In ricordo di Emma Bonino
Il Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca" e la Cattedra Unesco Diritti umani, democrazia e pace dell'Università di Padova esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino.
La collaborazione con Emma Bonino ha inizio nel gennaio del 1993 quando Antonio Papisca è chiamato a far parte del Gruppo di esperti costituito presso il Ministero Affari Esteri sotto la presidenza del prof Giovanni Conso, col compito di elaborare la proposta italiana al Consiglio di Sicurezza in ordine alla creazione del Tribunale penale internazionale sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella ex Jugoslavia. Emma Bonino aveva appena dato vita all’Associazione “Non c’è pace senza giustizia” con l'obiettivo specifico di promuovere la creazione di un tribunale penale internazionale permanente. L’Associazione sarà poi tra i fondatori della Coalizione globale per la Corte penale internazionale.
Cinque anni dopo, nel luglio del 1998, Antonio Papisca, Emma Bonino, Commissaria europea, e Mary Robinson, Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, si ritrovano a Roma, nella piazza del Campidoglio, in occasione della manifestazione indetta dal Sindaco Rutelli, di plauso per la conclusione della Conferenza diplomatica e l’adozione dello Statuto della Corte Penale Internazionale (Statuto di Roma).
Nel settembre del 2007 Emma Bonino, Ministro per le Politiche comunitarie, partecipa nella cornice della Scuola Grande di San Rocco, a Venezia, alla solenne cerimonia di consegna dei diplomi e di inaugurazione dell’11° anno accademico dello European Master’s Degree in Human Rights and Democratisation (E.MA). Un progetto promosso dal Centro Diritti Umani dell’Università di Padova con la partecipazione di 41 Università europee.
Nel settembre 2013, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, Emma Bonino, Ministro degli Affari Esteri, prende la parola in occasione della presentazione dell’Annuario italiano dei diritti umani pubblicato dal Centro Diritti Umani dell’Università di Padova.
La sua azione politica e di attivista per i diritti umani non si è limitata a campagne e denunce, ma si è tradotta in leggi che hanno plasmato la società italiana e in misure che ancora oggi qualificano il profilo internazionale dell’Europa, a sostegno del diritto umanitario, della cooperazione con i paesi poveri, della difesa dello stato di diritto e della giustizia penale internazionale. Il debito dell’Italia e dell’Europa nei confronti di Emma Bonino è immenso e destinato a emergere ancor più acutamente. La sua personalità, integra, autorevole e determinata, lascia un vuoto incolmabile nella comunità internazionale.