Gruppo di Stati contro la Corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO): il nuovo Rapporto di conformità sull’Italia ritiene insufficienti le misure italiane in materia di anticorruzione e integrità

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Il 6 luglio 2026, il Gruppo di Stati contro la Corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO) ha pubblicato il Rapporto di conformità sull’Italia con il quale valuta il livello di attuazione delle raccomandazioni formulate in occasione del Quinto ciclo di valutazione del 2024. In tale sede, si era valutata l’efficacia delle misure adottate dalle autorità italiane per prevenire la corruzione e promuovere l'integrità nel governo centrale (funzioni esecutive di alto livello) e nelle forze dell’ordine.

Il quadro che viene fuori dal Rapporto di conformità, in linea col passato ciclo, è quello di un livello minimo di implementazione: su diciannove raccomandazioni solo una è stata implementata, mentre tredici solo parzialmente e cinque risultano del tutto non implementate.

Partendo dalle funzioni esecutive di alto livello, l’analisi del Rapporto rivela una netta discrepanza tra l’apparato burocratico e quello politico: in merito ai controlli di integrità pre-nomina e all’analisi sistemica dei rischi di corruzione, le raccomandazioni sono state considerate inadempiute in toto; per quanto riguarda invece temi come l’adozione di codici di condotta e le relative sanzioni, la formazione e consulenza etica, le raccomandazioni risultano parzialmente implementate. Una tendenza simile si osserva sul fronte della trasparenza finanziaria e dei rapporti con i gruppi di interesse. Se da un lato viene accolto positivamente il disegno di legge sui portatori di interesse approvato in prima lettura alla Camera; dall’altro lato, il GRECO è critico per quanto riguarda l’ambito di applicazione delle riforme legate al Codice di Condotta. Questo perché gli obblighi sulla gestione dei conflitti di interesse, così come le regole sui doni e i vantaggi, lasciano ancora fuori i ministri e titolari di cariche politiche. Restano inoltre inattuate tanto le richieste di verifica sostanziale sulle dichiarazioni patrimoniali, quanto una maggiore regolamentazione delle dichiarazioni stesse e la relativa implementazione di un sistema sanzionatorio efficace per le incompatibilità dei membri del governo.

Passando alla sezione sulle forze dell’ordine, il quadro si conferma altrettanto polarizzato, seppur presenti l’unico dato pienamente positivo del Rapporto: il netto miglioramento rispetto al divario di genere. Difatti, tutte le forze dell’ordine hanno registrato un consistente aumento verso l’equilibrio della rappresentanza femminile in tutti i ruoli e gradi, così come sul piano del reclutamento e della progressione di carriera.

Al contrario, sul fronte dell’integrità operativa, si assiste a una manifesta spaccatura. Laddove la Polizia di Stato risulta gravemente inadempiente, la valutazione dell’azione di Guardia di Finanza e Carabinieri è stata generalmente positiva da parte del GRECO. Si sottolineano così l’adozione di un rinnovato codice di condotta da parte della Guardia di Finanza e i lavori in corso da parte dei Carabinieri per un nuovo codice etico, così come l’organizzazione di un sistema in grado di fornire consulenze su temi etici ai membri di entrambe le forze dell’ordine. In merito ai controlli di integrità, sebbene non si ravvisino nuove misure, il GRECO ritiene soddisfacenti i controlli a cui vengono sottoposti gli agenti nel corso della loro carriera.

In attesa di una risposta al rapporto da parte delle autorità  italiane entro il 31 dicembre 2027, il GRECO reitera la necessità di progressi sostanziali per poter dichiarare come adeguatamente implementate le restanti diciotto raccomandazioni del Quinto Ciclo.

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