ZEM 2026: uno strumento a supporto degli abitanti di fronte agli sfratti forzati
Gli sfratti forzati, che siano causati da morosità, dall’assenza di un titolo di proprietà riconosciuto o da qualsiasi altra ragione, vengono spesso presentati come un fallimento personale. Ma quando si traducono in procedure inaccessibili e sfociano nella perdita di un alloggio stabile, diventano qualcosa di più duro: un meccanismo che mina i diritti, la comunità e il futuro. Sfratti forzati e sgomberi si verificano in ogni parte del mondo. In molti luoghi, l’abitazione sta perdendo la sua funzione sociale: l’alloggio come diritto umano e la funzione sociale della proprietà cadono vittime della speculazione e dell’estrazione di valore attraverso l’affitto, mentre la vulnerabilità aumenta; allo stesso tempo, crescono le tensioni per chi difende le tutele abitative e chi finisce per pagare il prezzo di decisioni prese altrove.
La Maratona Internazionale Sfratti Zero (ZEM), organizzata nell’ambito delle Giornate Mondiali Sfratti Zero in collaborazione tra il Centro per i Diritti Umani dell’Università di Padova e l’International Alliance of Inhabitants, giunta alla sua terza edizione, colloca con forza l’abitare nel quadro dei diritti umani. Quest’anno, ZEM 2026 affronterà gli sfratti forzati non soltanto come un esito finale, ma anche come un processo, influenzato da condizioni di fatto e da politiche e scelte di pianificazione che rendono l’abitare sempre meno accessibile e sicuro.
Un filo conduttore attraversa tale dinamica: gli attacchi ai difensori dei diritti umani, compresi i difensori del diritto all’abitare, che spesso vengono presi di mira con intimidazioni e pressioni quando chiedono trasparenza, responsabilità e il rispetto delle garanzie.
ZEM 2026 è costruito attorno ad alcune aree tematiche. Sfratti alimentati da politiche neoliberiste estrattiviste, da grandi opere e da scelte politiche legate al cambiamento climatico restano, purtroppo, quanto mai diffusi, aggravati dal peso silenzioso ma schiacciante di costi abitativi insostenibili e dalla criminalizzazione di una popolazione di senzatetto in drammatica crescita. Allo stesso tempo, si stanno diffondendo con un ritmo allarmante sfratti di massa di intere popolazioni: gli sfratti forzati sono l’altra faccia del genocidio palestinese e dell’urbicidio e del domicidio in corso a Gaza, per esempio. L’impatto pervasivo dell’IA sul settore dell’abitare continua ad intensificarsi: sistemi e algoritmi automatizzati accelerano le decisioni, acuiscono le asimmetrie, distorcono le valutazioni del rischio e rendono più arduo contestare pregiudizi ed errori.
La principale novità della ZEM di quest’anno è l’attenzione agli sfratti collegati a diverse forme di occupazione senza titolo legale, un tema che non va ridotto a mera questione penale, ma va visto come un esempio di come la funzione sociale della proprietà sia sempre più spesso ignorata: un principio spesso sancito dalle leggi, ma quasi mai rispettato nella pratica.
Questo tema verrà approfondito dal nuovo Relatore Speciale ONU sul Diritto a un Alloggio Adeguato, Koldo Casla, che accoglieremo con grande calore a ZEM 2026 — così come è stato accolto l’anno scorso il suo predecessore, Balakrishnan Rajagopal.
La ZEM è una piattaforma che offre un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, società civile e mondo accademico su percorsi concreti per la tutela del diritto all’abitare e sulle relative politiche.
ZEM 2026 è a disposizione di tutti coloro che possono far avanzare questo dialogo e farlo diventare cambiamento: il grande pubblico, i sindacati e le associazioni di inquilini, locatari e proprietari di casa, università, istituzioni e media. Perché le soluzioni non riguardano solo “chi ha ragione e chi ha torto”, ma passano attraverso l’elaborazione di regole migliori, strumenti di prevenzione, percorsi di protezione più efficaci e un equilibrio tra interessi pubblici e responsabilità private, senza lasciare indietro nessuno.
Per i media, ZEM 2026 è l'occasione per raccontare una realtà cruciale con un solido contesto: le dinamiche legali e sociali dietro ogni sfratto, la dimensione dei diritti umani nei conflitti legati all’abitazione e come la resistenza degli abitanti possa offrire soluzioni reali nel pieno rispetto dei diritti umani e dell’ambiente.
Per abitanti e inquilini, è un punto di incontro per capire come funzionano questi processi, collegarsi con organizzazioni e reti e spingere per soluzioni che prevengano gli sfratti invece di limitarsi a gestirne le conseguenze: la sicurezza abitativa va trattata come un diritto, non come un privilegio.
Per locatari e proprietari della propria abitazione, è un forum strutturato per discutere di responsabilità e sostenibilità. Regole chiare ed eque per gestire le morosità e meccanismi che riducono l’incertezza e l’escalation.
Anche per gli studenti, ZEM è un’opportunità per mettere in luce come l’insicurezza abitativa sia diventata una realtà quotidiana sempre più diffusa: affitti in aumento, contratti precari, accesso limitato agli alloggi e la paura costante di essere sfrattati sono fattori che possono compromettere sia gli studi sia le prospettive future.
ZEM 2026 è un’opportunità per comprendere le strutture alla base della crisi abitativa globale, apprendere in che modo i diritti e le tutele vengono difesi nella pratica e contribuire a definire le soluzioni di nuova generazione: politiche abitative più inclusive e trasparenti, procedimenti più giusti, un uso responsabile delle tecnologie, meccanismi che riducono l’incertezza e la conflittualità, percorsi che tutelino sia la stabilità dell’abitare sia la dignità delle persone.
Segnatevi quindi in agenda giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2026, e unitevi alla ZEM dalle 7:00 alle 19:00 (UTC). Date il vostro contributo per trasformare il diritto alla casa e la campagna sfratti-zero in un’agenda concreta e condivisa, sostenuta dai dati, dalle scelte delle comunità e dalla legge.