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Il tribunale per i minorenni di Venezia ha chiesto alla Corte costituzionale di valutare come discriminatorio il divieto di adozione per le coppie omosessuali unite civilmente

bambini che si tengono per mano
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Il 13 marzo 2026, il Tribunale per i minorenni di Venezia ha sollevato la questione di legittimità costituzionale in relazione alla Legge n. 184/1983; in particolare, i giudici hanno messo in discussione l'art. 29-bis, comma 1, che esclude le coppie unite civilmente (ai sensi della legge 76/2016) dall’adozione internazionale di minori. 

Secondo il Tribunale, questo divieto è irragionevole e discriminatorio e contrasterebbe con diversi principi della Costituzione italiana e della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU). La decisione si colloca nella scia di una recente sentenza della Corte Costituzionale con cui è stata dichiarata incostituzionale l’esclusione delle persone singole dall’adozione internazionale.

Secondo il tribunale rimettente, l’esclusione automatica delle coppie omosessuali limita sproporzionatamente la possibilità di contribuire alla tutela dei minori in stato di abbandono attraverso l’adozione e impedisce al giudice di accertare concretamente l’idoneità della coppia, tenendo in considerazione le specificità dei singoli casi. Secondo i giudici, il divieto non rispetta il principio di uguaglianza e discrimina e penalizza sia i bambini sia le coppie omosessuali unite civilmente.

Il caso concreto riguardava una coppia veneziana, unita civilmente dal 2019, animata da un forte desiderio di adottare un bambino e ritenuta idonea, equilibrata e matura da psicologi e assistenti sociali, ma bloccata dalla norma in vigore. Il paradosso è che se la coppia divorziasse, uno dei due (ex) partner potrebbe adottare come genitore single, mentre non può farlo in coppia con il partner. 

L’ordinanza del Tribunale che rimette la questione alla Corte Costituzionale sottolinea l’evoluzione della società italiana, in cui sono state riconosciute le unioni civili e altre forme di genitorialità plurali, rendendo obsoleto limitare l’adozione alle sole coppie unite in matrimonio, escludendo quanti sono legati da un’unione civile. 

Del caso si stanno occupando le avvocate Eleonora Biondo e Valentina Pizzol. Le legali hanno dichiarato che il provvedimento del Tribunale per i minorenni di Venezia rappresenta un’opportunità per superare il divieto e aprire le adozioni di minori stranieri anche alle coppie omosessuali. Le due legali ritengono che la normativa vigente impedisca di valutare in maniera effettiva l’interesse del minore, che dovrebbe invece costituire il criterio centrale in ogni procedimento di adozione. 

La questione è ora sottoposta alla Corte Costituzionale, che dovrà stabilire se la normativa vigente è conforme ai principi della Costituzione italiana e alle norme internazionali indicate dal Tribunale. La decisione della Corte potrebbe incidere in modo rilevante sul diritto di famiglia italiano, ridefinendo i criteri di accesso all’adozione internazionale e ponendo maggiore attenzione all’interesse del minore e alle reali capacità genitoriali. 

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