“Il coraggio di non fermarsi senza compromessi”: l’impegno di Amnesty Italia nel 2024 e le sfide per il futuro
Sommario
- La presenza di Amnesty International Italia sul territorio
- Il lavoro di Amnesty International Italia nel 2024
- Julian Assange libero
- Libertà per Maysoon Majidi
- Sfide e prospettive per il 2025
Introduzione
Il 2024 è stato un anno denso di sfide e attivazioni per Amnesty International Italia che ha raccolto nella sua pubblicazione annuale “Bilancio Sociale 2024” un resoconto del proprio impegno nella difesa e promozione dei diritti umani in Italia. Tra i focus di azione principali ci sono la promozione del diritto di protesta, il lavoro sulle crisi internazionali, in particolare la diffusione e promozione del rapporto intitolato “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, sui diritti delle persone migranti e ha festeggiato la scarcerazione del giornalista australiano Julian Assange. L’organizzazione ha operato attraverso attività di ricerca, educazione ai diritti umani, lobby istituzionale e mobilitazione civica, coinvolgendo attivamente migliaia di persone in tutto il territorio nazionale. In un contesto politico difficile, Amnesty Italia ha continuato a essere un punto di riferimento indipendente e autorevole, rafforzando la sua azione attraverso Task force specializzate e un’attivazione costante della società civile.
La presenza di Amnesty International Italia sul territorio
La Sezione Italiana di Amnesty International è nata nel 1975 e da allora si è espansa fino a coinvolgere persone attiviste da tutta l’Italia e di diverse generazioni.
Amnesty International Italia intende per persona attivista “ogni persona che svolge un’attività continuativa in una struttura dell’organizzazione, è regolarmente associata e iscritta al registro dei volontari e, oltre a reagire alle proposte di attivazione di Amnesty International, ha un rapporto circolare con l’organizzazione condividendone sia i valori, sia la vita associativa in termini di partecipazione corale delle azioni volte all’impatto di tutela dei diritti umani e alla costruzione delle medesime azioni, e di agibilità a pieno titolo nei processi decisionali.”
Le persone attiviste in Italia si mobilitano sul territorio attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, educazione ai diritti umani, azioni di piazza e raccolta firme.
Nel 2024 le persone iscritte al movimento ammontano a 30.174 di cui 1340 sono attiviste (tra le persone iscritte il 15% è di età compresa fra i 14 e i 25 anni, il 23% fra i 26 e i 35 anni, il 21% fra i 36 e i 50 anni e il 23% fra i 51 e 65 anni) sono attive nei gruppi locali e/o impegnate in forme di attivismo specializzato che opera su scala nazionale.
Al 2024, i gruppi attivi nella penisola sono 163 e sono per lo più dislocati nell’area settentrionale. Allo stesso tempo 79 persone sono coinvolte in forme di attivismo diversificato o specializzato tra coordinamenti tematici o di area geopolitica e altrettante 79 sono coinvolte nelle cosiddette Task Force che si dividono in “Hate Speech”, “Osservatori”, “Ricerca-Azione”. Queste ultime forme di attivismo prevedono non solo un impegno di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, ma anche una serie di attività complementari alle tradizionali forme di attivismo come, ad esempio, il monitoraggio dei discorsi d’odio online e il monitoraggio delle manifestazioni pubbliche.
Inoltre, essendo Amnesty International un movimento profondamente democratico, le persone coinvolte nell’associazione sono chiamate a prendere parte alla cosiddetta Assemblea Generale che ha luogo ogni anno in una diversa città italiana. La XXXIX Assemblea Generale della Sezione Italiana di Amnesty International si è svolta a Ravenna (Emilia-Romagna) dal 31 maggio al 2 giugno 2024 a cui hanno preso parte 270 persone delegate e persone socie.
Il lavoro di Amnesty International Italia nel 2024
Il lavoro di Amnesty International Italia nel 2024 si è concentrato su una serie di campagne, azioni di lobby, attività di educazione e formazione ai diritti umani, comunicazione media e iniziative di stampo artistico e culturale per i diritti umani.
Ogni anno la Sezione Italiana organizza le proprie energie attraverso una cosiddetta Programmazione Operativa Annuale che deriva dalle decisioni prese a livello globale e regionale, tra le Sezioni di Amnesty International in Europa e in Asia Centrale. La Sezione Italiana elabora poi una sua strategia per l’anno a venire che prevede delle aree di lavoro prioritarie, delle aree flessibili ed aree facenti parte di un lavoro continuativo.
Nel 2024 il lavoro per i diritti umani di Amnesty Italia ha seguito le priorità globali e regionali quali il sostegno alla libertà di espressione e di associazione nella protezione del diritto di riunione pacifica, il rafforzamento dell’uguaglianza e della non discriminazione nelle forme della promozione della giustizia di genere, razziale e intersezionale, della giustizia climatica, del diritto alla salute, all’abitazione e alla sicrezza sociale e della protezione dei diritti delle persone migranti, rifugiate e in contesti di crisi.
Il lavoro per i diritti umani poi si è sviluppato nell’ambito di specifiche campagne che comprendono un ventaglio di diverse forme di attivazione, dalla mobilitazione della società civile ai colloqui con le autorità statali italiane. Di seguito una panoramica delle campagne su cui Amnesty Italia si è concentrata nel 2024.
- “Proteggo la Protesta” è una campagna globale di Amnesty International mirata a denunciare le violazioni dei diritti umani che hanno luogo nell’ambito dell’esercizio della libertà di espressione e di riunione pacifica monitorando la restrizione degli spazi civici.
Nell’ambito della campagna, Amnesty Italia ha posto particolare attenzione sulle manifestazioni che si sono svolte in Italia in solidarietà con la popolazione palestinese. La manifestazione nazionale, svoltasi a Roma il 5 ottobre 2024, è stata monitorata dalla Task Force Osservatori, così come altre svoltesi in Italia, ma è stata anche oggetto di una ricerca pubblicata dagli uffici centrali di Amnesty International, i quali hanno rilevato numerose interferenze ingiustificate da parte delle autorità italiane nei confronti delle persone manifestanti come divieti preventivi, controlli e trattenimenti illegali, assenza di ingressi e uscite sicuri dalla piazza, tra le varie misure ostili rispetto al diritto di protesta. L'associazione ha chiesto un’indagine indipendente e imparziale sulle violazioni dei diritti umani che si sono verificate il 5 ottobre 2024.
Inoltre, sempre nell’ambito della protezione del diritto di protesta, Amnesty Italia ha aderito alla rete nazionale No Ddl Sicurezza - A Pieno Regime che si mobilita per la difesa dei diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica contro la criminalizzazione delle persone manifestanti e la restrizione dello spazio civico in Italia. - Con la campagna “Parità, Giustizia e Intersezionalità” Amnesty Italia si è impegnata a favore dei diritti delle persone LGBTQIA+ attraverso la partecipazione a ben 33 Pride attraverso 47 dei gruppi dislocati in tutta Italia.
Si è inoltre attivata tramite la Task Force Hate Speech sul contrasto ai discorsi d’odio online. L’associazione ha, inoltre, contintuato il proprio impegno di lobby nell’ambito della campagna “Io Lo Chiedo: Il sesso senza consenso è stupro” che ha il fine di modificare l’articolo 609-bis del codice penale italiano in osservanza degli impegni presi dal governo italiano rispetto alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). - Nell’ambito della campagna “Migrazione” l’associazione si è attivata per la promozione e protezione dei diritti delle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo nonché delle persone colpite dalle conseguenze di guerre e crisi. Il focus è stato particolarmente indirizzato sull’accordo tra Italia e Albania per l’istituzione di due Centri per le persone migranti sul territorio albanese destinati al trattenimento delle persone intercettate in mare dalle autorità italiane, nonché sui Centri per il rimpatrio presenti sul territorio italiano conducendo interviste con le persone trattenute e interlocuzioni con le istituzioni.
Inoltre, nel 2024 ha festeggiato l’assoluzione dell’equipaggio della nave Iuventa, della Ong tedesca Jugend Rettet. Il processo a loro carico andava avanti dal 2017, anno in cui la procura di Trapani ha sequestrato la loro nave e messo sotto inchiesta parte dell’equipaggio con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” in un tentativo di mettere sotto scacco l’attività delle ONG attive nel Mediterraneo. Sin dall’inizio dei procedimenti, Amnesty Italia si è schierata contro le indagini e l’avvio di un processo, seguendone ogni fase. - Continua con la campagna “Cambiamenti climatici e diritti umani” la battaglia della ONG per la giustizia climatica in cui le persone attiviste di Amnesty Italia hanno condotto azioni di pressione sulle istituzioni locali, comuni e regioni per favorire l’impegno in difesa del diritto ad un ambiente pulito, sano e sostenibile.
- Amnesty si è impegnata a difesa delle persone affette dai conflitti armati e situazioni di grave crisi nel mondo nell’ambito della campagna “Crisi internazionali dei diritti umani” sostenendo la richieste di giustizia e promuovendo l’accertamento delle responsabilità dinanzi alle istanze nazionali o internazionali. Nello specifico, in Italia, il movimento ha portato all’attenzione delle istituzioni nazionali il rapporto sulla violenza sessuale subita dalle persone manifestanti in Itan incontrando rappresentanti del ministero degli Affari Esteri. Numerose manifestazioni a sostegno del movimento “Donna, Vita, Libertà” sono state supportate e nel mese di marzo, anche grazie al contributo e alla documentazione fornita dall’organizzazione, la Camera dei Deputati ha approvato una risoluzione di condanna per la discriminazione e la violenza sessuale nei confronti di donne e ragazze in Iran. Inoltre, dopo la pubblicazione del report “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, la discussione sul genocidio in corso in Palestina è stata portata avanti da Amnesty Italia con continuità, presentando il rapporto a centinaia di persone in tutta Italia.
- Come dall’inizio delle sue attività in Italia, Amnesty International ha continuato a battersi per l’abolizione della pena di morte ovunque nel mondo con la campagna “No alla pena di morte”.
L’impegno profuso per la protezione e promozione dei diritti umani da parte di Amnesty Italia nel 2024 si è concretizzato anche attraverso l’attenta concertazione di azioni e pressioni sulle autorità italiane in svariati ambiti per rispondere alle “sfide senza precedenti per i diritti umani sia a livello nazionale che internazionale”. Nel 2024 Amnesty Italia si è attivata anche dinanzi a meccanismi internazionali di protezione e promozione dei diritti umani come, ad esempio, la revisione periodica universale del Consiglio dei diritti umani della Nazioni Unite. Relativamente al diritto di protesta, Amnesty Italia ha espresso le sue preoccupazioni in merito al decreto legge “sicurezza” promosso dal governo Meloni dinanzi ad organismi come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) e la Commissaria per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa. Amnesty Italia si è attivata anche in interlocuzioni con le istituzioni italiane in merito alla situazione delle persone migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio in Italia e sul territorio albansese, a seguito della conclusione del Protocollo “Italia-Albania” nel 2023. Inoltre, l’attenzione dell’organizzazione si è focalizzata anche sulla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale e dei potenziali rischi che essa pone per il godimento dei diritti umani. Le attività di sensibilizzazione delle persone attiviste sono state condotte su tutto il territorio della penisola attraverso mobilitazioni di piazza in favore dei diritti delle persone LGBTQIA+, del diritto di protesta, per portare l’attenzione su crisi internazionali e per il sostegno a prigionieri di coscienza. Grazie ai gruppi locali i diritti umani sono entrati nelle scuole di ogni vari ordini e gradi e nelle università.
Julian Assange Libero
Il 2024 è stato un anno da ricordare per le persone attiviste di Amnesty International Italia e oltre, che, dopo ben quattordici anni di attivazione globale, il 25 giugno hanno finalmente celebrato la liberazione di Julian Assange. Solo in Italia, Amnesty ha raccolto 201.998 firme online in suo favore, si è impegnata in azioni di lobby e in ambito mediatico. Julian Assange è un giornalista, programmatore e attivista australiano che è salito agli onori della cronaca per aver pubblicato nel 2010, sul sito web Wikileaks, da lui lanciato, una serie di notizie su possibili crimini di guerra compiuti dagli Stati Uniti durante la guerra in Iraq, molti dei quali etichettati come “segrete”. Nel 2019, Assange è stato arrestato facendo seguito a un mandato d’arresto emesso nel 2012 per essere interrogato su presunte accuse di stupro ed essere estradato in Svezia. Invece di consegnarsi, il giornalista ha trovato asilo nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra a causa delle fondate preoccupazioni che l’estradizione in Svezia potessero sottoporrlo al rischio di estradizione verso gli Stati Uniti. Infatti, nel 2019 le autorità statunitensi hanno reso pubblico il fatto che vigesse un mandato d’arresto per spionaggio coperto da segreto contro Julian Assange. Durante l’Assemblea Generale di Amnesty International Italia del 2023, le persone attiviste avevano anche incontrato Stella Morris, moglie di Julian Assange nell’ambito di un confronto sulla prosecuzione della campagna per la sua liberazione. Secondo l’organizzazione per i diritti umani la persecuzione di Assange ha avuto un “effetto paralizzante” sul diritto alla libertà di informazione di giornalisti e informatori nel loro lavoro di denuncia di abusi di potere e corruzione.
Libertà per Maysoon Majidi
Amnesty Italia nel 2024 ha celebrato anche la scarcerazione e assoluzione di Maysoon Madi, donna curdo-iranania accusata dalle autorità italiane di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e che, anche grazie al supporto di Amnesty Italia è stata assolta dalle accuse dopo oltre dieci mesi di carcere. Nel 2023 aveva lasciato l’Iran scappando dalla repressione. Arrivata in Italia il 31 dicembre 2023, allo sbarco sulle coste calabresi è stata trattenuta dalle autorità italiane e trattenuta. Il caso, seguito con attenzione da Amnesty Italia, si è concluso con la sua scarcerazione il 22 ottobre 2024, dopo ben 302 giorni di carcere.
Sfide e prospettive per il 2025
Il 2024 è stato un anno colmo di spazi di attivazione e lotta per Amnesty International Italia. L'acuirsi di gravi crisi internazionali e della restrizione dello spazio civico, hanno portato il movimento di persone impegnato sotto il simbolo della candela avvolta da filo spinato a rispondere con forza tramite campagne di raccolta firme e di messaggi di solidarietà, la propria presenza nelle piazze, nelle scuole, nelle università e sulle testate giornalistiche, la pressione sulle istituzioni e utilizzando l’arte visiva, musicale e cinematografica come strumento di mobilitazione. Dall’altra, come titola la pubblicazione del Bilancio sociale 2024, il 2025 sarà segnato dal “coraggio di non fermarsi, senza compromessi” dinanzi a governi senza scrupoli e sempre più indifferenti al diritto internazionale dei diritti umani.