Adottato il nuovo Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’Intolleranza
Sommario
- Introduzione
- Contesto
- Il Piano Nazionale d'Azione
- Conclusione
Introduzione
Il 13 giugno 2025 è stato adottato il nuovo Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza, dopo un ampio processo di consultazione e di confronto istituzionale, sociale e territoriale, coordinato dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
Il nuovo Piano è in linea con il Piano d’Azione dell’Unione Europea contro il razzismo 2020–2025 e costituisce uno strumento strategico pluriennale per la prevenzione e il contrasto sistemico delle discriminazioni su base etnico-razziale. Si configura come una risposta organica e coordinata, a livello nazionale, al razzismo e all’intolleranza, e come una leva di promozione dell’integrazione.
L’approccio proposto è orientato a rafforzare il principio costituzionale di parità di trattamento e di non discriminazione, promuovendo al contempo l’interazione positiva tra persone con background diversi, la valorizzazione delle diversità e il riconoscimento del contributo delle persone migranti e di origine migrante alla società italiana.
Il piano prevede di agire su vari ambiti di intervento, come lavoro e occupazione, istruzione, salute, sicurezza e protezione delle vittime. A questi si affiancano campagne di sensibilizzazione e formazione. Il Piano si propone inoltre di promuovere la costruzione di una società inclusiva, rafforzando il senso di appartenenza e la responsabilità condivisa.
Contesto
Negli ultimi vent'anni, l’Italia ha vissuto una profonda trasformazione demografica, superando la media europea per incidenza della popolazione straniera. Oggi si contano oltre cinque milioni di cittadini stranieri residenti, che salgono a circa sette milioni se si includono anche i cittadini naturalizzati. Questa presenza è particolarmente concentrata nel Centro-Nord dove, in alcuni comuni, i residenti di origine straniera superano il 25% del totale, influenzando significativamente anche la natalità e il numero di matrimoni misti. Nonostante questa forte presenza, molte persone di origine straniera continuano a subire discriminazioni di matrice etnico-razziale, rendendo evidente la mancanza di uguaglianza sostanziale.
Dal punto di vista economico, la componente straniera è estremamente dinamica e contribuisce in modo vitale allo sviluppo del Paese, specialmente nell'imprenditoria, e rappresenta una componente importante dell'occupazione. Tuttavia, persiste una marcata segregazione occupazionale: la maggior parte dei lavoratori stranieri, inclusi quelli con titoli di studio elevati, è impiegata in mansioni a bassa qualifica e con contratti precari. Questo fenomeno di sovraqualificazione raddoppia il rischio di povertà rispetto agli autoctoni e limita drasticamente l'accesso alla proprietà immobiliare, spingendo la popolazione migrante verso mercati dell'affitto spesso caratterizzati da pregiudizi e irregolarità contrattuali.
Il settore dell'istruzione mostra segnali contrastanti. Se da un lato gli alunni stranieri rappresentano l'unica componente scolastica in crescita in un contesto di bassa natalità, dall'altro emergono criticità strutturali quali l'alto tasso di abbandono, il ritardo scolastico e la canalizzazione verso gli istituti tecnici e professionali. Anche l'accesso all'università rimane sensibilmente inferiore rispetto a quello dei coetanei italiani, limitando di fatto le prospettive di mobilità sociale per le seconde generazioni.
Infine, nell'ambito della salute, nonostante il quadro normativo italiano garantisca parità di trattamento e di cure essenziali anche agli irregolari, esistono barriere invisibili che ostacolano l'integrazione sanitaria. La scarsa alfabetizzazione specifica, le difficoltà linguistiche e la complessità del sistema burocratico impediscono un accesso equo ai servizi di prevenzione e screening. Queste problematiche colpiscono in particolare le donne straniere, il cui isolamento dai servizi sanitari rischia di ripercuotersi negativamente sul benessere dell'intero nucleo familiare.
Il piano d'azione nazionale
Il Piano nazionale contro il razzismo e la xenofobia delinea una strategia di intervento integrata che mira a trasformare la gestione della diversità in Italia attraverso un approccio olistico. Il quadro di riferimento istituzionale proposto intende ricondurre tutte le risorse pubbliche a un sistema coerente di antidiscriminazione e pari opportunità, superando la logica degli interventi frammentati. Per trarre pieno beneficio dall'immigrazione e garantire l'uguaglianza sostanziale, è necessario promuovere una coesione sociale e culturale su scala nazionale che eviti la formazione di società parallele o enclave chiuse, valorizzando il contributo dei migranti e coltivando un senso di appartenenza condiviso.
Il piano mira a fare questo attivandosi su vari ambiti di intervento:
- Lavoro e occupazione
- Abitazione
- Istruzione, cultura e sport
- Salute
- Sicurezza e protezione delle vittime
- Comunicazione e media
A questi si affiancano tre assi trasversali fondamentali:
- Formazione degli operatori pubblici
- Campagne di informazione e sensibilizzazione
- Creazione e consolidamento delle reti territoriali
Asse Lavoro e Occupazione
Per l’Asse Lavoro e Occupazione, il Piano Nazionale delinea una serie di obiettivi e azioni strategiche volti a garantire l'uguaglianza di trattamento e l'inclusione effettiva dei cittadini stranieri nel mercato del lavoro.
Il piano prevede percorsi formativi specifici sui principi di pari opportunità rivolti ai funzionari dei Centri per l'Impiego e agli operatori del reclutamento. A livello aziendale, si promuove l'adozione di strumenti come i Diversity Charts, codici etici e l'adesione alla Carta delle pari opportunità per valorizzare le imprese che integrano principi antidiscriminatori.
Il Piano affronta la sfida della segregazione lavorativa, ovvero la tendenza a confinare i lavoratori stranieri in mansioni non qualificate. Le azioni proposte comprendono ricerche sulle pratiche discriminatorie nelle selezioni e sperimentazioni di percorsi di affiancamento per contrastare la subalternità, con un focus particolare sulle donne straniere. Tra le misure più innovative per contrastare il declassamento professionale e i pregiudizi figurano:
- La promozione e diffusione del curriculum anonimo nelle pratiche di reclutamento.
- Azioni per facilitare il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali ottenute all'estero.
- L'incentivazione di forme di apprendistato duale che consentano di acquisire un titolo di studio lavorando.
- La valorizzazione della partecipazione delle donne con background migratorio nelle discipline STEM.
Inoltre, per superare le barriere linguistiche e culturali, sono previste iniziative di sensibilizzazione sulle regole del mercato del lavoro e programmi per favorire l'autoimprenditorialità tramite sportelli di assistenza burocratica.
Infine, viene data grande importanza alla creazione di ambienti di lavoro rispettosi della libertà religiosa, promuovendo "accomodamenti ragionevoli" come la flessibilità degli orari per le festività o la preghiera e l'adeguamento degli spazi e dell'abbigliamento lavorativo.
Asse Istruzione, Cultura e Sport
Le azioni per l’Asse Istruzione, Cultura e Sport definiscono una strategia integrata per promuovere l'inclusione e contrastare i pregiudizi attraverso il sistema educativo e la pratica sportiva.
Nell'ambito scolastico, il Piano punta alla formazione del personale docente sull'uso di linguaggi non discriminatori e all'integrazione, nei programmi didattici, di temi quali le pari opportunità e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
Per favorire una cultura inclusiva, vengono promosse diverse iniziative mii:
- Attività di sensibilizzazione nel mondo della scuola e promozione della letteratura di autori di origine straniera.
- Ricerca e monitoraggio attraverso la realizzazione di indagini campionarie sul fenomeno discriminatorio tra i giovani.
- Valorizzazione della cultura attraverso, per esempio, la pubblicazione di bandi per sostenere la partecipazione di artisti di origine migrante a produzioni culturali e festival.
Anche l'ambito sportivo è considerato fondamentale per promuovere il rispetto e l'integrazione attraverso misure concrete, come la sottoscrizione di protocolli e l’aggiornamento dei codici etici delle federazioni sportive per eliminare barriere discriminatorie nel tesseramento degli atleti, la formazione specifica sulla non discriminazione per dirigenti, arbitri e atleti, e la creazione di un protocollo standard per la rilevazione dei casi di discriminazione etnico-razziale nel settore.
Asse Abitazione
Nel settore abitativo, l'azione si concentra sul monitoraggio del mercato immobiliare e dell'edilizia pubblica per evitare la ghettizzazione, promuovendo scambi di buone prassi tra i comuni per facilitare l'inserimento abitativo e contrastare le discriminazioni.
Per incidere sulla cultura del settore immobiliare, sono previste diverse iniziative rivolte ai professionisti e alle istituzioni:
- Realizzazione di percorsi di informazione e sensibilizzazione per agenzie immobiliari, amministratori di condominio e associazioni degli inquilini.
- Promozione di modelli di intervento per ridurre i conflitti all'interno delle comunità.
- Creazione di reti di scambio e di networking tra enti locali e operatori pubblici e privati per diffondere buone prassi di inserimento abitativo.
- Attuazione di campagne informative per promuovere il diritto all'abitare e prevenire le discriminazioni.
Il Piano introduce, inoltre, misure concrete per sostenere le persone a rischio di marginalità abitativa o di sfratto attraverso il supporto legale gratuito alle vittime di discriminazione, la sperimentazione di modelli abitativi innovativi come il cohousing e l'attivazione di sportelli territoriali per assistere le categorie a rischio nella ricerca di un alloggio e nel disbrigo delle pratiche amministrative.
Asse Salute
La strategia interviene anche nel settore della salute, prevedendo di aumentare la health literacy (consapevolezza sanitaria) della popolazione straniera e di garantire un accesso equo e non discriminatorio alle cure.
Il piano punta a migliorare la comunicazione tra pazienti e sistema sanitario attraverso la creazione di campagne informative multilingue su temi sensibili quali gravidanza, parto e salute materno-infantile e lo sviluppo di canali di comunicazione inclusivi che utilizzino interpreti e mediatori culturali per superare le barriere linguistiche. Inoltre, si mira al miglioramento dell'accessibilità digitale dei portali e delle applicazioni sanitarie, rendendoli fruibili in più lingue.
Per sradicare le discriminazioni etnico-razziali nei servizi sanitari, sono previsti percorsi formativi per il personale amministrativo e sanitario focalizzati sui principi di non discriminazione e pari opportunità.
Asse Sicurezza e Giustizia
Quest'area punta a rendere il sistema giudiziario e le forze dell'ordine più efficaci nel contrastare l'odio e nel proteggere le vittime.
Il Piano prevede la definizione di procedure standard nazionali per classificare e registrare i casi di hate crime e hate speech, il potenziamento degli sportelli giudiziari di prossimità e l’inserimento di mediatori interculturali e interpreti esperti per evitare discriminazioni durante i processi, nonché la promozione di attività di ascolto e assistenza territoriale per le vittime di razzismo. Il Piano mira anche a incentivare le strategie territoriali che utilizzino la giustizia riparativa come strumento per ricomporre i conflitti derivanti da condotte discriminatorie.
Asse Comunicazione e Media
L'Asse Comunicazione e Media definisce le strategie per promuovere un linguaggio non discriminatorio e una rappresentazione inclusiva della diversità all'interno del sistema informativo e radiotelevisivo.
Il Piano interviene direttamente sugli strumenti di governance del servizio pubblico prevedendo la sensibilizzazione dei professionisti dell'informazione e la promozione dell'inclusione. Inoltre prevede la realizzazione di attività di monitoraggio dei linguaggi dei media per analizzare come vengono trattati i temi delle migrazioni e la rappresentazione dei cittadini migranti.
Per trasformare le redazioni in ambienti più inclusivi, sono previste misure concrete, quali stage, tirocini e borse di studio rivolte specificamente a operatori dell'informazione cittadini di paesi terzi, e l’organizzazione di incontri di sensibilizzazione con gli editori per promuovere una maggiore presenza sui media delle voci di persone appartenenti a gruppi maggiormente esposti a fenomeni di discriminazione e razzismo.
Assi Trasversali
Per quanto riguarda gli assi trasversali, essi mirano a promuovere l'informazione, la formazione e il consolidamento delle reti territoriali contro le discriminazioni. Gli interventi intendono sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne nazionali e strumenti digitali, coinvolgendo attivamente l’associazionismo, le seconde generazioni e i giovani influencer di origine straniera.
Un asse centrale è rappresentato dal potenziamento della formazione del personale della Pubblica Amministrazione, considerata la leva strategica per un cambiamento culturale profondo. Il divieto di discriminazione viene rafforzato attraverso programmi specifici, come i corsi dedicati alla cultura del rispetto e alla prevenzione della violenza. Questi percorsi formativi mirano a sensibilizzare i funzionari pubblici, dagli operatori della giustizia alle Forze dell'ordine, affinché siano in grado di riconoscere e contrastare ogni forma di pregiudizio, prevenire le cosiddette discriminazioni istituzionali e garantire il trattamento equo e rispettoso di ciascuno.
Infine, il Piano mira a rendere il principio di non discriminazione un criterio di valutazione permanente nelle politiche pubbliche. Tra le misure più concrete figurano la definizione di uno status giuridico per la figura del mediatore interculturale e la valorizzazione dei percorsi di rappresentanza dei cittadini stranieri a livello locale, garantendo che le comunità migranti abbiano voce nei processi decisionali attraverso consulte e consiglieri aggiunti.
Focus Speciali
Nel Piano nazionale sono presenti anche dei Focus Speciali che delineano una serie di interventi mirati a contrastare forme specifiche di discriminazione e a promuovere il dialogo interreligioso e interculturale. Questi focus pongono una forte enfasi sulla lotta all’antisemitismo, l’islamofobia e l’afrofobia attraverso un miglioramento della capacità delle autorità nel perseguire i reati d'odio, il potenziamento del supporto alle vittime, la definizione di linee guida specifiche per la prevenzione nelle scuole e iniziative di sensibilizzazione e valorizzazione del pluralismo culturale e religioso.
Per quanto riguarda i contesti di detenzione, il Piano prevede iniziative per istruire il personale penitenziario sui bisogni specifici delle persone con background etnico o migratorio diverso, nonché la promozione di attività mirate al reinserimento socio-lavorativo e alla prevenzione di atti di autolesionismo e suicidi in cella.
Conclusione
Il nuovo Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza rappresenta un passo necessario per un’Italia che ha già vissuto un forte cambiamento demografico, ma che deve ancora perfezionare i propri strumenti di inclusione sociale. Frutto di un impegno collettivo, il Piano Nazionale si configura non solo come un documento programmatico, ma anche come uno strumento operativo a supporto delle istituzioni e della società civile per promuovere l’uguaglianza sostanziale, la dignità della persona e la piena inclusione di tutti. Attraverso un modello di governance multilivello e permanente, l’attuazione del Piano sarà monitorata nel tempo per garantirne l’efficacia e l’impatto sul territorio.
Il successo di questo ambizioso programma risiederà nella sua capacità di trasformare le proprie linee programmatiche in cambiamenti concreti, attraverso il monitoraggio costante dello Stato e il coinvolgimento attivo delle reti territoriali.