peacekeeping

Il Contributo italiano alle missioni di «peacekeeping» e altre missioni militari nel 2025

La peacekeeper Laura Rozzoni in servizio con la United Nations Interim Force in Libano (UNIFIL) si prepara per il pattugliamento giornaliero lungo la Linea Blu nel Libano del Sud.
© UN Photo/Pasqual Gorriz

La Legge 31 ottobre 2024 n. 168 ha aggiornato la normativa precedente (L. 145/2016) che disciplina la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali comportando modifiche sull’autorizzazione e sul finanziamento delle medesime e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. L’obiettivo principale è snellire l'iter decisionale per rispondere con maggiore rapidità ai cambiamenti geopolitici, prevedendo una maggiore partecipazione del Governo. Si trattata di una vera e propria flessibilità operativa: d'ora in poi sarà molto più semplice spostare personale e mezzi tra diverse missioni che si trovano nella stessa area geografica, facendoli lavorare in modo integrato. Infatti, il Governo potrà individuare e schierare rapidamente forze ad altissima prontezza operativa al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza. Inoltre, è cambiata la scadenza entro cui il Governo presenta al Parlamento la relazione annuale, fondamentale per fare il punto della situazione e decidere se proseguire con le missioni. Essa non dovrà più essere consegnata a dicembre, ma entro il 31 gennaio, permettendo così di raccogliere dati più precisi e completi sull'anno appena trascorso.

La delibera presentata il 19 febbraio 2025 dal Consiglio dei Ministri è la prima deliberazione successiva alla riforma della legge quadro sulle missioni internazionali (legge n. 145 del 2016) appena riassunta. La relazione analitica riguarda le missioni internazionali in corso e lo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione svolte tra il 1º gennaio – 31 dicembre 2024 (Doc. XXVI, n. 3). La deliberazione aveva come fine quello di autorizzare la prosecuzione di tali missioni anche nel 2025 e la partecipazione dell’Italia ad una nuova missione internazionale (DOC. XXV, N. 3). Si tratta della creazione di un contingente di forze ad alta e altissima prontezza operativa, da impiegare, con una procedura accelerata, al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza. L'area geografica di intervento è indicata in termini molto ampi, e cioè: "Paesi in cui operano personale e contingenti nazionali e Paesi in cui le condizioni di sicurezza richiedano l'esecuzione di uno specifico piano nazionale, nonché all'interno dell'area di responsabilità del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR)".

La deliberazione del Consiglio dei Ministri è stata approvata presso la Camera dei Deputati in data 16 aprile 2025 dalle Commissioni III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa). Presso il Senato, invece, la deliberazione è stata approvata in data 8 aprile 2025 dalla 3ª Commissione Affari esteri e difesa.

Per lo svolgimento delle missioni oggetto di proroga il Governo quantifica per il 2025 un massimo di contingenti impiegati nei teatri operativi pari a 12.109 unità e una media generale di 7.751 unità.

Sono stati autorizzati 1.480.172.377 euro per la proroga delle missioni in corso e 29.973.204 euro per la partecipazione della nuova missione nel caso di effettivo impegno delle forze.

La seguente lista riporta le missioni militari e di polizia cui l’Italia ha preso parte con proprio personale nel corso del 2025, suddivise per Paese o area geografica di intervento.

Asia

  • Operazione “coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh”
  • Operazione Levante - Impiego di un dispositivo militare per il contributo nazionale in esito al conflitto Israele-Hamas

Balcani

  • Operazione Joint Enterprise, in ambito NATO, in Kosovo, Bosnia-Erzegovina e Serbia

Bosnia-Erzegovina

  • Operazione EUFOR Op. ALTHEA, dell’Ue

Burkina Faso

  • Missione di supporto in Burkina Faso

Emirati Arabi Uniti / Kuwait / Bahrain / Qatar / Tampa

  • Operazione “Dispositivo militare, incluso il personale del Corpo militare volontario della croce rossa, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia”

Eritrea

  • Missione bilaterale di addestramento delle Forze di polizia somale e gibutiane e delle Forze armate gibutiane
  • Base militare nazionale a Gibuti;

Iraq

  • Operazione “NATO Mission in Iraq (NM-I)”

Libano

  • Operazione “United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL)”
  • Operazione “Missione bilaterale di addestramento delle forze armate libanesi (MIBIL)”

Libia

  • Missione bilaterale MIASIT in Libia
  • Missione Onu UNSMIL in Libia

Mozambico

  • Missione dell’Unione europea EUMAM in Mozambico

Niger

  • Missione di supporto MISIN in Niger

Nord Africa

  • Missione Nato “Implementation of Enhancement of the Framework for the South”

Palestina

  • Operazione “Missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi (MIADIT)”

Somalia

  • Missione dell’Unione europea EUTM in Somalia

Tunisia

  • Missione bilaterale di cooperazione in Tunisia

Ucraina

  • Partecipazione nazionale alle iniziative NATO, UE, di coalizione e bilaterali di supporto all'Ucraina - missione di addestramento militare EUMAM Ucraina (European Union Military Assistance Mission).

Potenziamento dei dispositivi nazionali, della NATO, dell’UE e dell’ONU

  • Operazione Mediterraneo Sicuro
  • Missione Sea Guardian della NATO
  • Missione EUNAVFOR MED Irini
  • Dispositivo NATO per la sorveglianza navale e per la raccolta di dati nell’area sud dell'Alleanza
  • Dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Nuova Guinea
  • Operazione EUNAVFOR ATALANTA
  • Operazione EUNAVFOR ASPIDES
  • Operazione COMBINED MARITIME FORCES
  • Operazione MULTINATIONAL FORCE AND OBSERVERS (MFO)

Annuario

2025

Parole chiave

peacekeeping Nazioni Unite / ONU Italia