Approvato il “Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori 2025-2027”
Sommario
- Introduzione al Piano
- Azione 1 - formare gli operatori
- Azione 2 - strumenti per la protezione dei minori
- Azione 3 - sostegno alle famiglie
- Azione 4 - educazione digitale
- Azione 5 - salute digitale
- Azione 6 - patti educativi digitali
- Azione 7 - buone pratiche di presa in carico
- Azione 8 - prevenzione dell’abuso e cura delle vittime
- Azione 9 - minori autori di reato
- Azione 10 - potenziare l’Osservatorio
- Azione 11 - promozione del modello italiano
- Riflessioni finali
Introduzione al Piano
Il lavoro congiunto di istituzioni pubbliche, esperti e realtà del terzo settore ha portato all’elaborazione del Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori 2025-2027, uno strumento volto al rafforzamento del sistema nazionale di protezione dei minori dall’abuso e dallo sfruttamento sessuale.
Il Piano propone undici azioni che presentano un quadro di interventi concreti, praticabili, valutabili e realizzabili secondo la norma vigente che mirano alla prevenzione, all’emersione precoce dei casi di abuso su minori, a potenziare la raccolta di dati e il monitoraggio, alla promozione internazionale del modello italiano di contrasto della pedofilia e della pedopornografia, a rendere consapevoli i minorenni e alla valorizzazione del ruolo della famiglia. Il Piano si articola in quattro aree strategiche (prevenzione, educazione, salute e azione trasversale) e in 11 azioni con obiettivi specifici, raggiungibili attraverso l’impegno concreto di attori istituzionali e del Terzo Settore, congiuntamente alla società in generale.
Azione 1 - formare gli operatori
La prima azione mira alla prevenzione attraverso lo sviluppo di orientamenti nazionali condivisi in materia di standard formativi per gli operatori che lavorano con i minorenni. Formare adeguatamente gli operatori è fondamentale per sostenere le vittime e rispondere efficacemente alle loro esigenze.
Attraverso un percorso di potenziamento della prevenzione, l’azione mira a costruire un modello formativo focalizzato sui rischi a cui sono esposti i minori e alla tempestiva identificazione dei segnali di allarme. La formazione, pensata secondo le esigenze delle diverse figure professionali, promuove un approccio interdisciplinare e di reciprocità, creando reti di collaborazione tra i vari attori.
Azione 2 - strumenti per la protezione dei minori
Anche la seconda azione si colloca nella linea della prevenzione. Essa mira infatti allo sviluppo di strumenti operativi efficaci nei contesti frequentati dai minori, attraverso una rete di protezione integrata e il coinvolgimento degli attori interessati, al fine di prevenire e gestire i casi di abuso.
Lo scopo è di promuovere fiducia e ascolto, rompendo il muro di isolamento che separa i minori vittime di abuso dalla società e fornendo loro gli strumenti necessari a proteggersi e a riconoscere i campanelli d'allarme. Per raggiungere tali obiettivi, è fondamentale rafforzare i sistemi di tutela dell’infanzia attraverso una “Child Safeguarding Policy”, nonché consolidare la collaborazione tra comunità e istituzioni.
Azione 3 - sostegno alle famiglie
La terza azione ha lo scopo di costruire una rete di protezione per minori e favorire l’empowerment delle famiglie: coinvolgere e rendere più consapevoli i genitori è un aspetto importante per la tutela di bambini e ragazzi e per prevenire situazioni di rischio.
Ai genitori devono essere fornite indicazioni pratiche per proteggere i figli dai rischi e dai pericoli presenti online, tutelandoli dall’esposizione a contenuti inappropriati, pornografici e violenti.
L’obiettivo è, dunque, quello di rinforzare una cultura diffusa di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza all’interno della famiglia tramite la sensibilizzazione e l’informazione sul fenomeno dell’abuso e dello sfruttamento sessuale minorile.
Azione 4 - educazione digitale
La quarta azione si sposta dal piano della prevenzione a quello dell’educazione digitale, il cui scopo è fornire ai minori gli strumenti comunicativi e cognitivi necessari a riconoscere le situazioni di rischio e a chiedere aiuto. Un contributo significativo è dato dagli interventi informativi tenuti dalla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica negli istituti scolastici. Particolare attenzione è data ai temi legati alla massiva esposizione e interazione di bambini e adolescenti con la realtà digitale, come il cyberbullismo.
Azione 5 - salute digitale
La quinta azione si inserisce nell’ambito della salute, in particolare nella promozione della salute digitale dei minorenni, attraverso uno studio sui rischi dell’accesso alla Rete, che ha evidenziato i possibili effetti negativi dell’esposizione precoce dei minorenni agli stimoli digitali. Conseguenze negative possono incidere sulla salute mentale e fisica, sull’apprendimento e sulle relazioni familiari, nonché esporre i minori ad abusi online e alla pedopornografia.
Azione 6 - patti educativi digitali
Nell’ambito educativo si inserisce anche l’azione 6, finalizzata alla promozione di patti educativi digitali territoriali, anche con scopo preventivo e di contrasto dell’abuso e della violenza sui minori.
I patti sono il risultato di un accordo tra famiglie, scuole e istituzioni e mirano a diffondere buone pratiche digitali e a guidare le famiglie, garantendo sempre il benessere psicofisico e la sicurezza dei minori. Le famiglie necessitano di supporto nella realizzazione dei patti educativi e nella costruzione di un rapporto sano dei figli con la dimensione digitale. Allo stesso tempo, i ragazzi hanno bisogno di un orientamento consapevole all’uso degli strumenti digitali.
Azione 7 - buone pratiche di presa in carico
La settima azione riguarda la possibile attuazione di sistemi di presa in carico e supporto delle vittime minorenni attraverso pratiche nazionali e internazionali che mettano al centro il minore e garantiscano protezione, cura e supporto. Nell’operazione di presa in carico è fondamentale la cooperazione tra educatori, forze dell’ordine, operatori giudiziari, sociali e sociosanitari e attori del terzo settore, sia nel breve sia nel lungo termine. Inoltre, gli interventi emergenziali devono essere affiancati dallo sviluppo di interventi più complessi da parte dei sistemi locali.
Azione 8 - prevenzione dell’abuso e cura delle vittime
L’ottava azione si prefigge l’obiettivo di elaborare linee di orientamento per la diagnosi e la presa in carico dei minori vittime di abuso o sfruttamento sessuale.
Individuare tempestivamente i casi di abuso e sfruttamento sessuale è cruciale per poter intervenire opportunamente con la presa in carico e il trattamento della vittima, adottando un approccio multidisciplinare che unisca la dimensione medica, psicologica, giuridica, sociale ed educativa. È, inoltre, di fondamentale importanza effettuare diagnosi precoci e accurate e applicare metodologie scientifiche adeguate al trattamento e alla cura delle conseguenze psicologiche a breve, medio e lungo termine legate agli abusi sessuali. Esperti potranno svolgere audizioni utili per approfondire gli aspetti peculiari da trattare.
Attualmente a livello nazionale la cura e il supporto dei minorenni vittime di abuso o sfruttamento sessuale si declina in esperienze diversificate e non sempre corrispondenti alle buone pratiche (best practice) e alle metodologie di intervento ritenute efficaci dalla comunità scientifica internazionale. Per questo motivo è necessario costruire un modello omogeneo di interventi per assicurare una presa in carico adeguata e tempestiva e per implementare la qualificazione professionale degli operatori che forniscono assistenza e supporto alle vittime.
Azione 9 - minori autori di reato
Per tutelare efficacemente bambini e ragazzi dagli abusi e dallo sfruttamento sessuale è necessario attuare interventi che riguardino i minorenni autori di tali reati. Uno dei principali obiettivi del trattamento dei minorenni autori di abusi e sfruttamento sessuale è la rieducazione attraverso programmi o misure di intervento che rispondano ai bisogni dei minori abusanti, come previsto anche dall’Articolo 16.3 della Convenzione di Lanzarote.
Si devono assicurare livelli di assistenza e trattamento omogenei sul piano nazionale e fronteggiare l’aumento dei casi di abuso e sfruttamento sessuale commessi da minorenni, in coerenza con le Linee di indirizzo sull’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità e le Linee di indirizzo per l’affidamento familiare e per l’accoglienza nei servizi residenziali.
Le linee di orientamento dovranno essere approvate in riunione plenaria dall’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.
Azione 10 - potenziare l’Osservatorio
La penultima azione del Piano si colloca nell’area della prevenzione. Ci si propone di elaborare un documento tecnico-statistico sul funzionamento e l’organizzazione della banca dati dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, volto all’integrazione dei dati stessi.
La banca dati dell’Osservatorio raccoglie informazioni utili all’analisi e al monitoraggio del fenomeno della pedofilia. Per sviluppare la raccolta dati, occorre riorganizzare la struttura della banca dati attraverso un documento tecnico-statistico che definisca le modalità di raccolta, trattamento e consultazione dei dati.
Attualmente la banca dati permette di effettuare un’analisi dei fenomeni della pedofilia e della pedopornografia in un’ottica settoriale; per superare tale settorialità occorre costruire un database integrato che permetta di analizzare agevolmente dati provenienti da fonti diverse.
Si ritiene, infine, opportuno pubblicare un report annuale con le principali evidenze emerse dall’analisi dei dati, utile anche a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ai fenomeni osservati.
Azione 11 - promozione del modello italiano
L’undicesima e ultima azione contenuta nel Piano fa parte della dimensione dell’azione trasversale. L’obiettivo è la promozione e la diffusione a livello internazionale del modello italiano di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale minorile. Questa esigenza è legata alla diffusione globale dell’uso di internet, che ha reso sempre più transnazionali i fenomeni di abuso e sfruttamento sessuale minorile.
A livello internazionale, l’Italia è riconosciuta come un attore proattivo per il costante impegno nella prevenzione e nel contrasto all’abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori, attraverso la promozione di buone pratiche e la condivisione di modelli operativi efficaci. Il “modello Italia” dispone di strumenti normativi, operativi e programmatici che possono essere condivisi e diffusi a livello internazionale per migliorare le politiche e le pratiche nazionali nate nella lotta all’abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori. Nell’ottica di promuovere il dialogo internazionale e di diffondere il modello italiano, l’Italia ha presentato la propria candidatura al Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite per il periodo 2026-2028.
Riflessioni finali
Il Piano nazionale 2025–2027 rappresenta la volontà di affrontare il fenomeno dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori in modo organico, intervenendo sulla prevenzione, sull’assistenza alle vittime, sulla responsabilizzazione e sul trattamento degli autori e sul miglioramento degli strumenti di monitoraggio.
L’approccio integrato e multidisciplinare presentato nel Piano mira a costruire una rete di protezione solida e coordinata, capace di rispondere tempestivamente ed efficacemente ai casi di abuso, in un contesto sempre più caratterizzato dalla dimensione digitale.
Allo stesso tempo, il Piano evidenzia la necessità di superare l’attuale frammentazione nei sistemi di presa in carico di vittime e autori degli abusi e nella raccolta dei dati, promuovendo standard coerenti e strumenti più avanzati di analisi e monitoraggio.
Infine, viene sottolineata la rilevanza della dimensione internazionale, in particolare l’importanza della cooperazione per il contrasto a tali fenomeni. In questo senso, il Piano è non solo uno strumento operativo, ma anche un’opportunità per consolidare una cultura della tutela dei diritti dei minori.