiano all’Ucraina e al suo popolo, ribadendo che la pace debba fondarsi sul rispetto dell’indipendenza, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina.
Un altro tema su cui l’Italia è intervenuta nel corso della 61ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite è la libertà di religione e di credo. L’Italia ha denunciato i continui episodi di violenza che colpiscono le minoranze religiose, sottolineando che tutelare maggiormente la libertà di religione e di credo ridurrebbe il pericolo di estremismo e discriminazione e favorirebbe una coesistenza pacifica. A tale proposito, ha confermato il proprio impegno a promuovere la libertà religiosa a livello globale e sostenere efficacemente le vittime di discriminazioni o persecuzioni per motivi di religione o di credo.
Inoltre, l’Italia ha riaffermato il proprio impegno anche per quanto concerne la partecipazione politica delle persone con disabilità. La garanzia della piena ed equa rappresentanza delle persone con disabilità nella vita politica deve essere una priorità nell’ottica di abbattere gli ostacoli che limitano l’autonomia e l’effettivo esercizio della partecipazione democratica.
La Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli ha partecipato all’high-level segment con un intervento sulle questioni legate all’inclusione e alla tutela delle persone vulnerabili e con disabilità.
Tra le priorità più urgenti emerse nella sessione vi è la prevenzione e la protezione dei diritti dei minori nei conflitti armati. L’Italia ha preso parte al dibattito sulla prevenzione, protezione, reintegrazione e riparazione e ha formalmente sostenuto la Risoluzione 61/21 “Rights of the child: realizing the rights of the child affected by armed conflict” e ha sottolineato la necessità di adottare standard etici e quadri giuridici internazionali adeguati.
Nel corso della sessione è emersa anche la tematica della sicurezza alimentare.
L’Italia è intervenuta sul diritto al cibo e ha sottolineato che la sicurezza alimentare ricopre un’importanza fondamentale nell’agenda internazionale italiana, in cui emerge l’obiettivo di sostenere sistemi alimentari in grado di fornire cibo sicuro, nutriente e accessibile a tutti al fine di debellare la fame e la povertà.
Oltre al diritto al cibo, l’Italia si è espressa anche in merito ai diritti culturali. In difesa di tali diritti, il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra Luigi Maria Vignali ha sottolineato che la tutela della biodiversità è connessa alla tutela della diversità culturale. A tal fine, l’Italia si impegna a proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale e a tutelare i diritti culturali delle persone con disabilità.
Interessi alla base dell’impegno dell’Italia
Nel corso della sessione sono emersi diversi interessi strategici, tra cui il consolidamento dell’influenza europea e la promozione di relazioni interregionali.
L’Italia contribuisce alla proiezione esterna dell’UE e ne rafforza la credibilità come attore promotore dei diritti umani operando in stretto coordinamento con essa e mantenendo al tempo stesso una posizione autonoma sui temi. Inoltre, attraverso la co-sponsorizzazione di risoluzioni con Stati geograficamente e politicamente diversificati, l’Italia amplia la propria rete diplomatica.
Sfide
A fronte dell’impegno diplomatico dell’Italia, emergono alcune criticità e tensioni.
Il primo aspetto critico riguarda la crescente polarizzazione del Consiglio, che riduce gli spazi per le strategie fondate sul consenso. Ciò è emerso anche nel dibattito relativo all’aggressione iraniana, che è stato fortemente contestato da alcuni gruppi regionali, evidenziando fratture geopolitiche che complicano anche lo svolgimento del ruolo di mediazione che l’Italia aspira a svolgere.
Un’altra sfida che persiste è la coerenza tra gli impegni esterni e le prassi interne: è particolarmente marcato il divario tra la retorica internazionale dell’Italia e le politiche nazionali riguardanti la gestione dei flussi migratori e la tutela dei diritti sociali ed economici delle persone in condizione di vulnerabilità e tali discrepanze potrebbero minare la credibilità degli interventi dell’Italia in sede ONU.
Riflessioni finali e prospettive
Attraverso la partecipazione alla 61ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, l’Italia ha riaffermato il proprio impegno a favore dell’universalità e della tutela dei diritti umani, traducendolo in formale partecipazione su specifiche priorità, quali i diritti dei minori e delle persone con disabilità, la libertà di religione e di credo e la responsabilità per i crimini di guerra.
La sessione ha, però, messo in evidenza anche tensioni strutturali e aspetti critici che caratterizzano l’attuale contesto geopolitico, segnato dall’aggressione della Russia in Ucraina, dagli attacchi iraniani nei Paesi del Golfo Persico e dalle molteplici crisi umanitarie.
L’impegno dello Stato italiano al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite dimostra l’importanza di coniugare dialogo diplomatico e costruzione di coalizioni e di rafforzare la propria posizione nel contesto internazionale, investendo al tempo stesso nelle proprie pratiche interne.